mer 29 apr 2026

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IMPRESE. Caro tassi e stretta creditizia: sulle aziende sarde pesa mezzo miliardo di extracosti bancari. Confartigianato Sardegna: "Banche e imprese devono ragionare insieme"

(Da Sx. Daniele Serra, Segretario Regionale Confartigianato Sardegna; Giacomo Meloni, Presidente Confartigianato Sardegna)

Se lo aggiudica la Sardegna il primato che nessuno vorrebbe avere: la regione italiana dove prestiti alle piccole imprese costano di più. Con un TAE (tasso annuo effettivo) dell’11,98 per cento registrato a giugno 2024, l’Isola apre la poco invidiabile classifica dei territori in cui i finanziamenti alle attività produttive di ridotte dimensioni sono quasi proibitivi

Con il caro-tassi più elevato d’Italia (11,98 per cento), lo scomodo primato riportato dalla Sardegna "frena sviluppo e investimenti soprattutto nel green e digitale con una marginalità ormai inesistente", sottolinenano Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna e il segretario regionale Daniele Serra. Il caro-tassi e la stretta creditizia, nell’ultimo biennio, hanno travolto le imprese sarde con 483milioni di euro di maggiori oneri bancari. Al secondo posto la Calabria con l’11,43 per cento, mentre la Provincia di Bolzano è la meno cara con l’8,08 per cento, contro una media nazionale del 9,15%.

Sebbene si respiri un clima migliore per le aziende sarde medio-grandi il cui tasso arriva al 7,65 per cento, contro un tasso nazionale medio del 6,33 per cento, a peggiorare le condizioni delle PMI si aggiunge la frenata dei prestiti crollati tra giugno e settembre scorsi del 4,9 per cento e del 3,4 per cento per il totale delle imprese attive. Sul totale delle imprese artigiane la frenata è stata del 9,9 per cento.

È questo, in sintesi, ciò che emerge dal rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna che, analizzando i dati della Banca d’Italia tra giugno 2022 e settembre 2024, ha rilevato come il tasso di interesse bancario attivo (TAE) pagato dal totale delle realtà isolane nel settembre scorso si sia attestato al 7,85 per cento, in calo rispetto all’8,07 per cento rilevato tre mesi prima. La media nazionale, in discesa anche questa, è passata dal 6,52 per cento di giugno 2024 al 6,44 per cento di settembre. Per questo, l'Isola occupa il terzo posto per costo del denaro per le attività produttive in Italia: prima la Calabria con 8,11 per cento, ultima l’Emilia con 5,98 per cento.

"Nonostante la Banca Centrale Europea abbia cominciato a ridurre i tassi - commenta Meloni - il lentissimo  riassorbirsi della bolla causata dall’extra-costo bancario mette ancora in difficoltà le attività produttive dell’Isola. La marginalità è contratta all’osso e quindi anche la volontà di mettere in atto quelle misure utili ad aumentare la propria competitività. Non ci stancheremo mai di ripeterlo come sia necessario, ridare ossigeno e possibilità di finanziamento a tutte le realtà che vogliono investire. Banche e imprese devono ragionare insieme e nella stessa direzione". 

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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