mer 29 apr 2026

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DAZI USA. Il Parmigiano Reggiano sotto attacco: “Una scelta che danneggia tutti”

(Nicola Bertinelli, Presidente Consorzio Parmigiano Reggiano)

Il Parmigiano Reggiano torna nel mirino delle politiche protezionistiche statunitensi. Il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli, ha commentato con fermezza e preoccupazione l’introduzione da parte dell’amministrazione Trump di nuove tariffe doganali.

Un rincaro dal 15% al 35% sulle importazioni di prodotti come il Parmigiano Reggiano. Una mossa che, secondo Bertinelli, colpisce ingiustamente un’eccellenza del Made in Italy senza offrire reali benefici ai produttori americani. “Non siamo affatto in concorrenza con i parmesan americani – ha dichiarato – sono prodotti diversi per qualità, processo produttivo e posizionamento di mercato. Colpire un prodotto di nicchia come il nostro è assurdo.” Il Parmigiano Reggiano rappresenta infatti il 7% del mercato dei formaggi duri negli Stati Uniti, ma è venduto a un prezzo più che doppio rispetto alle alternative locali: una nicchia che non ruba spazio, ma lo crea, rivolgendosi a un pubblico che compie una scelta consapevole.

Il mercato statunitense è oggi il primo per l’export del Parmigiano Reggiano, con una quota pari al 22,5% del totale. Eppure, come ricorda Bertinelli, non è la prima volta che il prodotto simbolo dell’eccellenza italiana viene penalizzato da dazi: già nel 2019 Trump aveva imposto tariffe aggiuntive del 25%, portando il prezzo a scaffale fino a 45 dollari al chilo. Nonostante tutto, il Parmigiano Reggiano ha retto. “Gli americani hanno continuato a sceglierci anche quando il prezzo è aumentato.”

Il danno, dunque, non è tanto in termini di competitività, quanto di giustizia economica. Secondo il Consorzio, la misura non protegge realmente i formaggi statunitensi, bensì penalizza il consumatore americano che, pur volendo premiare la qualità, si troverà a pagare un prezzo ancora più alto. “È una scelta che danneggia tutti,” sottolinea Bertinelli, “e che rischia di favorire l’Italian sounding, un fenomeno già dilagante, che toglie valore e identità al vero Made in Italy.”

L’appello del Consorzio è chiaro: si percorrano strade diplomatiche per spiegare che il Parmigiano Reggiano non è una minaccia per l’economia americana. Piuttosto, si guardi al vero “nemico” dei produttori: i cosiddetti cibi a fermentazione cellulare, che si spacciano per formaggi senza alcun legame con il territorio o con gli animali, alterando le regole del gioco per chi lavora secondo principi di qualità e tracciabilità.

Nel frattempo, il comparto non resta a guardare. “Ci rimboccheremo le maniche,” conclude Bertinelli, “per continuare a sostenere la domanda e difendere, con determinazione e orgoglio, un patrimonio che è di tutti.”

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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