Giorgetti (Mef): “Biennio super eviterà all’Italia la recessione, ora però serve una visione di lungo periodo”

(Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia)
Il Ministro dell’Economia interviene ad un convegno dell’Ordine dei Commercialisti di Milano: “Lavoriamo ad una iniziativa legislativa per rafforzare la capitalizzazione delle imprese, anche quelle medio-piccole, e affrontare le sfide competitive con maggiore disponibilità di risorse. Pnrr è occasione ma occorre ricostruire l’offerta al fine di creare le condizioni per la nascita e la movimentazione di nuove imprese”
Il tessuto economico italiano tiene e prova a scacciare il fantasma della recessione grazie alla crescita dell’ultimo biennio.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ne ha parlato nel corso di un incontro organizzato a Milano dall’ordine dei Commercialisti, sottolineando come i risultati sono sotto gli occhi di tutti e consentano quindi di tirare un sospiro di sollievo, pur senza allentare la guardia.
Giorgetti sottolinea che l’economia italiana ha conseguito "risultati straordinari" negli ultimi due anni: "nel 2021-22 ha fatto cumulativamente circa l'11% di crescita del pil, un risultato straordinario, che è sì l'effetto del rimbalzo dalla grave crisi del Covid ma anche e soprattutto dovuto al contributo che hanno dato tanti settori, dai servizi, al turismo, all'alberghiero-ricreativo, alla spinta, seppur a grave prezzo" per via del costi del superbonus, "dell'edilizia".
Superate le strozzature negli approvvigionamenti
Il nostro tessuto imprenditoriale, ha ricordato, il titolare del dicastero economico, è stato in grado nonostante le strozzature nelle catene di approvvigionamento "di competere e tenere una dinamica delle esportazioni positiva anche nel 2022 e comunque migliore di quanto fatto da Francia e Germania".
“Questi risultati sono visibili anche per quanto riguarda investimenti e occupazione: i primi - ha ricordato Giorgetti - hanno superato i livelli prepandemici e sono attesi crescere in modo moderato anche nel breve termine.
Per quanto riguarda il mercato lavoro, i dati mostrano nuova crescita dell'occupazione, in particolare di quella permanente, salita al 60,8% a gennaio, il dato più alto dal 2004".
Rischio recessione alle spalle? Non del tutto, ma i numeri propendono per l’ottimismo: “In questi primi mesi l'azione del Governo si è concentrata nel minimizzare il rischio di recessione.
Dagli ultimi dati sembra essere scongiurata, incrociamo le dita”, ha detto Giorgetti sottolineando come l’impegno del Governo continui ad essere quello della crescita tenendo però d’occhio i conti pubblici: ”E’ l'unica strada possibile perché l'Italia possa continuare a sorprendere come ha fatto negli ultimi anni", aggunge.
Ricostruire tutta l’offerta per creare nuove imprese
"Per tantissimi anni - ha aggiunto il ministro - gli economisti hanno ragionato su come agire sulla crescita, spingendo sulla domanda e ci siamo concentrati soprattutto sulla domanda pubblica e ultimamente su quella privata, ma questi sono i tempi della politica dell'offerta.
Dobbiamo ricostruire l'offerta in questo Paese, fare sì che nascano nuove imprese, che alcune si muovano".
"Penso a tutto il mondo della transizione green dove dobbiamo essere all'altezza. Mi spiace che sui progetti anche finanziati dall'Unione Europea sull'idrogeno non siamo ancora pronti e non ci sono sufficienti imprese che si sono dirette in quella direzione", ha detto Giorgetti, secondo cui anche il "comparto edilizio" non è in grado di intercettare pienamente "tanta domanda pubblica alimentata dal Pnrr", che "non trova in questo momento nemmeno le aziende che partecipano ai bandi".
Stesso discorso per la banda larga, da completare "entro il 2026" ma per la quale "non abbiamo imprese che portano la fibra". Per Giorgetti serve dunque "una specie di rivoluzione copernicana per capire come aiutare il sistema delle imprese per lievitare e rispondere alle nuove aspettative. E' inutile - ha concluso - creare tante domanda pubblica come stiamo facendo con il Pnrr e poi affidarci all'offerta che arriva da fuori, dall'Estremo Oriente”
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Superare la fase dell’emergenza
Un altro tasto che Giorgetti ha toccato è quello degli interventi sul breve periodo. Il titolare di via XX Settembre ha sottolineato come sia necessario un salto in avanti, ed "uscire dalla logica del breve periodo" che ha caratterizzato gli interventi a sostegno dell'economia negli ultimi anni per portarsi "nella logica medio e lungo periodo" cercando "di aiutare gli imprenditori a costruire un percorso solido sul mercato interno ma anche di proiezione internazionale”.
Secondo Giorgetti è "necessario alimentare un pensiero lungo economico che in qualche modo privilegi coloro che credono stabilmente nella localizzazione della produzione", che premi "tutti quegli imprenditori che fanno la fortuna di questo Paese" e che "hanno dimostrato una grande resilienza del sistema economico italiano degli ultimi due anni".
In questo senso rientra anche l’azione di riduzione del carico fiscale: il ministro ha annunciato che a breve arriverà il Parlamento un disegno di legge per riformare la riduzione del carico fiscale.
Preoccupa il rialzo dei tassi
"La vera preoccupazione semmai, arriva dall’annunciato ulteriore rialzo dei tassi a metà marzo da parte della Bce. Una decisione, che - sottolinea Giorgetti - pone problemi seri per chi ha bilanci fortemente indebitati come quello italiano. Ma l’approccio del Governo sui conti pubblici è stato prudente e responsabile e continueremo in questo senso".
"Avere conti in ordine - aggiunge ancora - è un esigenza assoluta per il nostro Paese che deve mantenere la fiducia dei mercati" allo scopo di evitare un aumento dei "costi di finanziamento" ed "evitare ripercussioni" per famiglie e imprese".
La sfida dei capitali
Su questo fronte, quello cioè dei capitali, il Mef si farà promotore di una iniziativa legislativa del mercato capitali italiani, con l’obiettivo di "rafforzare la capitalizzazione delle imprese e affrontare le sfide competitive con maggiore disponibilità di risorse”.
"Vogliamo agire per indurre una platea più ampia di imprese di medie dimensioni ad accedere ai mercati regolamentati, per rafforzare la loro patrimonializzazione e affrontare le sfide competitive con una maggiore disponibilità di risorse e allo stesso tempo attrarre nuovi investitori", conclude Giorgetti.
"Nello specifico opereremo una semplificazione del settore mediante un procedimento che porti a negoziazioni più snelle e a una riduzione degli oneri a carico delle aziende che intendano quotarsi”.
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
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