Cursano (Fipe): “Ritardi su Pnrr rischiano di marginalizzare territori, recuperare dimensione locale dell’economia”

(Aldo Cursano, Vicepresidente di Fipe)
Il vicepresidente di Fipe Confcommercio: “Decreto flussi e misure del Governo non bastano: noi non abbiamo bisogno di braccia bensì di competenze. Serve sistema di immigrazione integrata. Giovani snobbano il settore, rischiamo di perdere tanti esercizi”
Nonostante la ripresa della ristorazione (l’indice del fatturato nel secondo trimestre è cresciuto del 13,8 percento rispetto allo stesso periodo del 2022 e un incremento del 28,7 rispetto al primo trimestre), per i pubblici esercizi è sempre più difficile trovare persone disposte a lavorare.
“Con la carenza di lavoratori i pubblici esercizi hanno ridotto le proprie attività e tanti giovani snobbano il nostro settore.
Così si rischia di perdere la nostra identità che non è data solo dai monumenti e dalle bellezze paesaggistiche ma anche da tutti quei piccoli esercizi spesso a conduzione familiare che operano nell’accoglienza”, dice Aldo Cursano, Vicepresidente di Fipe (Federazione pubblici esercizi).
“La disaffezione dei giovani – continua – è preoccupante per il futuro del nostro settore, ma oltre ai singoli occorre che tutti gli attori delle istituzioni cambino registro, promuovendo strategie che sostengano il nostro tessuto socio-economico, a cominciare dalla cura delle nostre città con servizi di qualità per i residenti e per i turisti”.
Presidente Cursano, ora che l’alta stagione nelle località di mare è finita, che effetti ha dato il Decreto Flussi?
“Il Decreto Flussi è stato insufficiente perché a differenza di settori come l’agricoltura, noi non abbiamo bisogno di braccia ma di competenze, cioè di persone qualificate da collocare nelle cucine, nei bar o all’accoglienza.
Per realizzare un sistema di immigrazione integrata occorre sottoscrivere accordi con i paesi di provenienza per dare a chi arriva in Italia formazione e soluzioni di alloggio.
Ad oggi però sembra impossibile attuare meccanismi così virtuosi, non solo per colpa del Governo ma anche perché a livello locale non si riescono a attuare politiche abitative efficaci, basti pensare a Firenze dove gli affitti sono alle stelle”.
Rimanendo in tema di sviluppo delle città, si sente rassicurato dopo le parole del Ministro Fitto sulla quarta rata del Pnrr?
“Il Pnrr riserva grandi opportunità, ma questa situazione di incertezza ci sta facendo preoccupare perché rischia di lasciare interi territori ai margini della società.
L’Italia conta tante zone con specificità diverse che vanno dai centri storici fino ai borghi e i pubblici esercizi, che rappresentano dei punti vitali di tante zone periferiche, non sono stati coinvolti nella programmazione del Pnrr.
Non si può delegare tutto all’innovazione, ma occorre ripensare il vivere comune e mettere al centro i cittadini e le relazioni umane che da sempre hanno contraddistinto l’Italia”.
Che effetto sta avendo l’aumento del costo del denaro?
“Dopo la pandemia abbiamo registrato crescite importanti, ma oggi si finisce per lavorare solo per coprire le spese. Oltre ai mutui e ai prestiti che sono arrivati a salire anche dell’8 percento, l’energia è cresciuta fino a sei volte rispetto al 2019 e con l’inflazione i costi di gestione sono triplicati.
In questa situazione di speculazione tante piccole attività sono state costrette a chiudere, mentre chi sta guadagnando sono solo i grandi fondi internazionali che in Toscana stanno comprando tanti negozi, tante ville e diversi edifici di pregio”.
In questo senso come valuta le misure del Governo come il Patto anti-inflazione o il Dl Energia?
“Il Governo senza dubbio ha compreso il valore delle imprese, ma le misure che ha introdotto danno solo pochi segnali senza una vera efficacia contro la speculazione.
Oltre alle perdite che si sono registrate con la pandemia e la guerra occorre recuperare la dimensione locale della nostra economia attuando politiche che non assecondino le mode o la globalizzazione senza limiti, ma che valorizzino la nostra storia e la persona”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
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