dom 15 mar 2026

Seguici su:

13/11/2023

Di Stefano (Giovani Confindustria): “Basket bond e rafforzare fondo di garanzia per aiutare l’imprenditoria Under 40”

(Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria)

CUOREECONOMICO a colloquio col presidente nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria: “Nella legge di bilancio spinta agli investimenti è la grande assente. Serve inoltre un taglio del cuneo fiscale in maniera strutturale. Per i giovani vanno previste premialità aggiuntive per chi opera o investe in innovazione o green. La revisione degli incentivi e delle regole per il cosiddetto “rientro dei cervelli” non è un buon segnale"

Fra le tante sfide che l’industria italiana si appresta ad affrontare in questa fase molto delicata per l’economia del Paese, nel quale l’Italia è chiamata a mettere a terra i progetti del Pnrr e lanciare progetti per la crescita, c’è anche quella di provare a favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile.

Tanti paletti per gli Under 40 che vogliono fare impresa, ai quali adesso si aggiungono il costo del denaro e un accesso al credito sempre più complesso.

CUOREECONOMICO ne ha parlato con Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

Come vede la situazione dell’industria e dell’impresa in generale in questa parte finale dell’anno? Quali sono le prospettive e quali i timori

L’andamento del Pil nel 2023 si profila in forte rallentamento rispetto al 2022, il nostro Centro Studi prevede un incremento annuo del +0,7 percento, già interamente acquisito. La crescita nel 2024, poi, è prevista dimezzarsi al +0,5.

L’industria sta attraversando un periodo di difficoltà. Nel 2023, la produzione industriale si prevede in diminuzione del -2,3 percento.

Anche gli investimenti sono in forte frenata, fino a fermarsi nel 2024, influenzati dalla politica monetaria della Bce e dalla riduzione degli investimenti previsti nel Pnrr. Le dinamiche geopolitiche, l'andamento dell'inflazione e l'attuazione del Pnrr sono, poi, ulteriori fonti di rischio”.

A noi imprenditori l’ottimismo non difetta mai. Sarebbe impossibile, altrimenti, vivere di rischio, come facciamo noi. Ma neppure il realismo, per lo stesso motivo. In questo quadro, allora, si fa molta fatica a non considerare negativamente l’assenza di spinta agli investimenti in questa legge di bilancio”.

Fra i giovani c’è voglia di fare impresa e di investire, questo si percepisce. Eppure, questo per un giovane è ancora una corsa ad ostacoli, col muro spesso invalicabile dell’accesso al credito. Cosa serve per fare un salto di qualità?

L’accesso a risorse per avviare un’azienda è cruciale, per questo abbiamo chiesto al Governo di agire per promuovere l’accesso degli under40 a strumenti di finanza alternativa. In particolare, a operazioni di basket bond, strumento che va disegnato specificatamente a misura di imprenditori giovani.

Per farlo occorre rafforzare la garanzia di prima perdita prestata dal Fondo di Garanzia per le Pmi, abbassando la soglia minima delle emissioni garantibili ad almeno 500.000 euro dagli attuali 2 milioni. A più di 10 anni dall’ultimo intervento organico, poi, è una buona notizia la Proposta di Legge 107 per startup e Pmi innovative.

Abbiamo chiesto di rafforzarla potenziando gli incentivi già in essere e prevedendo premialità aggiuntive per chi opera o investe in innovazione o green. Facilitando, poi, l’istituzione di fondi di corporate venture capital affinché lo strumento si allarghi al privato e, in particolare, alle Pmi”.

Le convince la manovra, relativamente agli aspetti che riguardano l’impresa ed in particolare i giovani?

Questa legge di bilancio va certamente inquadrata nel contesto geopolitico ed economico in cui si colloca. Nel nostro ultimo Convegno nazionale siamo stati molto chiari: ci sarebbe tanto da incentivare e sostenere per l’imprenditoria giovanile.

Se ora evitiamo di chiedere è perché, nel sentiero stretto dei conti pubblici, prevale in noi la responsabilità di cittadini che guardano alla comunità nel suo insieme fatta di imprese e di lavoro, ma anche di case, scuole, ospedali e strade. E tutto deve tenersi insieme.

Siamo convinti che la manovra vada collegata il più possibile alle riforme e ai fondi del Pnrr. Perché è anche attraverso le riforme che arriveranno crescita ed efficienza della spesa. Quello che ad oggi vediamo nella manovra è, nel suo complesso, ragionevole rispetto agli annunci inziali, perché si concentra sul taglio del cuneo fiscale, una delle richieste di Confindustria.

Ma non lo fa in modo strutturale, e questo ne depotenzia l’efficacia in termini di competitività del costo del lavoro nel lungo periodo. Manca però la parte relativa agli investimenti, come ho già detto. Senza una crescita robusta sarà davvero difficile ripagare non solo il nostro grande debito pubblico, ma anche i prestiti legati al Pnrr”.

L’Italia è in ritardo sul Pnrr, ha spostato alcuni progetti sui fondi di coesione, dove l’Italia storicamente non brilla per spesa e su alcuni progetti chiave dell’Agenda 2030, l’Asvis ha certificato addirittura passi indietro. Vi preoccupa questa cosa?

L’Italia ha sempre avuto difficoltà nell’utilizzo dei fondi comunitari, è innegabile. Tuttavia, anche se con ritardo, le rate arrivano e questo significa che l'Italia si sta muovendo nella giusta direzione.

Il Piano italiano aveva un errore all’origine perché puntava sul modello delle gare pubbliche, che hanno iter molto lunghi.

Fin dall’inizio, invece, avevamo chiesto che i fondi fossero destinati a strumenti di stimolo agli investimenti delle imprese, che sono di rapida attuazione e di più sicuro impatto sul Pil.

Inoltre, c’è da tener conto che il Pnrr è stato varato prima dello shock energetico, dell’aumento del costo e della carenza di materie prime e del conflitto tra Russia e Ucraina. Questo non significa chiedere una dilazione sui tempi ma, quantomeno, adattare i progetti alla nuova situazione”.

Il Governo ha recentemente varato una serie di incentivi per favorire il rientro in patria dei giovani expat. Vi convincono?

La revisione degli incentivi e delle regole per il cosiddetto “rientro dei cervelli” non è un buon segnale nel suo complesso ma, anche qui, vista la scarsità di risorse disponibili, ne possiamo capire la ratio.

Due punti, però, sono per noi dirimenti: il primo, creare una norma transitoria per chi riporta la residenza in Italia entro il 31 dicembre 2023, per non spiazzare coloro che avevano già pianificato il rimpatrio con le vecchie regole.

Il secondo, la chiarezza delle norme, che sono spesso confuse. Il nostro obiettivo è che venga favorito anche il rientro dei “cervelli imprenditoriali”. Ma i cambi di norme e le incertezze applicative rendono difficile, per le imprese, attrarre i manager che lavorano all’estero”.

Russia e Cina stanno lavorando alla costruzione di una economia alternativa a quella occidentale. Dobbiamo preoccuparci?

“La Cina non ha nessun interesse a uscire dalle catene del valore globali di cui è, in molti settori, indiscussa protagonista. La Russia ha iniziato una guerra in territorio europeo e ne sta subendo le conseguenze. C’è ambiguità fra il piano politico e quello economico.

Dal punto di vista economico, nazionale e internazionale, dobbiamo attrezzarci, oltre che preoccuparci. Dobbiamo osservare con razionalità e lungimiranza i grandi movimenti sulle catene di produzione e sui rapporti commerciali e, ove possibile, anticiparli.

Dobbiamo spostare il terreno di gioco in tutti quei settori in cui ci sono, ormai, monopoli consolidati per trovare una nuova strada di competizione.

Dobbiamo restare altamente competitivi e cercare le nostre nicchie in un mondo di giganti della produzione.

Nicchia che non significa nanismo d’impresa, ma alta specializzazione unita ad alta flessibilità. Infine, dobbiamo lavorare uniti come Ue, dotarci di fondi comuni per gli investimenti e di una politica industriale e fiscale comune.

La competizione globale di oggi, infatti, non è più solo fra imprese, ma fra Sistemi Paese, combattuta a colpi di incentivi da centinaia di miliardi e regole asimmetriche che sparigliano le carte del commercio e della produzione globale”. 

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com