ESG89 NORCIA 2026 | Ragnacci (Legacoop Umbria):’Parlare di energia significa discutere delle scelte di lungo periodo, della competitività dei territori, della sostenibilità dei modelli economici e della costruzione di un futuro digitale europeo’

(Matteo Ragnacci, Presidente Legacoop Produzione e Servizi Umbria)
Immaginare un futuro globale, digitale e sostenibile per le zone del ‘cratere’. E poi valutare la transizione energetica per una nuova cultura di sviluppo economico che genera valore globale. Questi i temi centrali della settima edizione del NORCIA 2026 GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 che si svolgerà i prossimi 7 e 8 maggio nel Borgo di San Benedetto con lo sguardo attento verso le conseguenze del conflitto in Medio Oriente
‘Viviamo una fase storica in cui i mutamenti geopolitici, le trasformazioni tecnologiche e le grandi transizioni ambientali si intrecciano in modo sempre più profondo. In questo contesto, parlare di energia non significa più affrontare una singola voce di costo o una variabile settoriale: significa discutere delle scelte di lungo periodo delle imprese, della competitività dei territori, della sostenibilità dei modelli economici e, sempre più, della costruzione di un futuro digitale europeo.
La transizione energetica non è un evento puntuale, ma un processo economico e sociale che accompagnerà le nostre economie per almeno i prossimi decenni. Un processo che richiede politiche certe e coerenti a livello europeo e nazionale, ma anche la capacità, da parte delle imprese, di integrare energia, innovazione e sostenibilità all’interno di strategie industriali solide e lungimiranti.
Oggi la sostenibilità non può più essere considerata un vincolo o una dimensione accessoria. È, a tutti gli effetti, un fattore di creazione di valore globale, economico, sociale e reputazionale. Le scelte energetiche incidono sulla stabilità dei costi, sull’attrattività degli investimenti, sull’accesso ai mercati finanziari e sulla capacità delle imprese di posizionarsi lungo catene del valore sempre più orientate ai criteri ESG.
Per questo la transizione energetica va letta come una grande opportunità di politica industriale europea, capace di rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione, ridurre la dipendenza energetica e costruire un modello di sviluppo più resiliente e inclusivo. Ma affinché ciò avvenga, è necessario che gli obiettivi del Green Deal e del Fit for 55 siano accompagnati da strumenti regolatori stabili, tempi certi e un forte coordinamento tra livello europeo, nazionale e territoriale.
L’energia è ormai una variabile strategica nelle decisioni di lungo periodo delle imprese. Non solo per i settori energivori, ma anche per quelli legati alla digitalizzazione avanzata, ai servizi, alla manifattura innovativa. L’intelligenza artificiale, i data center, le infrastrutture digitali e le piattaforme produttive evolute richiedono grande disponibilità di energia affidabile, programmabile e sostenibile.
In questo senso, la transizione energetica e la transizione digitale non sono percorsi separati: sono due facce della stessa trasformazione. Non può esistere un futuro digitale senza un sistema energetico efficiente, decarbonizzato e sicuro. E non può esistere una transizione energetica efficace senza l’impatto positivo dell’innovazione tecnologica, della digitalizzazione delle reti e dell’ottimizzazione intelligente dei consumi.
Per le imprese cooperative di Legacoop Produzione e Servizi, l’energia è sempre più centrale anche nelle strategie ESG – ambientali, sociali e di governance. Ridurre l’impronta ambientale, garantire stabilità occupazionale, investire nei territori e adottare modelli di governance partecipativa non sono obiettivi scollegati, ma parti di una stessa visione.
Le cooperative partono da un vantaggio strutturale: la loro natura democratica e mutualistica consente di integrare le scelte energetiche con obiettivi sociali e industriali di lungo periodo. Investire in autoproduzione rinnovabile, in efficienza energetica o in monitoraggio digitale dei consumi non è solo una scelta ambientale, ma una decisione strategica che rafforza resilienza, competitività e responsabilità verso le comunità.
È per questi motivi che il nostro fondo Coopfond è disposto ad investire e rischiare accompagnando la nascita e la crescita delle nostre cooperative con l’obiettivo della loro Sostenibilità economica, sociale ed ambientale.
La transizione energetica è anche — e soprattutto — una sfida territoriale. In regioni come l’Umbria, caratterizzate da un forte radicamento produttivo e cooperativo, l’energia rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo locale. Le comunità energetiche, gli impianti di autoproduzione, le reti intelligenti possono ridurre i costi, trattenere valore sul territorio e favorire una maggiore coesione sociale.
Le cooperative dimostrano come sia possibile costruire modelli di sviluppo energetico che tengano insieme imprese, cittadini e amministrazioni locali. Modelli che rafforzano la sicurezza energetica, generano benefici diffusi e rendono la transizione più equa e condivisa. Questa dimensione territoriale dovrebbe essere al centro delle politiche europee e nazionali, superando logiche uniformi e valorizzando le specificità locali.
Innovazione e transizione energetica sono inscindibili. Le nuove tecnologie — dalle rinnovabili allo stoccaggio, dalla digitalizzazione delle reti all’idrogeno — rappresentano il motore del cambiamento, ma solo se inserite in un quadro regolatorio chiaro e coerente. L’innovazione, da sola, non basta: ha bisogno di politiche pubbliche capaci di accompagnarla e renderla accessibile anche alle imprese di dimensioni medio-piccole.
In questo quadro, il valore dell’Europa sta nella capacità di tenere insieme ambizione climatica, competitività industriale e coesione sociale. Ma per farlo, le istituzioni devono essere in grado di stare al passo con i cambiamenti, accelerando i processi decisionali senza indebolire lo spirito democratico che le fonda.
Le cooperative dimostrano, ogni giorno, che democrazia e rapidità di risposta non sono in contraddizione. Al contrario, una governance partecipata, responsabile e orientata al lungo periodo consente decisioni efficaci anche in contesti complessi e instabili. È una lezione importante anche per le politiche pubbliche: essere democratici non significa essere lenti, ma costruire decisioni condivise, robuste e durature.
Come Presidente di Legacoop Produzione e Servizi Umbria, credo che il modello cooperativo possa offrire un contributo concreto alla definizione delle politiche energetiche europee e nazionali. Le cooperative — dalle realtà energivore, alle esperienze nelle comunità energetiche, fino alle imprese che innovano nel solare, nell’idrogeno e nei sistemi digitali — stanno già dimostrando che la transizione può essere un investimento sul futuro, non un costo da subire.
La transizione energetica è una sfida complessa, ma è anche un’opportunità storica. Se sapremo governarla con politiche lungimiranti, coerenti e democratiche, potrà diventare il pilastro di un’Europa più forte, sostenibile e competitiva. E le cooperative sono pronte a fare la loro parte, nei territori e nel sistema Paese’.
Di Matteo Ragnacci, Presidente Legacoop Produzione e Servizi Umbria
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