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19/03/2025

IMPRESE. Il grido d'allarme delle associazioni di categoria: lettera alla Premier Meloni sulle polizze obbligatorie per calamità naturali

Un grido d’allarme si leva dal mondo delle piccole e medie imprese italiane, messo nero su bianco in una lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. A firmarla Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti e Confcooperative che denunciano tempi stretti e scarsa informazione sull’introduzione delle polizze obbligatorie contro le calamità naturali

Una misura che, pur nascendo con l’intento di tutelare il tessuto produttivo del Paese, rischia di trasformarsi in un ulteriore ostacolo per le aziende già provate da anni di crisi e incertezze. L'iniziativa di scrivere la lettera alla Premier nasce dalla preoccupazione per le modalità con cui il governo sta gestendo il decreto che prevede l’obbligo per le imprese di assicurarsi contro eventi catastrofici come alluvioni, terremoti e frane. Secondo le associazioni firmatarie, il tempo a disposizione per adeguarsi è troppo limitato e le informazioni fornite risultano insufficienti, lasciando gli imprenditori in un limbo di incertezza operativa e finanziaria.

A guidare la protesta sono i Presidenti di Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti e Confcooperative. Un fronte compatto che rappresenta milioni di imprese e lavoratori, unito dalla richiesta di un dialogo più chiaro e tempi più ragionevoli per l’attuazione della normativa.

La questione delle polizze per calamità naturali si inserisce in un contesto più ampio di dibattito sulla resilienza del Paese agli eventi climatici estremi, sempre più frequenti negli ultimi anni. Se da un lato l’obbligo assicurativo mira a garantire una rete di sicurezza per le imprese colpite, dall’altro solleva interrogativi sulla sostenibilità economica per le realtà più piccole, spesso prive delle risorse necessarie per affrontare nuovi adempimenti.

Tra le principali richieste avanzate nella lettera figurano: la riduzione della pressione fiscale sulle imprese per favorire la crescita e la competitività; la semplificazione burocratica, affinché le aziende possano operare in un contesto più snello ed efficace; maggiore accesso al credito per le imprese, con misure di supporto che facilitino gli investimenti e l'innovazione; un piano di incentivi per l’occupazione, con particolare attenzione ai giovani e alle categorie più vulnerabili e un sostegno alla transizione ecologica e digitale, per rendere le imprese più resilienti e al passo con le sfide del futuro.

Le associazioni chiedono un tavolo di confronto permanente con il governo per affrontare queste questioni e trovare soluzioni condivise. Le imprese chiedono azioni concrete e immediate, nella speranza che il governo accolga le istanze e avvii un percorso di riforme strutturali per garantire stabilità e crescita. Ora la palla passa al governo, chiamato a rispondere a un mondo produttivo che non intende restare inascoltato. 

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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