Green deal, le prospettive di Cna: "Aiutare le Pmi, non penalizzarle. Facilitare autoproduzione"

(da Sx Dario Costantini, Vincenzo De Luca e Francesco De Core)
Il tema è stato al centro di due diversi appuntamenti fra Bruxelles e Napoli. L'associazione al commissario Ue: "Il mandato della prossima Commissione deve essere quello di far funzionare le leggi invece di farne di nuove. Gli imprenditori innovano e investono per raggiungere gli obiettivi climatici, lasciamoli fare”. Costantini all'evento regionale: "Non c'è ancora consapevolezza dell'urgenza di un intervento serio per ridurre i costi energetici. Vincolare l’autoproduzione ad altri investimenti significativi vorrebbe dire estromettere le piccole imprese da quelle risorse”. A Napoli focus anche su lavoro, formazione e logistica
Si al green deal, ma senza penalizzare le Pmi. La Cna Nazionale ha ribadito la propria posizione in materia di transizione ecologica, sottolineando anche la necessità di fare rete con le istituzioni, locali, nazionali ed internazionali, per lo sviluppo del territorio.
Parlando a Bruxelles con il commissario Ue per il clima Wopke Hoekstra, Cna ha sottolineato: "Il Green Deal ha aumentato la pressione normativa sulle piccole e medie imprese. Il mandato della prossima Commissione deve essere quello di far funzionare le leggi invece di farne di nuove. Gli imprenditori innovano e investono per raggiungere gli obiettivi climatici, lasciamoli fare”.
Le sfide europee
Imprenditori provenienti da diversi settori e da diversi Stati membri hanno spiegato al commissario cosa rende un ambiente favorevole per loro. Hanno resistito alla crisi degli anni passati. Oltre al quadro legislativo che è stato messo in atto, ora dovremmo creare un ambiente favorevole.
"Le imprese hanno bisogno di tempo per rendere più ecologici i loro modelli e processi aziendali. Dobbiamo anche garantire l’offerta di assistenza tecnica, a esempio attraverso il Patto delle imprese per il clima e l’energia.
Questa assistenza deve essere fornita vicino all’imprenditore, insieme all’apprendimento reciproco organizzato a livello europeo.
Inoltre, deve essere garantito l’accesso ai finanziamenti (verdi) per gli investimenti", ha detto l'associazione artigiana, che poi ha dettato i tempi per una giusta transizione: "Affinché la politica climatica sia vantaggiosa per il pianeta e per le Pmi, è necessario fissare per tempo un obiettivo climatico di emissioni nette per il 2040, in modo da garantire la stabilità della pianificazione e la certezza degli investimenti. Deve essere solido e fattibile per la nostra economia e società".
Le sfide sul territorio
Parlando invece del lavoro sui territori, il presidente dell'associazione Dario Costantini ha preso parte al convegno “Valore Presente Rinnovamento Futuro”, tenuto alla Stazione Marittima di Napoli e organizzato dal coordinamento campano della Cna, guidato dal presidente di Campania Nord, Vincenzo Santo.
Energia, lavoro e formazione e logistica sono stati i temi principali dell’iniziativa. “Ho l’impressione che non si abbia la giusta consapevolezza del problema energia – ha evidenziato Costantini – tante imprese mi dicono che, anche rispetto allo scorso anno, stanno sostenendo costi proibitivi, anche se questo non sembra essere un problema in Italia, dove la crisi energetica si è provata a mitigare con aiuti alle imprese energivore, ma non a quelle che hanno un alto consumo energetico”.
Costantini ha evidenziato il ruolo attivo della Confederazione nell’affrontare la crisi energetica. “Come Cna abbiamo presentato un progetto a Palazzo Chigi nel luglio 2022 ai tempi del governo Draghi con il quale abbiamo chiesto di trasformare il Pnrr per consentire l’autoproduzione di energia – ha specificato – Il Pnrr è stato modificato secondo quelle che sono state le nostre richieste. Adesso bisogna mettere a terra le agevolazioni in fretta, perché le bollette arrivano puntuali e per molte aziende sono un problema che fa la differenza".
E chiama in causa il presidente di Unioncamere Andrea Prete, anch'esso presente all'evento: "Se davvero si vuole bene alla piccola impresa si permetta anche a essa di poter effettuare massivamente l’autoproduzione energetica.
Vincolare l’autoproduzione ad altri investimenti significativi vorrebbe dire estromettere le piccole imprese da quelle risorse”.
Il lavoro ed il gap fra Nord e Sud
Poi tema caldissimo del lavoro, partendo ovviamente dalla Campania. “La Campania è la regione con il maggior numero di giovani che non studiano, non lavorano, non si formano – ha detto Costantini –. Questo dato è dovuto da una serie di più fattori e spesso viene affrontato con discussioni più vicine alle chiacchiere da bar piuttosto che al voler cercare soluzioni delicate che i problemi complessi richiedono.
Questa è una regione dove tanti giovani non hanno ancora trovato la loro strada. Come imprese dobbiamo fare la nostra parte insistendo sulla formazione professionale e creando nuovi servizi a livello associativo.
Ma la politica non può delegare il problema. Its, Ifts devono diventare strumenti massivi; qui vicino, a Vietri, abbiamo l’esempio di una eccellenza formativa dove, insieme al pubblico, abbiamo formato eccellenze del Made in Italy”.
La logistica come volano
Costantini guarda al tema della logistica raccontando la preoccupazione soprattutto per la portualità trasmessa al presidente dalle aziende: “bene la logistica, ma prima sediamoci, ragioniamone coinvolgendo tutta la filiera.
E programmiamo anche soluzioni per la fase di uscita di una logistica dal territorio. Questo processo può avere delle ripercussioni particolarmente dolorose sul piano sociale.
Siamo disponibili a sollecitare in Campania un momento di riflessione nazionale sui porti – ha concluso – perché quello che si sta verificando nel Mediterraneo con le navi che girano come formiche intorno all’Africa è un campanello allarmante che non si può non vedere porterà ripercussioni sulla nostra economia, a partire dai porti del mezzogiorno”.
Di Emanuele Lombardini
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