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12/05/2024

Festa della mamma, in Italia è allarme “motherhood penality”: 8 su 10 colpite dal gender pay gap

La Festa della mamma festeggiata per la prima volta nel 1908 e istituita per celebrare il loro importante ruolo per la società, ha fatto sì che oggi non vengano tollerate discriminazioni. Secondo i dati di Fondazione Libellula, in Italia l’84% delle madri con figli al di sotto dei 3 anni è toccato dal gender pay gap, confermando il trend globale: le madri guadagnerebbero infatti solo 75 centesimi per ogni dollaro pagato ai padri

Fu l’attivista americana Anna Jarvis a organizzare nel 1908 le prime celebrazioni ufficiali della Festa della Mamma, rigorosamente la seconda domenica di maggio poiché onorava l'anniversario della morte di sua madre. Nasce così una sorta di commemorazione al prezioso contributo della mamma nella vita di ogni figlio, ruolo che tuttavia ancora oggi non si esime da fastidiose discriminazioni.

Si pensi al fenomeno, ormai sempre più diffuso, della “motherhood penality”, per cui la retribuzione lavorativa della donna subisce delle diminuzioni una volta diventata madre.

Secondo il recentissimo Gender Pay Gap Report, ripreso anche da Forbes, le madri lavoratrici guadagnano 75 centesimi per ogni dollaro pagato ai padri, nonostante il divario permanga tra uomini e donne senza figli (88 centesimi).

Ugualmente, uno studio ripreso in un recentissimo articolo da CNBC ha evidenziato che la motherhood penalty è ancora più pronunciata nelle famiglie con donne come “capofamiglia”: queste infatti, nonostante guadagnino di più rispetto ai loro partner maschi, subiscono un calo del 60% dei loro guadagni prima del parto.

Un trend che viene confermato anche da Fondazione Libellula che coinvolgendo 11.201 donne, evidenzia come in Italia l’84% delle madri con figli al di sotto dei 3 anni sia toccato dal gender pay gap, dichiarando comunque il 60% delle donne di avere una retribuzione inferiore rispetto al collega uomo, a parità di ruolo, responsabilità e anzianità di servizio.

Un divario che non è solamente economico, ma anche professionale in quanto il 75% delle madri vede rallentato il proprio percorso di crescita, con una percentuale maggiore se minore è l’età dei figli e maggiore il numero degli stessi.

Il divario retributivo e professionale è alimentato da vecchi stereotipi di genere: la narrazione dice che le donne sono per natura “multitasking” – afferma Debora Moretti, Fondatrice e Presidente di Fondazione Libellulaguarda caso però quando diventano madri si pensa che non possano essere anche brave professioniste e che può esistere solo o una o l’altra cosa.

Questo comporta una serie di discriminazioni che frena il percorso lavorativo delle donne che hanno figli/e, spesso costrette o molto sollecitate a scegliere di lavorare meno o non puntare su una maggior crescita professionale”. 

Redazione Cuoreeconomico
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