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01/06/2024

Dalla Regione 7 milioni di euro per innovare i luoghi culturali dell’Emilia-Romagna

Interventi di ripristino, ristrutturazione, qualificazione e innovazione tecnologica di spazi teatrali di proprietà pubblica, da realizzarsi negli anni 2025 e 2026. Progetti di restauro, conservazione, consolidamento e valorizzazione del patrimonio architettonico storico e contemporaneo a destinazione culturale. Li prevedono due nuovi bandi della Regione, che complessivamente mettono a disposizione 7 milioni di euro

Un primo bando realizzato nel 2022 ha sostenuto 9 progetti di ristrutturazione e messa a norma in altrettante sedi teatrali, otto dei quali in teatri storici, per un investimento complessivo di oltre 5 milioni di euro, di cui 3 milioni coperti da contributo regionale.

Il nuovo bando dedicato alla riqualificazione dei teatri mette a disposizione 4 milioni di euro e il contributo regionale può arrivare a coprire l’80% della spesa, fino a un contributo massimo concedibile di 500 mila euro. Il provvedimento è rivolto a Comuni e amministrazioni pubbliche dell’Emilia-Romagna.

In Emilia-Romagna si contano 213 sedi teatrali, di queste 117 sono teatri storici. La maggior parte delle sedi teatrali è di proprietà pubblica (164 su 213, pari all’77%) a fronte di 33 (15%) sedi di proprietà privata e 16 (8%) parrocchiale.

Il 66% delle sedi teatrali operanti sul territorio regionale presenta una connessione internet, il 57% dei quali attraverso una rete in fibra ottica mentre solo il 17% possiede una connessione xDSL.

Il 33% delle sedi ha un wifi aperto al pubblico. Anche sulla base di questi dati sono stati messi a punto un programma di interventi finanziati con risorse dell’Agenda digitale regionale e realizzati direttamente da Lepida ScpA mirati ad incrementare la diffusione della fibra ottica nelle sedi di spettacolo.

Il secondo bando prevede 3 milioni di euro e concede contributi a sostegno della realizzazione di interventi significativi di conservazione, restauro, consolidamento e valorizzazione del patrimonio architettonico storico e contemporaneo a destinazione culturale.

Le tipologie di interventi ammissibili escludono le sedi di spettacolo e riguardano in particolare il restauro, la conservazione e il miglioramento energetico di beni architettonici pubblici a destinazione culturale (tipologia A), e gli interventi di innovazione tecnologica, acquisto e installazione di attrezzature e arredi in grado di incrementare la flessibilità e le potenzialità degli spazi destinati ad attività culturali (tipologia B).

Redazione Cuoreeconomico
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