DESERTIFICAZIONE BANCARIA. In Umbria sportelli ridotti del 4,3 per cento. 32 i Comuni senza filiali

La desertificazione bancaria in Umbria sta assumendo proporzioni preoccupanti. Nel 2024, la regione ha registrato una riduzione del 4,3% degli sportelli bancari, posizionandosi al secondo posto in Italia per tasso di chiusura, subito dopo la Valle d'Aosta (-7,5%). Attualmente, 32 comuni umbri sono privi di filiali bancarie, coinvolgendo circa 50.000 residenti e 3.200 imprese
Dal 2015, diversi istituti di credito hanno progressivamente ridotto la loro presenza sul territorio umbro. Intesa Sanpaolo ha chiuso otto filiali, seguita dalla Cassa di Risparmio di Orvieto con cinque, Banco Desio e della Brianza con quattro, Monte dei Paschi di Siena con due, mentre BPER, Unicredit e Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio hanno chiuso una filiale ciascuna.
Questa tendenza non solo limita l'accesso ai servizi bancari per i cittadini, ma influisce negativamente anche sul tessuto economico locale. Le piccole e medie imprese, in particolare, risentono della mancanza di un rapporto diretto con gli istituti di credito, fondamentale per la gestione finanziaria e lo sviluppo delle attività.
Una condizione che non sembra arrestarsi e che costrige a monitorare anche i 24 comuni in cui ad oggi è presente un solo sportello bancario. Il rischio quindi è che si arrivi a contare un totale di 56 comuni umbri privi di sportelli bancari: più della metà del totale.
Per contrastare questo fenomeno, è essenziale promuovere soluzioni che garantiscano la presenza di servizi bancari sul territorio, salvaguardando così sia le esigenze dei cittadini che la vitalità economica dell'Umbria.
Claudia Boccucci
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