mer 29 apr 2026

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Emilia Romagna: AI, un mercato da 48,5 milioni di euro nel 2023

L’Emilia Romagna investe nell’Intelligenza Artificiale raggiungendo una spesa pari a 48,5 milioni di euro, con prospettive di aumento fino a 145 milioni entro il 2027 e un tasso medio annuo di crescita del 31,7 percento. Cresce del 2,6 percento il mercato digitale regionale, che oggi raggiunge un valore complessivo di 6,06 miliardi di euro

L’Intelligenza Artificiale oggi è al centro dello sviluppo economico e del dibattito politico. Una consapevolezza di cui l’Emilia Romagna ne fa tesoro per elevarsi a leader della trasformazione digitale del Paese.

Guardando ai dati nazionali, secondo il Rapporto Anitec-Assinform "Il Digitale in Italia 2024", il mercato digitale italiano è in continua espansione: nel 2023 ha ha raggiunto i 674 milioni di euro (+55% rispetto al 2022) ed è previsto che raggiunga i 1,992 mld nel 2027, con un tasso di crescita medio annuo del 31,1 percento.

In questo scenario innovativo, con Parma, l’Emilia Romagna si conferma un hub d’eccellenza per digitalizzazione e tecnologia.

La città si posiziona infatti al quarto posto tra le province romagnole per valore del mercato digitale nel 2023, con una quota dell'11,6% sul totale regionale, raggiungendo un valore complessivo di circa 703 milioni di euro.

Proprio a Parma si è conclusa l’ultima tappa ciclo di incontri “Intelligenza artificiale e PMI: esperienze da un futuro presente”, organizzato da Piccola Industria Confindustria e Anitec-Assinform, in collaborazione con la rete dei Digital Innovation Hub e la media partnership de L’Imprenditore.

Un roadshow che ha visto la partecipazione di oltre 1100 imprese e più di 65 storie aziendali provenienti da gran parte delle regioni italiane.

Guardando ai dati Eurostat relativi alle motivazioni che limitano l’utilizzo dell’IA, le imprese del Paese esprimono meno preoccupazioni della media europea, ma il freno maggiore consiste nella carenza di competenze adeguate.

L'IA ha il potenziale di trasformare radicalmente il modo in cui facciamo impresa - ha dichiarato Giovanni Baroni, presidente di Piccola Industria Confindustria - È necessario promuovere una cultura dell'innovazione responsabile, per questo diventa centrale sollecitare il governo ad implementare un quadro normativo che favorisca l'adozione dell'IA nelle PMI, garantendo al contempo una concorrenza leale e la tutela dei diritti fondamentali.

Sicuramente occorre facilitare le partnership tra piccole imprese, centri di ricerca e grandi aziende tecnologiche per democratizzare l'accesso a queste tecnologie.

E per farlo bisogna anche investire nella formazione e nell'aggiornamento professionale per preparare i lavoratori alle nuove sfide”.

Redazione Cuoreeconomico
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