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29/11/2022

Filctem Cgil: “Simbiosi fra sviluppo industriale ed economia circolare per una transizione davvero sostenibile”

A Roma iniziativa del sindacato alla presenza anche di imprenditori del settore. Falcinelli: “Scelte nette e lavoratori al centro dei processi di cambiamento”. Cardinali: “Chimica e ricerca continueranno ad avere un ruolo chiave”

Abbiamo immaginato questa iniziativa perché pensiamo che il tema dell'economia circolare sia un pilastro fondamentale nel percorso di transizione verde.

Abbiamo visto come molti settori nel nostro paese hanno investito ingenti risorse economiche per cambiare il loro modello industriale e produttivo, ma tutto ciò non possiamo pensare che possa essere affidato all'iniziativa privata, serve un forte sostegno pubblico. Soprattutto serve una scelta chiara e netta di politica industriale verso questa direzione”.

Così Marco Falcinelli, segretario generale della Filctem Cgil, nel suo intervento alla tavola rotonda “Le nuove frontiere della chimica, le esperienze del settore” all’interno dell’iniziativa “Economia circolare, futuro in corso”, realizzata dalla Filctem Cgil  a Roma.

Se non si crea una simbiosi industriale tra i principi dell'economia circolare e le strategie di sviluppo industriale dei settori si rischia di fallire - ha proseguito -, i due temi non possono essere considerati in competizione.

L’idea, che dei processi attraverso i quali i rifiuti o sottoprodotti di un'industria o di un processo industriale diventano le materie prime per un altro, deve essere la logica vincente per il futuro.

Il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse deve essere mantenuto nell'economia, in un’ottica dell’economia circolare, il più lungo possibile. In questo modo la produzione di rifiuti diventa minima.

Anche questa transizione deve vedere i lavoratori del centro dei processi di cambiamento. Riconversione e riqualificazione professionale diventano indispensabili per governare le nuove filiere che si genereranno e i nuovi modelli organizzativi delle imprese. Il sindacato deve essere un attore protagonista del cambiamo”, conclude Falcinelli.

L’appuntamento

All'evento, coordinato da Davide Colella, giornalista di Collettiva, hanno preso parte Sergio Cardinali, responsabile dell'ufficio studi e ricerca sulle politiche energetiche e l'economia circolare della Filctem Cgil; la professoressa Paola Fabbri dell’Università di Bologna, Federico Barilli, direttore generale di Federazione Gomma Plastica; Massimo Noviello, vicepresidente di Assovetro; Armando Cafiero, direttore generale di Confindustria Ceramica; Sonia Tosoni e Sonia Paoloni, segretarie nazionale Filctem; Sergio Tamborini, presidente di Sistema Moda Italia.

La seconda parte è stata invece dedicata tutta alla chimica con la presenza di Gianna Fracassi, vicesegretaria della Cgil, Andrea Di Stefano di Novamont, Fabio Assandri di Versalis e Angelo Paletta dell'Università di Bologna. E’intervenuto anche il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Cardinali: “Accompagnare la transizione”

Cardinali sottolinea come: “E’ fondamentale che le ingente risorse che l’Europa ha messo a disposizione vengano spese sui temi della sostenibilità, perché la dipendenza dai fossili per l’energia ci sta mettendo in difficoltà. Ma la trasformazione deve essere sostenibile anche dal punto di vista sociale”.

E cita l’ex ministro Cingolani: “Per fare una transizione bisogna indovinare il tempo giusto: troppo veloce fa un massacro sociale, troppo lento non avrà effetti. Dunque accelerare, ma trovare anche soluzioni transitorie se serve”.

Cardinali ha sottolineato anche come tutto quello che condurrà ad una transizione ecologica, sarà in realtà realizzato con materiali non biodegradabili: “A questo serve l’economia circolare – spiega – a ridurre il più possibile gli sprechi, aumentando il riuso.

Continueremo ad avere bisogno della chimica, altrimenti rischiamo di ritrovarci con altre dipendenze dopo quelle dalla Russia. La risposta sta ovviamente nella ricerca e nella parziale deglobalizzazione, alla quale sta ragionando anche la Ue.

L’Italia ha intenzione di partecipare a questo progetto ed i mezzi per attrarre gli investitori? Serve una difesa ragionata dell’esistente

(Marco Falcinelli, segretario generale Filctem Cgil)

Gli altri interventi principali

Soprattutto la plastica sta facendo da anni un grande lavoro sul riciclo ed il recupero, col 95% del materiale recuperato - sottolinea Fabio Barilli, della Federazione Gomma Plastica - Sul fronte della gomma, si sta facendo un lavoro importante, sia nella fase di design che in quello di riuso, spesso per realtà come i campi di calcetto”.

Il vetro ha caratteristiche eccezionali - sottolinea Massimo Noviello di Assovetro - perché il prodotto scarto diventa materia prima nella stessa filiera, non in un’altra. Noi siamo i migliori al mondo nel riciclo e riutilizzo del vetro”.

Armando Cafiero, di Confindustria Ceramica, spiega: “L’industria della ceramica è la prima al Mondo in termini ambientali ed anzi abbiamo contribuito a definire quando una piastrella sia sostenibile.

Ora vogliamo arrivare a piastrelle totalmente decarbonizzate. Ma ad oggi le tecnologie per farlo o non ci sono o non sono accessibile. Servono investimenti e ricerca, non ideologia o si bruciano posti di lavoro”.

Sergio Tamborini, di Sistema Moda Italia, ha spiegato come: “Sostenibilità vuol dire responsabilità, che va condivisa fra produttore, che si impegna nella realizzazione sostenibile e consumatore.

E il consumatore quando sceglie come vestirsi fa un atto politico. Poi ci sono le istituzioni, che devono governare il processo dando strumenti operativi e certezze, per esempio sull’Epr sul fine vita del prodotto”.

Redazione Cuoreeconomico
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