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24/04/2025

INFLAZIONE. L'indice dei prezzi sale all’1,9%, spinta dai beni energetici e alimentari freschi. Crescono tabacchi, servizi culturali e cura della persona

Torna a salire l’inflazione nel mese di marzo portandosi all’1,9% dall’1,6% di febbraio. Secondo i dati definitivi diffusi dall’ISTAT, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, segna un aumento dello 0,3% su base mensile e dell’1,9% su base annua, in accelerazione rispetto all’1,6% registrato a febbraio. La stima preliminare indicava un +2,0%.

A trainare la risalita dei prezzi sono soprattutto le componenti più volatili, in particolare gli energetici non regolamentati, che tornano in territorio positivo (+0,7%) dopo mesi di flessioni, e gli alimentari non lavorati, che accelerano dal +2,9% al +3,3%. In crescita anche i tabacchi (+4,6% da +4,1%) e alcuni servizi, come quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,5%) e quelli legati alle comunicazioni (+0,8%).

L’aumento generalizzato dei prezzi è in parte attenuato dal rallentamento degli energetici regolamentati, che pur restando su livelli molto elevati, scendono dal +31,4% al +27,2%, e dai servizi relativi ai trasporti, che frenano leggermente (+1,6% da +1,9%).

Sul fronte dell’inflazione di fondo – al netto di energetici e alimentari freschi – il dato resta stabile al +1,7%, mentre quella depurata dai soli beni energetici registra un lieve incremento (+1,8% da +1,7%).

Nel confronto tendenziale, i prezzi dei beni aumentano dell’1,5% (da +1,1%) e quelli dei servizi del 2,5% (da +2,4%). Il differenziale inflattivo tra i due comparti si riduce a 1 punto percentuale, rispetto all’1,3 registrato a febbraio.

Nel dettaglio, i prezzi del "carrello della spesa" – ossia alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona – segnano un lieve incremento al +2,1%, mentre restano stabili al +1,9% quelli dei beni a più alta frequenza d’acquisto.

Su base mensile, l’aumento dell’indice generale è dovuto in particolare ai servizi relativi ai trasporti (+1,2%), ai servizi ricreativi e culturali (+0,7%), agli energetici non regolamentati (+0,6%) e ai tabacchi (+0,5%). In controtendenza gli Energetici regolamentati, che scendono del 2,5%, e gli alimentari freschi (-0,3%).

L’inflazione acquisita per il 2025 si attesta a +1,3% per l’indice generale e a +1,0% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che tiene conto della fine dei saldi stagionali, registra un balzo dell’1,6% su base mensile e del 2,1% annuo, in linea con le stime preliminari. L’indice FOI (per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi) aumenta dello 0,2% rispetto a febbraio e dell’1,7% su base annua.

Nei primi tre mesi del 2025, l’IPCA mostra un'inflazione più marcata per le famiglie a più bassa capacità di spesa (+2,0%) rispetto a quelle con redditi più alti (+1,8%).

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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