Imprese, Bolzano la città con meno imposte. E il free tax day 2022 arriva prima

Presentato il rapporto dell'Osservatorio Cna: Agrigento la più zavorrata. Cala il total tax rate. Il viceministro all'economia Leo: "Sistema attuale sbilanciato tra società di capitali e le altre mentre è necessario tassare tutte le imprese allo stesso modo"
Prima Bolzano, poi Trento e terza Gorizia. E' questo il podio dei capoluoghi di provincia in Italia in cui la tassazione delle imprese è più bassa. Agli ultimi posti Biella, Vercelli e Agrigento.
E' la fotografia scattata dall'Osservatorio Cna nel suo rapporto 2023 dal titolo 'Comune che vai fisco che trovi'. Bolzano registra la tassazione più bassa (46,7%), inferiore di 6 punti percentuali rispetto al Total tax rate (Ttr) nazionale (52,7%).
Quindi al secondo posto Trento, con un Ttr più basso rispetto al valore medio nazionale (47,9%) e una tassazione locale relativa agli immobili strumentali piuttosto alta. Segue Gorizia con 48,5%.
Opposta la situazione ad Agrigento, Vercelli e Biella, ultime in classifica, dove il Ttr balla tra il 56,9% e il 58%.
A pesare maggiormente l'elevato ammontare di tassazione degli immobili produttivi ai fini Imu, la cui incidenza sul Ttr è superiore in media all'1,06% della tassazione complessiva dovuta sia per gli immobili accatastati come C3 che come C1. Tra le principali città troviao Roma in 83esima posizione con il 53,4%, Milano 24esima con il 51,3%.
Alla presentazione oltre al presidente di Cna Dario Costantini erano presenti il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, il senatore (e responsabile economia) del Pd Antonio Misiani il tax free day arriva prima nel 2022
Buone notizie dal tax free day. Nel 2022 la data in calendario a partire dalla quale i profitti si possono ritenere idealmente prodotti per sè da una piccola impresa italiana è arrivata prima.
Il tax free day - sottolinea l'Osservatorio - è stato il 10 luglio, in netto anticipo rispetto all'anno precedente quando era il 7 agosto.
Cala nel 2002 il total tax rate (-7,5%)
Tra il 2019 e il 2021 inizia a registrarsi una spinta verso il basso del Total Tax Rate (TTR) nella misura dello 0,4% passando dal 60,6% al 60,2% fino ad arrivare alla "rilevante riduzione" di ben 7,5 punti percentuali nel 2022.
La significativa riduzione - si legge nel rapporto - è ascrivibile all'intervento di modifica dell'Irpef, inserito nella legge di bilancio per il 2022, consistente in un'ampia revisione dell'imposta relativamente alle aliquote marginali legali, agli scaglioni, nonché all'incremento delle detrazioni; eliminazione dell'Irap per gli imprenditori individuali e gli autonomi; deducibilità dell'Imu dal reddito d'impresa nella misura del 100% rispetto al 60% di deducibilità applicabile per il 2021.
Il presidente Costantini
“I nostri imprenditori meritano un fisco più leggero, più semplice e più equo”, sottolinea il presidente Costantini. “Al Governo e alle forze politiche ricordo che il 98% delle imprese italiane è di piccole dimensioni e troppo spesso ci si dimentica di questa realtà” ha aggiunto.
Dall’Osservatorio sul fisco così come da quello sugli appalti emergono vistose e profonde differenze sul territorio.
Sul tema delle tasse “risalta che nei comuni con i servizi peggiori il peso delle tasse è maggiore. Al Nord si pagano meno tasse rispetto al Sud – ha aggiunto Costantini – e su questo si deve interrogare il Paese e anche noi come associazione”.
Nel suo intervento Costantini ha toccato anche altre priorità per le imprese, a partire dall’emergenza numero uno che è il tema del lavoro, la difficoltà a trovare personale.
E poi l’energia auspicando che nella revisione del Pnrr ci sia lo spazio per la proposta Cna di favorire l’autoproduzione da fonti rinnovabili sfruttando i capannoni delle Pmi. E poi il sistema ecobonus e i crediti incagliati che ingolfano i cassetti fiscali delle imprese.
Le parole del viceministro Leo
Sulla riforma del fisco è intervenuto il vice ministro Leo sottolineando che “è il momento di una riforma ambiziosa dopo tanti interventi di manutenzione”.
Leo ha indicato alcune delle criticità del fisco attuale, “un sistema sbilanciato tra società di capitali e le altre mentre è necessario tassare tutte le imprese allo stesso modo e non in base alle diverse tipologie di impresa”.
Altri due cardini della riforma certezza e semplificazione. Leo ha rivolto un invito alle forze politiche a “non dividersi su questi temi nell’interesse del Paese, allineando il nostro sistema fiscale a quello dei principali partner”.
Gli altri interventi
“L’Osservatorio sul fisco della Cna per noi che facciamo politica è uno strumento di lavoro perché ci permette di avere un’idea di come orientare le politiche” ha dichiarato il senatore Garavaglia, sottolineando come la premialità dell’imposta globale minima al 15% per chi investe in aziende italiane della legge delega sia uno strumento che va incontro al riordino e alla semplificazione del nostro sistema fiscale.
“L’equità fiscale non risolverà la pressione fiscale”, ha invece controbattuto il senatore Mario Turco. “Introdurre per tutti una un’imposta del 15% vuol dire dover trovare 80 mld per una sola misura.
La direzione, invece deve essere quella della detassazione per tutti i redditi fino a 12mila euro, tassando gli extra profitti. I problemi per le imprese italiane non si riducono al taglio del cuneo fiscale, ma ad una reale riduzione del costo del lavoro.
Altra misura è quella di sganciare gli oneri di sistema dalle bollette energetiche delle micro e piccole imprese e inserirli nella fiscalità generale.
Quello che l’Osservatorio sul fisco della CNA ci palesa è che gli imprenditori hanno un socio silente che è lo Stato. Con una tassazione così elevata, si rischia la desertificazione delle micro e piccole imprese”.
Il senatore Misiani ha, infine, evidenziato le scarse risorse previste nel Def per la competitività e ha auspicato più coraggio da parte del Governo per ridurre le tasse e rafforzare la lotta all’evasione.
Redazione Cuoreeconomico
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