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13/11/2023

Costantini (Cna): "Giochiamo all'attacco per dare un futuro ai giovani"

(Dario Costantini, presidente Cna)

Assemblea della confederazione a Roma. Il presidente: "Sui salari, serve contrattazione ed aumento della competitività. Preoccupano i rincari. Tanti immobili da riqualificare: si può farlo soltanto attraverso i bonus edilizi di cui sollecitiamo da tempo il riordino.". Meloni: "Senza l’artigianato e le piccole imprese semplicemente non esisterebbe il Made in Italy". Urso: "Legge sulle Pmi incentrata sull'innovazione". Salvini: "Nodi irrisolti sul fronte infrastrutturale"

"Per la prima volta nella storia della Cna abbiamo dedicato l’Assemblea a un tema, il lavoro, che per le nostre imprese rappresenta il principale elemento di competitività”.

Così il presidente nazionale della Confederazione, Dario Costantini, a conclusione dell'assemblea nazionale che si è svolta a Roma.

Abbiamo un enorme responsabilità verso i nostri giovani – ha sottolineato – e più che parlare dei giovani dobbiamo parlare con i giovani”.

Tuttavia il 68 percento dei giovani trova il primo impiego in una piccola impresa. Non è un semplice dato statistico ma il ruolo determinante che svolgono gli artigiani imprenditori d’Italia.

Dalla crisi del 2008 che non abbiamo provocato noi a oggi abbiamo perso 220.000 impreseÈ ora di tornare a giocare all’attacco e le nostre imprenditrici e i nostri imprenditori sono pronti a raccogliere le sfide ambiziose di modernizzare il Paese, renderlo più competitivo”.

Costantini indica alcuni nodi da sciogliere. “C’è il tema dei salari e continuiamo a credere che la risposta migliore per far salire le retribuzioni sia la buona contrattazione collettiva.

Ma serve anche aumentare la competitività e quindi le imprese devono poter lavorare in un ambiente favorevole. È tempo – ha aggiunto il nostro presidente nazionale – che il Paese assicuri alle piccole imprese l’attenzione e il rispetto che meritano”.

Le imprese si impegnano, ma non basta

Le nostre imprese continuano a fare la loro parte – ha detto – indichiamo problemi e difficoltà ma non ci fermiamo alla lamentela. Facciamo proposte utili all’economia e alla società.

Abbiamo presentato al governo un progetto per i corridoi professionali, per formare cittadini stranieri nei loro Paesi. Scuole dove creare il primo contatto con le nostre imprese così da preparare collaboratori e futuri imprenditori. Oggi in Italia sono già 650.000 le imprese guidate da stranieri”.

“Noi ci siamo può essere lo slogan che descrive il fare delle nostre imprese”. Transizione green e digitalizzazione, economia circolare sono nel patrimonio culturale degli artigiani. 

Ci sono dodici milioni di immobili da riqualificare – ha evidenziato Costantini – e si può farlo soltanto attraverso i bonus edilizi di cui sollecitiamo da tempo il riordino.

Ma parlare di bonus significa anche consentire a famiglie e imprese che hanno rispettato alla virgola una legge dello Stato di poter concludere i cantieri avviati. La proroga per i condomini è necessaria per scongiurare un dramma per decine di migliaia di famiglie e imprese”.

Credito e caro-energia incidono molto

Siamo molto preoccupati per la stretta creditizia. Negli ultimi dodici anni il credito bancario alle nostre imprese mostra un taglio del 43%. Ma con i nostri Confidi abbiamo sostenuto 600mila imprese”.

Siamo molto preoccupati per i costi energetici e l’anno scorso – ha ricordato – abbiamo presentato il progetto per favorire l’autoproduzione, finalizzato a ridurre il costo delle bollette e accelerare sulla transizione energetica.

Diamo atto al governo di aver accolto la nostra proposta nell’ambito delle modifiche al Pnrr stanziando 1,5 miliardi per incentivare i piccoli impianti fotovoltaici sfruttando i tetti dei capannoni, una misura che consentirà ad almeno 100.000 imprese di fare l’investimento”.

Costantini ha confermato l’apprezzamento per il ddl sul Made in Italy ma è “altrettanto necessario mettere mano alla legge quadro sull’artigianato che ha quasi 40 anni e deve essere modernizzata e adattata alle profonde trasformazioni”.

Le recenti alluvioni

Il presidente nazionale Cna si è poi soffermato sulle calamità naturali che stanno diventando un fenomeno sempre più frequente ricordando l’alluvione in Emilia Romagna, quella nelle Marche l’anno scorso e l’ultima in Toscana.

Le nostre imprese si rimboccano le maniche, non scappano e non abbandonano i propri dipendenti, il sistema CNA favorisce la solidarietà – ha detto – ma non basta.

Ed è insopportabile leggere che la legge di bilancio intende introdurre una polizza obbligatoria contro i rischi catastrofali a carico delle imprese. Piuttosto sono urgenti gli interventi per mettere in sicurezza il nostro fragile territorio”.

Le parole dei ministri

Tanti i rappresentanti del Governo intervenuti. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha inviato un messaggio: "L'artigianato e le piccole e medie imprese sono uno dei fiori all’occhiello della nostra nazione, lo dicono i numeri: un milione e trecentomila imprese artigiane, pari a un quinto del tessuto imprenditoriale nazionale, oltre 2.500.000 addetti. 

Senza l’artigianato e le piccole imprese semplicemente non esisterebbe il Made in Italy, senza l’artigianato e le piccole e medie imprese l’Italia non potrebbe contare su quel patrimonio di conoscenze, abilità, competenze e innovazione che ci permette di essere conosciuti e apprezzati sui mercati internazionali”, ha detto.

Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato una legge sulle Pmi, che sarà concentrata sull’innovazione e sulle start up.

L’innovazione è la rotta che dobbiamo perseguire – ha sottolineato – e quindi prevederemo incentivi ad hoc. Uno sguardo importante lo dedicheremo al passaggio, se, dove e quando possibile, dall’intelligenza naturale all’intelligenza artificiale, senza perdere di vista la necessità di un’intelligenza artificiale antropocentrica”. 

Matteo Salvini, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha elencato una serie di punti chiave della politica del suo dicastero. A partire dalla regolamentazione degli scioperi.

Sono previsti – ha ricordato – una serie di scioperi nel settore dei trasporti nei prossimi mesi. Nessuno vuole mettere in discussione il diritto di sciopero ma non si può accettare che l’Italia si fermi per ventiquattro ore come è previsto per venerdì 17.

Questo vuol dire mettere in ginocchio il nostro Paese. Bene ha fatto allora la commissione di garanzia a chiedere un contingentamento.

Se i sindacati aderiranno bene, altrimenti c’è lo strumento della precettazione. Il diritto di sciopero di qualcuno non può fermare l’Italia per giorni o settimane”. Salvini è passato poi a sottolineare l’inadeguatezza del sistema infrastrutturale italiano.

Il governo sta facendo del suo meglio per recuperare il tempo perduto ma ha di fronte gli eterni sostenitori del ‘no a tutto’, “una minoranza rumorosa che ha contribuito a bloccare l’Italia”. E ha chiesto che la maggioranza si faccia sentire, non sia timida, affermi i propri diritti.

Redazione Cuoreeconomico
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