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29/12/2023

Galassi (Api): "Pmi tengono in piedi l'Italia, ma senza pragmatismo il Paese si ferma"

(Paolo Galassi, presidente di Api Milano, Monza, Pavia, Lodi e Bergamo)

Il presidente dei piccoli industriali lombardi fa appello a Governo e Regione: "Accelerare sui decreti attuativi per sostenere l'industria; ma anche di osare con le riforme e usare i fondi del Pnrr che ancora abbiamo a disposizione con azioni di reale utilità, che ne moltiplichino il valore"

Lasciamo il 2023 con uno sguardo all’incertezza. L’instabilità geopolitica, i tassi che frenano l’accesso al credito (quindi, gli investimenti), la recessione di alcune economie, la volatilità dei prezzi e gli anni di crisi, sono tutte zavorre che pesano sulle spalle di noi piccoli e medi imprenditori. L'ufficio studi di Api, associazione delle Piccole e medie imprese, ha raccolto il sentiment flash delle Pmi associate.

Alla domanda “come ha chiuso il 2023?” hanno risposto: il 42 percento in positivo, il 31 in negativo, il 27 ha preferito non rispondere.

Alla domanda, “2024, i prossimi mesi saranno caratterizzati da…?” emerge incertezza per il 54 percento, contrazione per il 24, crescita solo per il 22%

Perché? Il 47 percento è timoroso rispetto alla debolezza economica di alcuni paesi – dalla recessione tedesca, al rallentamento della Francia, a quello Usa – , il 22 sta affrontando le transizioni energetica, digitale e sostenibile (quindi con investimenti importanti), il 16 non trova personale qualificato e, quindi, deve rinunciare ad alcune commesse con conseguente perdita di fatturato, l’8  sta valutando la vendita dell’azienda, il 7 percento ha risposto “non so”.

La situazione attuale

"L’export extra Ue regge soprattutto per la meccanica di precisione, il lusso e i prodotti di alta qualità made in Italy. Con queste premesse dobbiamo urlarlo: se l’Italia è ancora una potenza produttiva a livello europeo e mondiale, lo dobbiamo alle Mpmi e alla nostra capacità di imprenditori di credere nel fare impresa”, dice Paolo Galassi presidente di Api Milano, Monza, Pavia, Lodi e Bergamo, aderente a Confartigianato Imprese.

"Anche stavolta, quindi, non ci fermeremo e faremo la nostra parte per far crescere il PIL e stabilizzare l’occupazione. Vanno create condizioni più favorevoli per fare impresa".

Il quadro lombardo

Galassi si sofferma poi si rivolge alla sua regione. "Chiediamo uno sforzo a Regione Lombardia sulle iniziative di sostegno e stimolo agli investimenti e uno sulla Manovra al Governo nazionale - sottolinea. cioè di accelerare sui decreti attuativi per sostenere l'industria; ma anche di osare con le riforme e usare i fondi del Pnrr che ancora abbiamo a disposizione con azioni di reale utilità, che ne moltiplichino il valore.

Proprio perché è dalla concretezza del fare quotidiano delle imprese e dei loro lavoratori che si generano benefici per i cittadini e un futuro per i giovani. Senza pragmatismo il Paese si ferma".

Redazione Cuoreeconomico
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