mer 18 mar 2026

Seguici su:

18/07/2022

DDL Concorrenza, scontro taxi-Ncc. Ferri (Anitrav): «Basta privilegi, nuove norme per tracciare anche i guadagni»

(Mauro Ferri, presidente Anitrav)

Parla il presidente dell’associazione del noleggio con conducente: «L’attuale normativa viola la libertà contrattuale delle imprese. Via le regole medioevali»

Non solo tassisti. L’altra ‘campana’, sul fronte del DDL Concorrenza e la volontà del Governo di avviare la liberalizzazione del mercato del trasporto pubblico è l’associazione che tutela il settore del noleggio con conducente.

Contro l’articolo 10, che prevede “l'adeguamento dell'offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante applicazioni web e che utilizzano piattaforme tecnologiche per l'interconnessione dei passeggeri e dei conducenti", di fatto aprendo ad Uber ed in generale al noleggio con conducente, i tassisti hanno scioperato per due giorni.

Ma qual è la posizione degli Ncc? CUOREECONOMICO lo ha chiesto a Mauro Ferri, presidente di Anitrav (Associazione Nazionale Imprese Trasporto Viaggiatori).

Secondo il vostro punto di vista, l'attuale normativa di settore, viola la libertà contrattuale delle imprese. Perchè?

«Faccio un esempio supportato da una sentenza del Consiglio di Stato in applicazione proprio della legge attualmente in vigore dopo la modifica inserita nel 2019 e richiesta dalla “lobby tassista”.

Il noleggio con conducente (NCC) svolge non solo servizi ai turisti e cittadini italiani attraverso forme contrattuali con le agenzie turistiche o tour operators ma partecipa anche a bandi di gara o licitazioni private emessi da enti pubblici o privati. Bandi che come è noto, quando superano un certo valore economico deve essere pubblicato sulla Gazzetta europea, cosicchè possa partecipare ogni impresa interessata residente in uno stato Ue. Questo accade anche per noi».

«A seguito, di quella normativa alla quale facevo riferimento, una impresa di noleggio con conducente che opera con autorizzazione rilasciata dal Comune di Rieti, oggi può esercitare esclusivamente in quel comune o al massimo all’interno della provincia di Rieti.

Può partecipare al bando di gara presentato – ad esempio – da un Ente con sede Roma, ma se dovesse aggiudicarsi il servizio, non può stabilire una sede a Roma.

E se anche decidesse di partire ogni giorno da Rieti per Roma e tornare a sera nuovamente a Rieti, l’amministrazione comunale gli revocherebbe l’autorizzazione perché va ad operare fuori dal territorio reatino.

Di contro, se vincesse una impresa di un qualunque altro stato Ue, in forza dell’articolo 49 dei trattati comunitari, questa potrebbe avere una sede a Roma»

«La norma italiana vale per le imprese italiane anche a scapito della crescita delle medesime imprese e in contrasto della libertà d’impresa sancita dalla carta costituzionale. La lobby dei tassisti, sostenuta da discussi soggetti politici, riesce anche mettere da parte la carta costituzionale».

Chi si oppone al DL Concorrenza teme l'arrivo in blocco delle multinazionali, in particolare di Uber. Ma il settore Ncc è molto più vasto. Cosa rispondete?

«Questa è solo una cortina fumogena per nascondere il vero intento della protesta taxi, la verità è una sola, quella di voler mantenere una posizione di dominio nel mercato del trasporto persone mediante i servizi pubblici non di linea, nonché il mantenimento dei quei privilegi fiscali».

«Ci si oppone alle piattaforme tecnologiche perché con quelle sarebbero tutti tracciati, in quanto l’utente paga con carta di credito direttamente all’applicazione intermediaria e questa eroga ogni settimana la somma degli importi incassati attraverso un bonifico sul conto corrente bancario al tassista, che, a quel punto, non potrebbe più dichiarare ricavi irrisori, dovendo tenere un contabilità e tolti i costi di gestione, pagare le tasse sulla rimanenza».

«Nessuno dice che le multinazionali – le quali comunque pagano le tasse dove hanno sede – non possano fare evasione fiscale.

Ma non è comunque mai paragonabile all’evasione oggi messa in atto dai taxi, nella considerazione che il tassista percepirebbe il 94% dell’incasso, mentre la multinazionale solo il 6 o 7%».

I tassisti dicono che l'Europa non ha chiesto la liberalizzazione del settore e che la Bolkestein esclude i tassisti. Qual è la vostra posizione?

«Anche questa è una menzogna. L’articolo 10 del DDL concorrenza non parla di liberalizzare il servizio taxi o Ncc. Il testo prevede un contingentamento delle licenze e delle autorizzazioni promuovendo la concorrenza.

E’questo aspetto che probabilmente non è accettato dai tassisti. perché verrebbe bruciato l’illegittimo mercato di compravendita delle licenze tra privati, divenuto oggi la cosiddetta “liquidazione del tassista”, che raggiunge somme impressionanti a seconda quali siano le città dove esercita. Parlo di illegittimità in quanto le licenze sono comunali e dunque tale mercato non dovrebbe esistere».

«Le imprese del settore Ncc vogliono un cambiamento dell’attuale legge perché le regole dettate sono medioevali ed oggi si deve mettere al centro del discorso l’utenza che vede inevasa oltre il 40% delle prenotazioni di trasporto e questo non dà un’immagine positiva dell’Italia».

Come sta affrontando il mondo del NCC il caro-energia e caro-carburanti? Come si sta riflettendo tutto questo sul mercato dei trasporti?

«Il caro energia è un serio problema che purtroppo viene ribaltato sulla clientela, quindi poi alla fine chi paga è il consumatore che si trova a pagare tariffe maggiorate sul trasporto, questo è un reale problema al quale il Governo dovrebbe mettere mano in modo serio, almeno sino a quando la vicenda Ucraina non troverà soluzione».

Qual è la posizione di Anitrav sulla transizione verso le auto elettriche voluta dalla Ue?

«Siamo pienamente concordi e la nostra associazione, che ricopre un ruolo importante nei tavoli di concertazione della Commissione Trasporti europea, ha sempre spinto verso un sistema di trasporto green.

Tanto che un paio di anni fa abbiamo proposto un emendamento all’interno di un iter di conversione a legge di Decreto-legge, poi presentato dal M5S ed approvato, che prevedeva la possibilità per gli operatori del noleggio con conducente di utilizzare vetture a noleggio a lungo termine proprio per consentire un rinnovo costante del parco mezzi, in funzione di minori emissioni di CO2».

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475

Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com