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19/04/2025

IMPRESE. Confapi Toscana, Pino: “Export a rischio, servono risposte urgenti e coordinate”

(Luigi Pino, Presidente Confapi Toscana)

Le minacce doganali elargite dagli Usa stanno già facendo sentire il loro peso sull’economia globale, e l’Italia – in particolare il tessuto produttivo delle piccole e medie imprese – rischia di pagare un prezzo molto alto. A lanciare l’allarme è il presidente di Confapi Toscana, Luigi Pino, che in un intervento netto e preoccupato ha delineato le possibili conseguenze per le PMI toscane e italiane

“Le nuove tariffe – afferma Pino – rappresentano una minaccia concreta alla competitività delle nostre imprese, già provate da una burocrazia asfissiante e dal costante aumento dei costi di produzione.” Il dato più eloquente riguarda le esportazioni: per molte PMI italiane, soprattutto nei settori moda e manifattura, il mercato statunitense vale in media il 27% del fatturato. Un’improvvisa impennata dei dazi potrebbe dunque mettere a rischio centinaia di milioni di euro di esportazioni e migliaia di posti di lavoro.

Confapi Toscana ha aderito al tavolo regionale promosso dal presidente Eugenio Giani per monitorare l’impatto dei dazi e studiare contromisure efficaci. Tra le proposte presentate: un credito d’imposta pari al 20% per le imprese esportatrici colpite, la creazione di un hub logistico condiviso per ottimizzare costi e tempi di spedizione e, soprattutto, la sospensione temporanea di quei dazi “autoprodotti” generati dalle complesse normative ambientali legate a ESG e Green Deal.

Il presidente nazionale di Confapi, Cristian Camisa, ha ribadito la necessità di una risposta coordinata tra Italia, Unione Europea e Stati Uniti: “Le nostre imprese hanno sempre dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e competitività, ma in questo momento l’incertezza commerciale e l’inflazione indotta dai dazi richiedono un intervento politico concreto, rapido ed efficace.”

Il rischio, secondo Confapi Toscana, è quello di assistere a una nuova ondata di difficoltà per le PMI, motore silenzioso ma vitale dell’economia nazionale. E mentre le grandi multinazionali hanno mezzi e strutture per attutire il colpo, le piccole imprese rischiano di trovarsi senza strumenti adeguati per fronteggiare questa nuova crisi commerciale.

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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