Ddl affitti brevi: Confindustria alberghi plaude, "distinguo" dei sindacati

In una nota, l'associazione degli albergatori commenta favorevolmente la decisione della ministra Santanchè di regolamentare il settore, anche attraverso l'istituzione di una banca dati. Più cauti i sindacati degli inquilini: "Occasione persa non aver fornito ai Sindaci strumenti più idonei per regolamentare una offerta turistica che non sia completamente a scapito della residenzialità e per arginare i processi di inaccettabile trasformazione delle modalità di utilizzo degli immobili destinati alla locazione"
Monta la polemica dopo il ddl del Governo, precisamente della ministra del Turismo Daniela Santanchè, in materia di affitti brevi. Santanchè intende regolare il fenomeno dei soggiorni-lampo esacerbato dalle piattaforme digitali di sharing come Airbnb.
La stretta era stata prefigurata fin da maggio, quando già si parlava di obbligo nei centri storici delle città metropolitane di affittare gli immobili per almeno due notti - un obbligo per il quale non è più prevista alcuna deroga -, e anche di Codice identificativo nazionale, banca dati degli immobili ad uso abitativo messi in affitto a fini turistici e multe per mancato rispetto delle norme.
Una questione fortemente divisiva. Da una parte, i sindacati degli inquilini, che restano guardinghi, dall'altra Confindustria Alberghi che invece plaude.
Sunia, Sicet e Uniat salgono sugli scudi
In una nota Sunia Cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil sottolineano come "il provvedimento che viene proposto dal Ministero del Turismo non contribuisce a risolvere i problemi della condizione abitativa che è stata notevolmente aggravata dall’utilizzo degli immobili per le locazioni brevi e tuttavia, in quanto teso a colmare la mancanza di una regolamentazione quadro di livello nazionale, costituisce un primo segnale di inversione di tendenza".
"Auspichiamo - scrivono - si tratti dell'inizio di un percorso che ci auguriamo continuerà in direzione di un vero contrasto alla gentrificazione e di un rilancio di politiche dell'abitare fondate su una maggiore valorizzazione del ruolo dei Comuni.
Con il pesante limite di questa premessa dobbiamo riconoscere che, a seguito degli incontri svolti con la Ministro Santanché, le misure di natura fiscale e di sicurezza degli alloggi proposte dalle organizzazioni sindacali degli inquilini sono state accolte".
"Degna di rilevanza - concludono - è anche la costituzione di una banca dati nazionale, che, se correttamente utilizzata, potrà confermare o smentire se il processo di espulsione delle famiglie dai centri urbani è un tema che effettivamente merita maggiore attenzione nel nostro paese.
Rimane una occasione persa non aver fornito ai Sindaci strumenti più idonei per regolamentare una offerta turistica che non sia completamente a scapito della residenzialità e per arginare i processi di inaccettabile trasformazione delle modalità di utilizzo degli immobili destinati alla locazione".
Confindustria Alberghi: comprensibili le perplessità dei Comuni ma i ddl regolamenta mercato
Confindustria Alberghi, in una nota a firma della presidente Maria Carmela Colaiacovo scrive invece: "Il disegno di legge è un importante nuovo passo in avanti per regolamentare il fenomeno degli affitti brevi che negli ultimi anni è proliferato in modo incontrollato.
La banca dati e il codice unico identificativo nazionale sono strumenti di trasparenza dell’offerta a tutela delle imprese e dei consumatori e proprio il CIN ha un’importanza fondamentale perché è prevista la sua esposizione anche e soprattutto sulle piattaforme on-line.
La proposta va incontro alle reali esigenze di organizzazione e di gestione del territorio anche dal punto di vista della sicurezza. Con la banca dati sarà possibile conoscere l’ubicazione delle diverse attività e questo permetterà di affrontare con politiche adeguate i reali flussi turistici della città.
Bene l’introduzione di alcuni elementi a tutela del cliente quali la prevenzione incendi e il rispetto dei requisiti igienico sanitari così come il regime fiscale che affronta una delle criticità più sollecitate dai settori più tradizionali".
“Ci fa piacere che molte delle nostre richieste presentate nel corso degli incontri con il Ministero del Turismo siano state recepite ed accolte - aggiunge Colaiacovo - Pur comprendendo le ragioni espresse in queste ultime ore da alcuni Comuni, è importante che i tempi per l’approvazione del disegno di legge siano veloci per ristabilire in tempi brevi l’equilibrio tra attività delle imprese e le comunità residenti.
In molti casi abbiamo assistito ad un vero e proprio svuotamento dei centri storici e l’auspicio è che queste località possano tornare ad essere popolate dai propri abitanti. Un importante tassello si è aggiunto al quadro della regolamentazione del mercato.
Non siamo contro nuove e alternative modalità di accoglienza, quello che più ci interessa è che chiunque operi nel mercato dell’ospitalità turistica agisca nel pieno delle regole e sia sottoposto ad un regime fiscale coerente con l’attività svolta”.
Redazione Cuoreeconomico
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