Governo, i sindacati confederali alla Meloni: "Pronti al dialogo per superare insieme la crisi"

(da Sx Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri)
Landini, Sbarra e Bombardieri, nell'ambito della manifestazione per ricordare un anno dall'assalto della sede Cgil, tendono le mani alla nuova maggioranza: "Rimettere al centro lavoratori ed aziende per gestire l'emergenza e ripartire"
Pronti al dialogo, ma vigili. I sindacati confederali tendono la mano alla presidente del consiglio in pectore Giorgia Meloni, che parlando dell’importanza del dialogo coi corpi intermedi le definiscono “di grande importanza”.
"Saremo pronti al dialogo e al confronto con il nuovo governo, la parola chiave è insieme", dice il segretario della Cisl Luigi Sbarra, in occasione della tavola rotonda organizzata dalla Cgil.
“Ovviamente aspettiamo il nuovo governo alla prova dei fatti, avendo come unico metro di giudizio le azioni concrete, insieme alla disponibilità a misurarsi con le nostre priorità che sono le priorità del Paese e dell'Europa", dice il leader della Cisl: "Bisogna governare l'emergenza, contenere l'escalation dei prezzi energetici e l'inflazione, mettere al riparo le aziende ed i posti di lavoro con misure straordinarie, proteggere le fasce sociali più deboli e attuare un severo controllo di prezzi e tariffe soggetti a speculazione" e andare avanti sulla riforma del fisco e delle pensioni”.
Bombardieri e Landini: risposte
Gli fa eco il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri: "C'è grande preoccupazione per la crisi economica e sociale che si sta determinando. Aspettiamo che il governo ci convochi e provi con noi a trovare risposte adeguate. Ci aspettiamo il confronto”.
Anche il segretario della Cgil Maurizio Landini, ricordano l’assalto alla sede del sindacato avvenuto un anno fa, sottolinea: "A chi ha pensato con un atto violento, fascista, squadrista di colpire la casa dei lavoratori e che questo avrebbe ingenerato paura, noi rispondiamo esattamente nel modo opposto: apriamo le porte, le finestre, ci apriamo ancor più ai bisogni delle persone, dei giovani, dei precari, per dare voce e rappresentanza a tutto il mondo del lavoro” Landini sottolinea "il peggioramento della condizione delle persone: rimettere al centro il lavoro è il modo per impedire che la logica fascista possa allargarsi".
Redazione Cuoreeconomico
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