Idrogeno, le imprese del settore al Governo: "Revisione Pnrr arresta la crescita"

Monito di H2IT, l'associazione delle imprese che si occupano dell'idrogeno a vari livelli: "Stop o cambiamento di alcuni progetti espone l'Italia ad un gap competitivo col resto dell'Europa e mette in difficoltà chi ha già investito sulla transizione"
Un tavolo di confronto e approfondimento con ministri competenti sui progetti previsti da Pnrr relativi all'idrogeno.
E' quanto chiede H2IT - Associazione italiana idrogeno, che rappresenta grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e università che si occupano del settore, dopo l'ipotesi avanzata nei giorni scorsi della revisione di alcuni progetti.
"La revisione del Pnrr comporterebbe un grave rischio per tutto il comparto e arresterebbe la crescita di aziende italiane in grado di assicurare al nostro Paese una posizione di leadership nell'economia della transizione energetica e di potenziare finalmente la filiera tecnologica", affermano le imprese del settore, sottolineando che: "I 3,64 miliardi del Pnrr dedicati all'idrogeno rappresentano un primo passo, non ancora sufficiente, ma fortemente necessario, reso possibile grazie alla visione non ideologica ma tecnologicamente neutra promossa anche da partiti ora al governo".
Risorse fondamentali per l'intera filiera
"Si tratta - aggiungono - di risorse su cui il comparto, fatto anche di tante Pmi, fa affidamento e su cui ha costruito una programmazione nel quinquennio 2022-2026, con un importante impatto sia in termini di investimenti sia sul fronte occupazionale.
Rivedere le progettualità del Pnrr senza prima un confronto con gli operatori, rischia non solo di danneggiare fortemente il comparto, ma anche di contribuire a creare un gap competitivo del nostro Paese e delle nostre imprese rispetto agli altri Paesi europei".
I players sono già in azione
"I grandi player dell'Automotive - continua la nota - si sono già mossi con ingenti investimenti. Una scelta precisa che riguarda soprattutto la costruzione di infrastrutture idrogeno, che hanno un valore strategico enorme per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni dei veicoli commerciali pesanti.
In ambito ferroviario, inoltre, le aziende statali hanno già fatto ordini per treni idrogeno, la cui implementazione sul territorio abilita lo sviluppo di Hydrogen Valley, mentre i grandi costruttori italiani ed europei sono vicini al lancio commerciale dei primi modelli a cella a combustibile alimentate a idrogeno".
Redazione Cuoreeconomico
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