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03/11/2023

Edilizia, un futuro con luci ed ombre fra rincari e ritardi: “Dare certezze alle imprese”

(Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa)

Pelazzi (Argenta Soa) a CUOREECONOMICO: “Il settore edile stia mostrando segnali di forte arretramento. Viene a mancare, se nulla sarà fatto, un motore chiave della ripresa del Pil italiano nell’ultimo biennio. Mancati pagamenti stanno condizionando il comparto. Dall’asse Brics possibili problemi su approvvigionamento prezzi di alcune materie prime”

Lo scenario economico e il mondo dell’edilizia, alla luce del particolare momento del Paese che deve mettere a terra i progetti del Pnrr. CUOREECONOMICO fa il punto con Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, organismo di attestazione nel settore.

 Quali sono, dal suo osservatorio privilegiato, le prospettive per il settore edile?

E' uno scenario di luci ed ombre. I dati Ista delineano un quadro a tinte fosche, non solo per le costruzioni. Prospettive in peggioramento nel breve periodo a causa di tassi alti, inflazione ancora persistente e incertezza. Ciò si riflette in un aumento dei mancati pagamenti nel settore e a una riduzione della liquidità.

Nell’ultimo periodo le statistiche dell’Istat sul comparto edile delineano un quadro congiunturale di indebolimento del settore, nel contesto di un’economia italiana che rallenta.

La produzione nelle costruzioni in luglio è diminuita dell’1,6 percento su giugno e ciò determina un abbrivio negativo anche per il terzo trimestre (intorno al -1 percento), dopo la diminuzione della produzione delle costruzioni che si era già avuta nel secondo (-3,4).

Agosto e settembre sono mesi in cui normalmente c’è una forte variabilità ma, al di là della congiuntura dei mesi estivi, ciò che rileva sono le tendenze di medio periodo.

E su questo fronte le notizie sono purtroppo poco rassicuranti: i dati di Contabilità Nazionale relativi al secondo trimestre hanno infatti evidenziato come il settore edile stia mostrando segnali di forte arretramento. Viene a mancare, se nulla sarà fatto, un motore chiave della ripresa del Pil italiano nell’ultimo biennio.

Gli investimenti in costruzioni sono diminuiti nel secondo trimestre e, se si utilizzano come proxy per il terzo trimestre i dati di produzione, non c’è da aspettarsi nel breve periodo un’inversione di tendenza, anche tenuto conto dell’incertezza legata al Superbonus che sta scoraggiando imprese e privati dall’utilizzarlo”.

La Bce ha fermato, ma non ha escluso un nuovo rialzo dei tassi. Temete un nuovo scossone per il settore edile?

Sempre l’Istat di recente ha rilevato che nonostante l’aumento del costo del denaro, i prezzi delle case hanno continuato ad aumentare, per un effetto ritardato dei rincari delle materie prime e del materiale da costruzione che si erano avuti nel corso del 2022: il prezzo delle abitazioni nel secondo trimestre è aumentato in media del 2 percento in accelerazione dal +1 nel primo.

Crescita del costo di finanziamento (il costo medio di un mutuo a tasso fisso oggi è intorno al 5 percento) e aumento dei prezzi di vendita, in un contesto recessivo quale quello attuale e con attese di calo dei prezzi nel prossimo anno, portano le famiglie a rinviare le scelte di acquisto delle abitazioni.

Nel secondo trimestre – le vendite di abitazioni sono diminuite del 16 percento rispetto allo stesso periodo di un anno prima”.

Fabi ha certificato la fuga dai mutui, sempre più cari, verso gli affitti, che però a loro volta si sono impennati. Dove porta questa strada?

Purtroppo non porta lontano. Bisogna essere consapevoli di una cosa: il concorso di questi fattori potrà, con molta probabilità, generare effetti gravi per le imprese del comparto edile che, a causa della bassa domanda, si troveranno costrette a ridurre i prezzi di vendita delle nuove costruzioni e sacrificare margini e profitti, in un contesto in cui, però, la liquidità risulta in progressivo ridimensionamento.

Tant’è che, secondo un’analisi Abi il comparto delle costruzioni è quello che sta mostrando la crescita più ampia dei mancati pagamenti.

Potremmo, dunque, assistere nei prossimi mesi ad un aumento delle imprese con crediti deteriorati, fenomeno che avrà ricadute anche sul settore bancario. Senza la piena implementazione delle misure del Pnrr e il supporto del Governo le prospettive per il comparto, che dà lavoro a milioni di persone, sono fortemente compromesse”.

La gestione del superbonus, rilanciata recentemente dal Governo, ha lasciato molto a desiderare. Come si viene fuori da questo pasticcio salvaguardando i conti dello stato e garantendo però alle imprese lo sblocco dei crediti?

La ratio con cui è stato lanciato in piena pandemia il Superbonus aveva un senso. Non avevano senso i continui cambi di regole a cui abbiamo assistito in questi anni. La misura concepita così generosa aveva bisogno di paletti e regole che all'inizio sono mancati. Penso all'obbligo delle Soa per attestare la capacità professionale delle aziende. L'Ance l'ha chiesto da subito.

La Presidente di Ance Federica Brancaccio in una recente intervista al Sole 24 ore ha parlato con parole molto chiare: oggi c'è un rischio che per concludere i lavori entro dicembre le aziende lavorino male e anche senza le adeguate precauzioni rispetto alla sicurezza sul lavoro. Lo stesso ha fatto la presidente di Assimpredil Regina De Albertis”.

E' fondamentale dare certezza alle imprese”.

Vi preoccupano i ritardi nell’attuazione del Pnrr e la sua rimodulazione, che ha tolto dal finanziamento anche alcuni progetti chiave?

Parzialmente. Il Ministro Fitto ha la visibilità di quelle che sono le opere che si riescono a realizzare e di quelle che invece bisogna rimodulare. C'è da dire che se ci sono progetti chiave ci sono anche altre fonti di finanziamento diverse dal Pnrr”.

 La Russia sta costruendo un nuovo asse economico con la Cina ed altri Paesi in via di crescita economica. È il caso di preoccuparsi, in generale e nello specifico per il settore edile?

É una preoccupazione che vedo soprattutto per altri settori ma non direttamente per le medie imprese nel mondo delle costruzioni.

Un impatto indiretto, invece, per il comparto edile potrebbe derivare dagli effetti che le tensioni geopolitiche potrebbero generare sull’approvvigionamento e sui prezzi di alcune materie prime necessarie per l’edilizia (ferro, acciaio, minerali non metalliferi e altro) come è già avvenuto nel 2022”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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