mer 28 gen 2026

Seguici su:

23/01/2024

Crescono le imprese: 42.000 in più. Brilla il Mezzogiorno

(Andrea Prete, presidente di Unioncamere)

I dati nell'indagine di Unioncamere. Ma oltre il 70 percento delle nuove realtà opera in soli tre macro-settori: le costruzioni, il turismo e le attività professionali. Con le sue 14.948 imprese in più, il Sud ha determinato più di un terzo dell'intero saldo annuale

Lo scorso anno, in Italia, ci sono state 42000 imprese in più nel 2023 (+0,7 percento), sono rimaste stabili le iscrizioni di nuove imprese, mentre sono aumentate del 2,1 percento le chiusure.

E' quanto emerge dai dati Movimprese sull'andamento della demografia delle imprese nel 2023, elaborati da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

Tra le attività più dinamiche, l'edilizia, quelle turistiche e di consulenza aziendale, mentre ci sono state meno imprese nel commercio, nell'agricoltura e nella manifattura.

"Poter contare su 42.000 imprese in più alla fine di quest'anno, vissuto all'insegna dell'incertezza, mi sembra un buon risultato", commenta il presidente di Unioncamere, Andrea Prete.

Saldo positivo, ma non per tutti

Il saldo 2023 per le imprese italiane resta quindi positivo, ma non per tutti gli ambiti di attività. Oltre il 70 percento delle 42000 imprese registrate in più negli ultimi

dodici mesi, infatti, opera in soli tre macro-settori: le costruzioni, il turismo e le attività professionali. Il più dinamico, in termini di crescita imprenditoriale, è quello delle costruzioni che alla fine degli scorsi dodici mesi ha contato 13.541 imprese in più rispetto al 2022 (+1,62 percento).

Bene anche le attività professionali, scientifiche e tecniche che a fine 2023 presentano un aumento significativo di 11.000 imprese, trainate da un "boom" della consulenza aziendale e amministrativo-gestionale (saldo positivo di oltre 6.000 attività e una variazione relativa dell'8 percento). 

Anno positivo anche per il comparto della vacanza, in cui si contano 3.380 attività di alloggio aggiuntive (+5,13 percento) e 3.015 bar e ristoranti in più rispetto al 2022 (+0,77). Alla crescita hanno contribuito molto anche le attività immobiliari, che a fine 2023 contano 5.197 imprese in più dell'anno precedente (+1,72 percento).

A fronte di questi risultati positivi, i settori più tradizionali continuano a segnalare un restringimento della platea delle imprese. Per il commercio, il 2023 si è chiuso con una riduzione complessiva di 8.653 attività (-0,6 percento su base annua) con la selezione che ha riguardato essenzialmente il commercio al dettaglio che nel 2023 ha perso quasi 7.700 unità.

Nell'agricoltura, si evidenzia una riduzione complessiva di 7.546 imprese (-1,05 percento) mentre la manifattura presenta una perdita complessiva di 2.962 imprese (-0,56).

I dati sul territorio

Guardando al territorio, i dati indicano in crescita il tessuto imprenditoriale di tutte le quattro aree geografiche.

Con le sue 14.948 imprese in più, il Mezzogiorno ha determinato più di un terzo dell'intero saldo annuale, staccando il Nord-Ovest (+11.210) e il Centro (+10.626).

Tra le regioni meglio di tutte hanno fatto la Lombardia (10.562 imprese in più), il Lazio (+9.710) e la Campania (+6.351). Il Lazio (+1,59 percento) registra invece la crescita più sostenuta in termini relativi; seguono la Lombardia (+1,12) e la Campania.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com