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26/04/2026

ESG89 NORCIA 2026 | Commissario Castelli:’La ricostruzione in atto ha progressivamente superato una logica emergenziale per assumere una dimensione strategica’

(Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Ricostruzione post sisma 2016)

Immaginare un futuro globale, digitale e sostenibile per le zone del ‘cratere’. E poi valutare la transizione energetica per una nuova cultura di sviluppo economico che genera valore globale. Questi i temi centrali della settima edizione del NORCIA 2026 GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 che si svolgerà i prossimi 7 e 8 maggio nel Borgo di San Benedetto con lo sguardo attento verso le conseguenze del conflitto in Medio Oriente

‘Il cratere sismico del Centro Italia rappresenta oggi uno dei più avanzati laboratori europei di ricostruzione, rigenerazione e innovazione territoriale. A dieci anni dai tragici eventi del 2016, ciò che sta emergendo non è soltanto un processo di riparazione del danno, ma una trasformazione strutturale che integra sostenibilità, digitalizzazione e valorizzazione delle identità locali.

La ricostruzione in atto ha progressivamente superato una logica emergenziale per assumere una dimensione strategica. In questo senso, il cratere non è più soltanto un perimetro geografico segnato dal sisma, ma un modello evolutivo che affronta simultaneamente tre grandi sfide: quella sismica, quella climatica e quella demografica. La risposta a queste crisi interconnesse richiede un approccio integrato, capace di coniugare sicurezza, sviluppo e coesione.

All’interno di questa visione si colloca il concetto di “Laboratorio Appennino Centrale”: un contesto nel quale la ricostruzione diventa occasione per sperimentare nuove forme di governance, innovazione tecnologica e rigenerazione sociale. Qui non si ricostruiscono solo edifici, ma si ridisegnano comunità, si rafforzano infrastrutture materiali e immateriali, si creano le condizioni per una nuova abitabilità dei territori.

In tale prospettiva, la dimensione digitale assume un ruolo determinante. Le infrastrutture di connettività avanzata, a partire dalle reti 5G, insieme ai servizi digitali e alla diffusione di modelli innovativi come la telemedicina e il lavoro da remoto, rappresentano leve fondamentali per superare i limiti storici delle aree interne. La digitalizzazione non è soltanto uno strumento di modernizzazione, ma un fattore abilitante per la permanenza e l’attrazione di nuove popolazioni e attività economiche.

Parallelamente, la sostenibilità si configura come principio guida dell’intero processo di ricostruzione. Essa si declina sul piano ambientale, attraverso interventi orientati alla resilienza dei territori e alla valorizzazione delle risorse naturali; sul piano economico, mediante il sostegno alle filiere produttive locali e all’innovazione imprenditoriale; e sul piano sociale, con politiche mirate a contrastare lo spopolamento e a rafforzare il capitale umano e comunitario.

In questo quadro si inserisce il programma Next Appennino, che rappresenta uno dei principali strumenti di rilancio economico e sociale dell’area. Attraverso investimenti consistenti, il programma contribuisce a generare crescita, occupazione e nuove opportunità, favorendo al contempo una maggiore integrazione tra infrastrutture, imprese e ricerca.

Un passaggio particolarmente significativo di questo percorso è rappresentato dalla scelta, nel 2020, di Norcia quale sede del Glocal Economic Forum ESG89. In un momento in cui il territorio era ancora fortemente segnato dal sisma, tale decisione ha assunto un valore simbolico e strategico: riconoscere in un borgo ferito la capacità di rappresentare, a livello internazionale, i temi della resilienza, della sostenibilità e del rilancio delle aree interne. Norcia è così divenuta emblema di una visione “glocal”, in cui la dimensione locale si connette con le dinamiche globali.

Il rilancio del cratere passa inoltre attraverso una rinnovata attenzione alla dimensione culturale e identitaria. Il patrimonio storico, artistico e paesaggistico dell’Appennino centrale costituisce un elemento distintivo e competitivo, capace di generare valore economico e sociale. La promozione dei cammini, del turismo sostenibile e delle produzioni tipiche contribuisce a costruire un modello di sviluppo radicato nei territori ma aperto al mondo.

Fondamentale, infine, è il tema della governance. L’esperienza maturata nel cratere ha dimostrato l’efficacia di un modello multilivello che coinvolge istituzioni nazionali, regionali e locali, in sinergia con il settore privato e con le comunità. Questa capacità di coordinamento e adattamento rappresenta un elemento qualificante, potenzialmente replicabile in altri contesti complessi.

Il cratere del Centro Italia si configura oggi come uno spazio di innovazione e sperimentazione, nel quale si delineano nuove traiettorie di sviluppo per le aree interne del Paese. Un laboratorio in cui la ricostruzione si trasforma in opportunità, e nel quale sostenibilità, digitale e comunità diventano i pilastri di un futuro possibile e condiviso’.

Di Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Ricostruzione post sisma 2016
(Riproduzione riservata)

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