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24/09/2023

De Palma (Fiom): "Rimettere al centro l'industria o il sistema Paese finisce"

(Michele De Palma, segretario generale Fiom)

Il segretario generale del sindacato metalmeccanici: "Non si possono risolvere i problemi del Paese con qualche bonus o qualche mancetta. Dovrebbero detassare gli aumenti del contratto nazionale e favorire con la fiscalità la riduzione dell'orario di lavoro"

"Nel corso di questi anni il lavoro ha subito diverse sconfitte. Sono diminuiti i salari, le persone con l'inflazione perdono il potere d'acquisto, le persone muoiono sulle vie del lavoro.

Quando questo succede si perde la dignità. Noi cominciamo una campagna per costruire 'sentieri di dignità' tra le persone che per vivere devono lavorare".

Così il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, all'assemblea del sindacato in piazza del Popolo a Roma, dal titolo "I sentieri della dignità".

De Palma rilancia la richiesta al governo "di rimettere al centro l'industria. Avevano detto che si sarebbero occupati di un piano industriale per la siderurgia, di un piano per l'automotive, di un piano per l'elettrodomestico: ad oggi non c'è nulla.

Il punto è rimettere al centro il lavoro industriale, perché questo significa ridare un futuro a questo Paese. Altrimenti siamo finiti come sistema Paese".

Serve "un piano industriale nazionale. Mentre noi abbiamo pagato con i salari e la disoccupazione, le multinazionali fanno grandi dividendi e gli amministratori delegati si danno dei soldi da capogiro.

Se il governo vuole fare la propria parte deve contrattare con la rappresentanza legittima dei lavoratori", rimarca il numero uno dei metalmeccanici della Cgil.

Soltanto incontri spot

Sull'incontro a Palazzo Chigi sugli interventi per calmierare l'inflazione a tutela dei redditi, "è l'ennesimo incontro spot, i tavoli vanno convocati non per farci fare da spettatori. Il governo non ci riconosce il potere negoziale", prosegue De Palma sostenendo che non si possono "risolvere i problemi del Paese con qualche bonus o qualche mancetta.

Dovrebbero detassare gli aumenti del contratto nazionale efavorire con la fiscalità la riduzione dell'orario di lavoro. Bisogna uscire dalla propaganda, per uscire dalla propaganda devi mettere al centro il lavoro industriale".

Nessuna politica, ma piattaforme senza colore

E aggiunge: "Il Governo deve sapere che o ci sono le trattative o c'è uno scontro, ma perché la sceglie il Governo la via dello scontro. Noi invece vogliamo negoziare e trattare sulla base degli interessi che rappresentiamo.

Il fatto che abbiamo le bandiere rosse non vuol dire che siamo contro a prescindere, noi vogliamo negoziare sulla base delle trattative. Quando costruiamo le piattaforme, non ci sono quelli rossi, blu o gialli, ci sono tutti i lavoratori che ci danno il mandato. Abbiamo una legittimazione democratica a negoziare".

Redazione Cuoreeconomico
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