ven 20 mar 2026

Seguici su:

27/02/2023

Gas, Tabarelli (Nomisma): “Linea Adriatica farà dell’Italia hub europeo. Superare la strozzatura del centro”

(Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia)

Il presidente di Nomisma Energia parla al Messaggero del progetto di gasdotto sulla Linea Adriatica: “Piano Mattei funziona solo se non blocchiamo l’infrastruttura. Ma Bruxelles deve anche potenziare le reti europee”

"Se non sblocchiamo questa strozzatura tra Abruzzo e Umbria rischiamo di lasciare nel Sud Italia tutto il nuovo gas che arriverà dall'Algeria e dall'Azerbaigian, a partire dai 19 miliardi di gas che serviranno a sostituire il gas russo".

Così il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli, illustrando i benefici del gasdotto sulla Linea Adriatica, in un'intervista al Messaggero.

Snodo europeo, ma anche lavoro su infrastrutture

"Invece - spiega - i maggiori consumi del nostro Paese, quest'anno 69 miliardi di metri cubi, sono al Nord, dove ci sono i due terzi della popolazione e del Pil, le fabbriche, le centrali termoelettriche e anche le temperature più rigide.

Non dimentichiamoci che il gas di Mosca arrivava direttamente al Nord dal Friuli. E ancora, ampliare la capacità del gasdotto può permettere di esportare il gas in eccesso nel resto d'Europa.

Ma sia chiaro, un hub non è solo un'infrastruttura che fa il servizio di trasporto del gas verso l'Europa. Serve una rete europea.

Se facciamo lo snodo europeo, dobbiamo essere anche capaci di attraversare le Alpi e quindi utilizzare le due grandi linee esistenti oltre il confine", aggiungendo che possiamo esportare quanto consumiamo e che dall’Italia potranno transitare 140 miliardi di metri cubi di metano, di cui 50 di gas liquefatto.

Servono dunque anche interventi europei, spiega Tabarelli. Quale sarebbe il vantaggio comune di un hub che ha il cuore in Italia, gli viene chiesto: "Serve per creare competizione tra molti operatori con l'obiettivo di far scendere il prezzo.

L'obiettivo dell'Italia, al centro ora dei flussi in arrivo dal Mediterraneo, ma anche dell'Europa dovrebbe essere quello di avere prezzi allineati ai costi. Nonostante il crollo dei prezzi, siamo ancora su livelli pari a oltre il doppio di quelli pre-guerra".

Le grandi infrastrutture europee

La prima grande linea - sottolinea - è quella che passa dalla Svizzera e arriva dall'Olanda, passando dalla Germania, e dalla Francia (il gasdotto Tenp).

In questo caso è già stato fatto il potenziamento per permettere oltre al flusso nord-sud anche quello contrario, il cosiddetto "reverse flow". Da qui possono passare 15 miliardi di metri cubi all'anno, ma andrebbe ulteriormente potenziati.

La seconda linea è il Tag, che arriva giù da Tarvisio attraverso l'Austria: è quella che tutt'ora ci fa arrivare un minimo di metano dalla Russia, passando da un grande snodo europeo di Baumgarten, al confine tra Austria e Repubblica Ceca. Andrebbe però realizzato il reverse flow per dirottare il metano verso nord".

Agevolare le autorizzazioni

Ma la produzione italiana è ancora lontana dagli obiettivi: il nostro traguardo non va oltre i 6-7 miliardi di metri cubi all'anno, rispetto ai 3 miliardi dell'anno scorso.

Abbiamo enormi potenzialità che vanno sfruttate assolutamente agevolando le autorizzazioni, ma anche superando anche i veti territoriali.

Si può arrivare almeno a 10-15 miliardi di metri cubi prodotti in Italia, tra Adriatico, Sicilia e Basilicata. Invece noi compriamo dall'estero e trasferiamo fuori confine anche pezzi di Pil”.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com