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17/03/2025

INVESTIMENTI. Corsa all’oro 2.0: il metallo prezioso vola ai massimi storici

L’oro continua a brillare nel cielo dell’economia globale, raggiungendo il massimo storico di 2.921 dollari l’oncia il 15 febbraio, con un balzo del +45% su base annua. Una crescita vertiginosa che riflette l’instabilità geopolitica e l’incertezza economica globale

A spingere i prezzi è una combinazione di fattori: il rischio di frammentazione politica internazionale, il futuro incerto del secondo mandato di Donald Trump e la corsa delle banche centrali all’accumulo di riserve auree. "Il prezzo dell'oro sta raggiungendo livelli storici, spinto dalla crescente domanda e dall’instabilità economica", sottolinea Simon Lacoume, sector analyst di Coface.

Negli ultimi anni, le banche centrali hanno accelerato l’acquisto di oro per proteggersi dalla volatilità dei mercati. Nel 2024, questi istituti rappresentavano il 21% della domanda totale, il 10% in più rispetto al 2019.

La Cina, in particolare, sta giocando un ruolo chiave. Sebbene nel 2024 l’oro rappresentasse solo il 6% delle riserve totali cinesi, la People's Bank of China ha aumentato in modo significativo le proprie acquisizioni. Questo trend si riflette in una forte correlazione tra il prezzo dell’oro e l’accumulo di riserve da parte di Pechino. Ma la Cina non è sola: altre economie emergenti stanno seguendo la stessa strategia per ridurre la dipendenza dal dollaro e rafforzare la propria stabilità finanziaria.

Anche gli investitori privati stanno rispondendo all’incertezza economica rifugiandosi nell’oro. Con il calo della fiducia nei mercati azionari e la prospettiva di tagli ai tassi di interesse, l’oro è diventato una scelta di diversificazione privilegiata. Nel 2024, gli investimenti privati hanno rappresentato il 25% della domanda globale di oro, superando le performance dei principali indici azionari.

Tuttavia, l’aumento dei prezzi ha avuto un impatto negativo sul settore della gioielleria, che ha visto una riduzione della domanda del 7% tra il 2019 e il 2024. Il calo è stato particolarmente evidente in India, Pakistan e Cina, dove il costo elevato dell’oro ha frenato i consumatori.

"La corsa all’oro è un segnale chiaro della necessità di diversificazione – spiega Ernesto De Martinis, CEO Regione Mediterraneo & Africa di Coface –. Gli investitori e le economie emergenti stanno accelerando la transizione verso un sistema meno dipendente dall’economia statunitense, mentre il metallo prezioso consolida il suo status di rifugio sicuro."

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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