Gentiloni: "Piano industriale green europeo in primavera"

Il commissario agli affari economici di Bruxelles: "No a liberalizzazione aiuti di stato, ma velocizzazione su alcuni settori, oltre a fondi comuni"
L'Europa deve rispondere all'Inflation Reduction Act statunitense "non con un via libera generalizzato agli aiuti di Stato, ma con una velocizzazione in settori circoscritti" che "deve essere accompagnata a fondi comuni".
E sui tempi per una proposta della Commissione europea sul Piano Industriale Green "grosso modo stiamo parlando della primavera".
Lo ha detto il Commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni, a margine dei lavori del Forum economico mondiale.
Sul tema, Gentiloni ha detto che "sugli aiuti di Stato condivido i timori del ministro dell'Economia italiano Giorgetti e di tanti altri Paesi se ci fosse un'idea di via libera a questi aiuti, per di più non accoppiata con un impegno a dei sostegni e dei riequilibri comuni".
Con gli Usa "non serve una guerra dei sussidi - ha detto Gentiloni - ma prendere coscienza che l'industria Ue ha una sfida per la competitività anzitutto da un fattore che non sarà risolto a breve, ed è la differenza di costi energetici. Non serve risposta una risposta Ue all'Ira ma ai nostri problemi di competitività".
Fondo speciale per colmare le differenze di capacità finanziaria
Sull'idea di un Fondo sovrano che ridurre le differenze di capacità finanziaria di Paesi come Italia e Germania, Gentiloni ha detto che "siamo ancora alla fase precedente alla risposta a questa domanda.
Dobbiamo anzitutto identificare, avendo deciso che servono risorse comuni, alcuni obiettivi su cui serve la dimensione di scala europea, i progetti dove il valore aggiunto europeo può essere determinante.
Poi definiremo anche i bisogni economici e la discussione se sia un fondo basato su prestiti o trasferimenti, un intervento sul bilancio europeo, è forse l'ultimo capitolo di questa discussione".
Gli aiuti di stato
Quanto al meccanismo sull'allentamento delle regole degli aiuti di Stato, "regole più agili è un'espressione che mi piace", ha detto Gentiloni - "alcune modifiche limitate su fattori strategici sono giustificate, ma attenzione a non incrinare il modello europeo basato sulla competizione perché un semplice via libera agli aiuti di Stato ha come conseguenza quella di aumentare le differenze europee.
Le richieste di deroga pervenute nello schema più recente, adottato anno scorso, sono venute per l'80% da Francia e Germania".
Redazione Cuoreeconomico
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