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25/01/2025

GREEN GATE. Cia, Commissione chiarisca su fondi a lobby anti-agricole

Un'accusa grave scuote l'Unione Europea e mette sotto i riflettori la trasparenza dei processi democratici comunitari. Secondo le recenti rivelazioni pubblicate dal quotidiano olandese The Telegraph, l'ex commissario Frans Timmermans avrebbe utilizzato fondi europei in modo non dichiarato per finanziare lobby ecologiste. A lanciare l'allarme è Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani

L'obiettivo? Forzare l’adozione di politiche ambientaliste che avrebbero penalizzato pesantemente il settore agricolo europeo. “La Commissione chiarisca subito le notizie emerse in queste ultime ore - sottolinea Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani - Sarebbe sconcertante se l’ex commissario Timmermans avesse utilizzato, in segreto, ingenti fondi Ue per finanziare lobby ecologiste, in modo da imporre forzatamente politiche che avrebbero danneggiato le filiere agricole europee”.

Fini ha sottolineato come tali azioni, se confermate, rappresenterebbero un colpo gravissimo alla trasparenza dei processi democratici europei. Utilizzare risorse pubbliche per fare pressione sui parlamentari e manipolare il dibattito pubblico sarebbe, infatti, una grave deviazione dalle prerogative istituzionali della Commissione.

“La nostra posizione è sempre stata chiara: per implementare politiche green servono strumenti e risorse che agevolino gli agricoltori nella transizione ecologica” - ha spiegato il presidente di Cia - “Scoprire che invece fondi multimilionari siano stati usati per sostenere le riforme di Timmermans, pilotando il dibattito pubblico contro il mondo agricolo, sarebbe inquietante e inaccettabile”.

Le accuse mosse da Fini si inseriscono in un momento di forte dibattito sulle politiche ambientali europee e sul loro impatto sulle filiere produttive, in particolare quelle agricole. Se confermate, le rivelazioni potrebbero minare ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee, alimentando polemiche sulle modalità con cui vengono prese decisioni cruciali per il futuro del continente.

Ora si attende una risposta ufficiale dalla Commissione Europea, chiamata a fare chiarezza su una vicenda che rischia di incrinare ulteriormente il delicato equilibrio tra sostenibilità ambientale e tutela dei settori produttivi.

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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