Granelli (Confartigianato): "Politica liberi impresa dagli ostacoli per una crescita davvero sostenibile"

(Marco Granelli, presidente di Confartigianato)
Dal palco dell'assemblea dell'associazione, il numero uno degli artigiani lancia l'appello: "4,5 milioni di artigiani, di micro e piccole imprese italiane, con 11 milioni di addetti, sono il motore del made in Italy che va alimentato con il carburante della fiducia. Abbiamo bisogno di un ambiente favorevole al fare impresa". E disegna le priorità del settore
"La politica deve riconoscere concretamente il nostro ruolo di costruttori di futuro eliminando i tanti ostacoli che frenano i nostri sforzi per agganciare la ripresa".
Il presidente di Confartigianato Marco Granelli lo sottolinea dall'assemblea dell'associazione che si è svolta a Roma. Riconosce "impegno" del Governo e la necessità di "un equilibrio" nella manovra.
"Tuttavia c'è ancora molto da fare per liberare le nostre energie," dice: "4,5 milioni di artigiani, di micro e piccole imprese italiane, con 11 milioni di addetti, sono il motore del made in Italy che va alimentato con il carburante della fiducia. Abbiamobisogno di un ambiente favorevole al fare impresa".
"Noi piccoli imprenditori creiamo lavoro, siamo produttivi e sostenibili, investiamo in innovazione, esportiamo", sottolinea il presidente di Confartigianato parlando alla platea di imprenditori all'auditorium della Conciliazione per l'assemblea annuale della confederazione di artigiani e piccole imprese.
L'accento è sugli ostacoli che frenano le pmi ed è un messaggio rivolto alla politica: bisogna "sgombrare la strada dai tanti ostacoli sul cammino degli imprenditori". Confartigianato chiede "politiche economiche a misura di artigiani e di micro e piccole imprese".
Costruire insieme un futuro sostenibile
Granelli sottolinea dalla sua relazione richiami alla "intelligenza artigiana", patrimonio "per costruire il futuro sostenibile del made in Italy", all'Europa come "motore di sviluppo", a tecnologia e sostenibilità che nella sfida delle transizioni "devono convergere". Ed alla manovra: bene la "barra dritta" sulla tenuta dei conti pubblici.
"Tutto questo, tuttavia", avverte Granelli", non deve tradursi in un cambiamento della direzione che deve restare orientata alla crescita". "Occorre realizzare il giusto equilibrio tra le scelte di rigore e le indispensabili opzioni per la crescita".
Granelli sottolinea: "Riconosciamo al Governo l'impegno per riformare il contesto in cui si muovono le imprese, ad esempio sui fronti del fisco e della burocrazia, per cercare un equilibrio, anche con la manovra economica, tra le scelte di rigore e le regole di bilancio europee e le opzioni per la crescita, per dare attuazione al Pnrr". Ma, avverte, "c'è ancora molto da fare".
Fisco più equo per crescere
Chiediamo, dice il presidente di Confartigianato, "un fisco equo e sostenibile, perché oggi paghiamo 28,8 miliardi di maggiori tasse rispetto alla media europea".
"Basta con la burocrazia, che ci costa 16,8 miliardi di mancata crescita". Ed "il denaro ci costa troppo: in un anno, a causa della stretta monetaria e del caro-tassi, abbiamo dovuto sborsare 7 miliardi e mezzo.
Per finanziare i nostri progetti di sviluppo serve una banca pubblica dedicata alle micro e piccole imprese e il Fondo Centrale di garanzia deve sostenere chi merita credito".
Le risorse del Pnrr "vanno usate anche per sostenere i nostri investimenti in tecnologia e innovazione, rinforzando il programma Transizione 4.0 e la Nuova Sabatini".
E servono, chiede ancora il leader di Confartigianato, "nuove politiche formative e incentivi all'apprendistato perché le nostre imprese possono creare lavoro ma mancano i lavoratori. La carenza di manodopera ci sottrae 10,2 miliardi di valore aggiunto".
E c'è il caro-energia: "Paghiamo il 35 percento in più della media europea. Le bollette delle piccole imprese non sono un bancomat ad uso e consumo della transizione energetica delle imprese energivore".
Tra richieste e proposte anche quella di "aggiornare la legge quadro per l'artigianato", dopo quarant'anni, e quella di "istituire una banca per le micro e piccole imprese, una 'nuova Artigiancassa' che intervenga in uno dei problemi più forti per l'impresa, l'accesso al credito".
Redazione Cuoreeconomico
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