ven 30 gen 2026

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Innovazione, Viscardi (Fabbrica Intelligente): “Digitalizzazione è il futuro delle Pmi, ma si procede ancora troppo lenti”

(Gianluigi Viscardi, presidente Fabbrica Intelligente)

Il presidente del cluster per la ricerca e l’innovazione per il manifatturiero italiano a CUOREECONOMICO: “Manca un coordinamento fra politica ed imprese ed inoltre è necessario investire sulla formazione per costruire il mercato del lavoro di oggi e domani”

Nonostante le imprese italiane abbiano ammodernato i loro processi di produzione, la digitalizzazione procede con lentezza.

Secondo uno studio dell’Istat, il 69,9% di imprese con 10-249 addetti si colloca a un livello base di digitalizzazione e fra i punti che dimostrano il divario fra i vari settori produttivi ci sono l’uso dei robot (utilizzati maggiormente da aziende manifatturiere), presenza specialisti ICT e le compravendite online.

“Purtroppo manca un coordinamento tra la politica e le imprese per lo sviluppo di un percorso di innovazione per la collettività”, dice Gianluigi Viscardi, presidente di Fabbrica Intelligente, associazione per ricerca e per l’innovazione nel manifatturiero italiano.

I progetti regionali, nazionali e europei-continua- devono andare nella stessa direzione in modo che tutti possano beneficiare della transizione digitale”.    

Presidente Viscardi, cosa pensa dell’ultima Legge di Bilancio?

In un momento come questo di scarsità di chip e materie prime, l’assenza di incentivi mette in difficoltà gli imprenditori che vogliono investire nelle nuove tecnologie.

Oltre ai soldi occorre saper governare la trasformazione digitale, nel senso che con l’innovazione il mondo sta cambiando e da parte della politica e delle imprese occorre mettere al centro la persona nei processi del cambiamento”.

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Quindi occorre rivedere anche il modello attuale della formazione?

Certamente, occorre rivedere il settore della formazione anche in funzione del calo demografico e serve una collaborazione più costante non solo tra le imprese e le università, ma anche tra le scuole così da avere giovani che abbiano dimestichezza con le tecnologie digitali e essere più preparati nella professione.

L’offerta formativa scolastica e universitaria deve mantenere il suo ruolo primario nella realizzazione personale ma adattarsi al mercato del lavoro di oggi”.

Come valuta i progetti sulla digitalizzazione legati al Pnrr?

Il Pnrr ha un valore irrepetibile sia per l’ammontare dei fondi che per la bontà dei progetti, ma vedo parecchia frammentazione e poche risorse per le piccole e medie imprese.

Da parte delle istituzioni occorre ascoltare i bisogni delle aziende e valutare l’intera filiera dell’innovazione per sfruttare al meglio le infrastrutture tecnologie che già ci sono e implementarne di nuove.

Ad oggi esistono i digital-hub e i cluster come Fabbrica Intelligente che mettono in contatto le imprese con la politica”.    

Rimanendo in ambito internazionale condivide diplomazia digitale promosso dalla Commissione euorpea?

La Commissione europea sta facendo un lavoro importante anche per la promozione dell’educazione digitale e dei centri di trasferimento tecnologico recepiti dagli ultimi Decreti.

Al di là delle iniziative, il problema resta il coordinamento tra Ue e istituzioni italiane per avere una visione comune sul futuro che non dimentichi le imprese e il lavoro.

Noi crediamo che le piccole e medie imprese, i centri di ricerca e le università possano cooperare per il bene comune”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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