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08/11/2022

Il mondo dell'agricoltura al ministro Lollobrigida: ecco le priorità per lo sviluppo del settore

Le associazioni di categoria Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Confapi hanno incontrato il nuovo titolare del dicastero. Energia, manodopera ma anche un piano strategico pluriennale i punti sul tavolo

Le associazioni di settore del mondo dell’agricoltura, Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri hanno incontrato il ministro Francesco Lollobrigrida e i due sottosegretari Patrizio La Pietra e Luigi D’Eramo, per mettere a punto le politiche di settore.

Energia, ma anche un piano pluriennale che metta l’agricoltura al centro dell’agenda di Governo e restituisca stabilità e prospettive a un comparto in forte sofferenza i temi sul campo. Ma non solo.

Le dieci proposte di Copagri

Per Franco Verrascina, presidente di Copagri “in gioco c’è la sovranità alimentare del Paese, che richiede una seria pianificazione, la quale necessariamente deve passare da scelte precise e ponderate con le quali andare a individuare cosa è prioritario produrre; scelte che vadano a prediligere tutte quelle coltivazioni essenziali per le eccellenze agroalimentari che fanno grande il nostro Made in Italy nel mondo”.

Il fine ultimo - aggiunge - deve essere quello di ridare ossigeno ai produttori agricoli, in debito da tempo, lavorando contestualmente per rafforzare la competitività delle nostre aziende e agendo quindi sui tanti ostacoli atavici che da anni ne frenano lo sviluppo, primo fra tutti il gap infrastrutturale che ci separa dal resto dei competitor comunitari e che addirittura divide il Paese a metà”.

Verrascina ha consegnato al ministro le dieci proposte della Copagri per il futuro dell’agricoltura, recanti una serie di interventi per incrementare la produttività e rafforzare le potenzialità dell’agroalimentare quale volano di crescita per il Paese.

Misure strutturali per l’energia e azioni per fauna selvatica

Cristiano Fini, presidente di Cia, ha chiesto di attivare misure tampone a contrasto dei rincari energetici da rendere strutturali in manovra, incentivare l’acquisto delle materie prime, nominare un commissario straordinario a palazzo Chigi per la fauna selvatica e semplificare gli strumenti per il reperimento della manodopera.

Fra le proposte l’innalzamento del credito d’imposta dal 20 al 30% della spesa sostenuta per l'acquisto del gasolio agricolo (incluso il secondo trimestre 2022).

Cia reputa anche sostanziale l’innalzamento dal 30 al 40% del credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica alle aziende agricole, come previsto per le energivore.

Si dovranno, inoltre - dice Fini - prevedere in manovra nuovi incentivi fiscali per sostenere l’acquisto dei fattori di produzione agricola che hanno raggiunto costi insostenibili. In risposta agli effetti delle emergenze climatiche, andrà anche considerato l’esonero dei contributi previdenziali e il credito agevolato per i territori colpiti dalle calamità naturali”.

Decreto flussi e manodopera

Inoltre Cia chiede un commissario straordinario per l’emergenza fauna selvatica e la semplificazione degli strumenti per il reperimento di manodopera.

Una questione è che stata messa sul piatto anche da Coldiretti: “Semplificare le procedure di reperimento della forza lavoro nei campi è importante e tornare ai voucher può rappresentare una opportunità per non lasciare le produzioni nei campi", sottolinea il presidente Ettore Prandini.

Occorre lavorare con serietà - aggiunge - sui flussi regolari di migrazione, tagliando la burocrazia e impegnandosi nella formazione, Oggi viene ottenuto da mani straniere più di un quarto del Made in Italy a tavola con 360mila lavoratori che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura fornendo il 30% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore.

I lavoratori stranieri contribuiscono in modo strutturale e determinante all'economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo.

Va assicurata inoltre assicurata la sicurezza sul lavoro e la legalità per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano una ombra sul settore”.

Piano strategico immediato

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha invece ricordato a Lollobrigida come “C’è necessità un piano strategico per rafforzare la grande agricoltura italiana, di una collaborazione ampia che finora non c' è stata per fare capire quale è l'enorme valore della nostra agricoltura. Aumentando la produttività si può far crescere il Pil italiano di 125 miliardi di euro".

Giansanti ha parlato anche della necessità di interventi nella politica comune europea: “La Pac sta diventando una sorta di reddito di cittadinanza agricola e questo non va bene.

Inoltre a Bruxelles ci sono proposte sbagliate, come quella relativa alla riduzione dei fitofarmaci e, nel campo delle emissioni inquinanti, l'equiparare l'agricoltura ad altri comparti”.

Redazione Cuoreeconomico
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