Extraprofitti banche, dall'Abi "sorpresa" e attesa

(Antonio Patuelli, presidente Abi)
Nessuna nota ufficiale dopo la riunione del comitato di presidenza dell'associazione dei banchieri, ma trapela una sorpresa e la volontà di mantenere un atteggiamento di "cautela, fermezza, serietà e senso di responsabilità"
Le banche sono molto unite e sconcertate di fronte alla decisione del governo di varare una tassa sugli extraprofitti degli istituti di credito.
E' quello che emerge dalla riunione del comitato di presidenza Abi, che però non ha ancora emesso una nota ufficiale. Gli istituti di credito, secondo quanto riferiscono le agenzie di stampa hanno condiviso la "sorpresa" per la mossa dell'esecutivo, concordando un atteggiamento di "cautela, fermezza, serietà e senso di responsabilità".
Lo stesso presidente Patuelli ha sottolineato più volte la volontà di attendere la pubblicazione dei vari provvedimenti sul settore in Gazzetta Ufficiale prima di commentarli. Basso profilo dunque, anche per non precipitare la situazione e probabilmente si attenderanno le prossime mosse del Governo, dopo la pausa estiva.
Da quello che emerge, Abi sarebbe al lavoro per attutire la perdita di circa 3 miliardi che deriverebbe da questo gettito fiscale.
Il comitato di presidenza
Del comitato di presidenza dell'associazione dei banchieri fanno parte il presidente, Antonio Patuelli, il vicepresidente vicario Gian Maria Gros-Pietro, e gli altri quattro vicepresidenti: Nicola Maione (Mps), Mario Alberto Pedranzini (Popolare di Sondrio), Guido Rosa (Aibe), Massimo Tononi (Bpm).
Vi fa parte anche il direttore generale Giovanni Sabatini.
Sono invitati permanenti alle riunioni del comitato di presidenza anche: Paola Angeletti (Intesa SanPaolo), Ilaria Maria Dalla Riva (Unicredit), Augusto Dell'Erba (Federcasse), Elena Patrizia Goitini (Bnl), GianPiero Maioli (Credit Agricole), Piero Luigi Montani (Bper), Pier Carlo Padoan (Unicredit), Giovanni Pirovano (Mediolanum), Maurizio Sella e Camillo Venesio (Banca del Piemonte).
Moody's e Fitch
Secondo l'agenzia di rating economico-finanziario Moody's la tassa avrà impatto negativo per il settore e ridurrà sensibilmente il reddito netto delle banche.
Per Moody’s la nuova tassa ridurrà la propensione al credito delle banche ma non le metterà certo in crisi: nonostante un prelievo pari a “circa il 15 percento dell’utile netto consolidato 2022” dell’intero sistema, la redditività della maggior parte degli istituti resterà “al di sopra del reddito netto del 2022.
Per l'altra agenzia, Fitch, invece, il rating degli istituti italiani non subirebbe contraccolpi se la misura dovesse essere attuata.
Se è vero, infatti, che il prelievo ridurrebbe necessariamente la redditività a breve termine, è da escludersi un abbassamento dei rating come conseguenza, considerata "la sua natura una tantum e la sua applicazione in un momento di redditività ciclicamente elevata e di coefficienti patrimoniali confortevoli".
Redazione Cuoreeconomico
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