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28/09/2022

De Lucia Lumeno (Assopopolari): «Decisione della Bce sui tassi inevitabile, ma il risparmio è la forza italiana»

(Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario generale Assopopolari)

Il segretario generale dell’ente che riunisce gli istituti di credito popolari: «La nostra propensione al risparmio continuerà ad evitarci il peggio. Le banche faranno la loro parte. Inflazione è frutto degli ultimi due anni, bisognerà tenere duro»

Associazione Nazionale fra le Banche Popolari nasce nel 1876 per assistere le Banche Popolari contribuendo allo sviluppo di un’identità forte e organica della Categoria basata sul concetto chiave di localismo come valorizzazione del territorio, impegno sociale e supporto alle Pmi e alle famiglie.

Tra i compiti dell’Associazione rendere partecipe la Categoria dei cambiamenti e delle innovazioni del panorama bancario rimanendo ancorata alla sua vocazione originaria e mantenere relazioni strategiche con le maggiori istituzioni di riferimento del Paese, così come del contesto comunitario e internazionale.

Assopopolari conta oggi 54 banche associate; 186 società finanziarie e strumentali; 256 corrispondenti; 3.793 sportelli, 500.000 soci; 6.500.000 clienti; 36.000 dipendenti; 213 miliardi di euro di attivo.

Col segretario generale Giuseppe De Lucia Lumeno CUOREECONOMICO fa il punto sul credito per famiglie ed imprese, dal punto di vista delle banche.

L’Italia è un Paese di risparmiatori. Qual è la situazione attuale? Da che parte vanno il credito e il risparmio degli italiani? C’è ancora la tendenza a mettersi in sicurezza?

«La capacità di risparmiare è certamente insita nella cultura italiana. Una propensione che nei momenti di crisi mostra tutta la sua importanza.

Grazie a questa, infatti, è stato possibile per la maggior parte delle famiglie attraversare gli ultimi anni, senz’altro con tanta fatica, ma senza danni irreparabili.

Diversamente i problemi sociali che si sarebbero aperti sarebbero stati davvero pesanti. In Italia questa spinta assume poi varie forme».

«L’acquisto della prima casa, ad esempio, anche con l’assunzione di un impegno importante e di lunga durata quale è un mutuo, non è altro che una forma di risparmio spalmato nel tempo.

Il sistema bancario deve essere al fianco delle famiglie nel sostenerle e consigliarle per mettere a frutto questa tendenza che non è mai venuta meno. Le banche del territorio lo sanno bene e i risultati di consenso e crescita che registrano solo lì a dimostrarlo».

La fine della moratoria sui mutui ha riaperto il problema dell’accesso al credito per molte aziende. Qual è la situazione dal punto di vista di Assopopolari? Come sta reagendo il sistema bancario?

«Le banche popolari e del territorio hanno dato e stanno dando un contributo prezioso all’economia reale come è nella loro storia e nella loro natura.

I dati lo testimoniano: i soci delle Popolari italiane sono oltre 500.000 e i clienti quasi 7 milioni. Nel 2021, i flussi di nuovi finanziamenti alle Pmi sono stati pari a 36 miliardi di euro e quelli alle famiglie, per i mutui, a 15 miliardi.

Oltre 100 i milioni destinati ad attività di beneficenza in campo sanitario, culturale, di pubblica utilità e di interesse sociale: risorse che dai singoli territori provengono e ad essi ritornano in un processo virtuoso che rafforza la solidità del legame con le comunità».

Quanto può incidere l’inflazione sui risparmi degli italiani?

«L’inflazione è la conseguenza più evidente e forse socialmente più pesante di quanto avvenuto negli ultimi anni prima con la pandemia e poi con la guerra, aggravando notevolmente la situazione di famiglie e imprese.

Il mondo occidentale è in un evidente squilibrio del proprio sistema economico e del tessuto produttivo che non potrà essere assorbito nel breve tempo proprio perché l’emergenza non solo non è conclusa ma, nelle ultime settimane, si è acutizzata.

È difficile dire quando ne usciremo. Quello che è certo è che bisognerà lavorare molto, con pazienza e tenacia guardando sempre al bene delle comunità. Il risparmio, se gestito con cura, potrà essere uno strumento fondamentale».   

Quanto possono incidere le decisioni della BCE relative al rialzo dei tassi di interesse sul prossimo futuro dei risparmiatori, delle banche e delle imprese ed in che modo?

«La fine dell’era dei tassi negativi ha prodotto un immediato e fragoroso shock finanziario e non poteva essere diversamente. Se riuscirà anche a frenare la corsa dell’inflazione lo capiremo soltanto tra qualche mese.

La decisione della Banca Centrale Europea, peraltro annunciata, di invertire la politica monetaria degli ultimi anni con aumenti graduali dei tassi di interesse ha prodotto un vero e proprio sconquasso».

«Ma in casi come questi bisogna mantenere sangue e cervello assai freddi e basarsi sugli elementi fondamentali dell’economia, con grande senso di responsabilità.

Un appello che il Governatore della Banca d’Italia ha lanciato e che le Banche Popolari hanno fatto proprio, intensificando il sostegno ai propri soci e ai propri clienti, siano essi singoli, famiglie e imprese».

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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