IV Gamma, Battagliola (Unione Italiana Food): «Interventi del Governo non restino spot, si investa sul futuro»

(Andrea Battagliola, presidente Gruppo IV Gamma di Unione Italia Food)
Il presidente del Gruppo: «Occorre intervenire sulla comunicazione della catena del freddo, sulla formazione e sulle misure per frenare il caro-prezzi»
Dalla coltivazione al commercio, i rincari hanno colpito tutta la filiera del settore agroalimentare. In mezzo alla successione produttiva c’è anche la catena del freddo, cioè l’insieme delle operazione di trasporto e stoccaggio del cibo per evitarne il deterioramento.
Se nel primo trimestre del 2022 il settore dei prodotti di quarta gamma (frutta e verdura) è cresciuto del 5,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, gli effetti della guerra in Ucraina hanno portato a una crisi senza precedenti nel reperimento delle materie prime e nelle spese per l’energia.
«Già molte settimane prima del conflitto russo-ucraino, una forte impennata dei costi energetici e del gas si è abbattuta sulle aziende e ha penalizzato tutte le produzioni.
A questa situazione si aggiungono anche gli effetti della straordinaria siccità che ha colpito l’Europa e il Nord Italia”, dice Andrea Battagliola, presidente del Gruppo IV Gamma di Unione Italia Food.
«In questo momento - continua - da parte del Governo occorre un piano basato su uno scostamento di bilancio o sull’extra gettito proveniente proprio dagli aumenti dei costi energetici».
Presidente Battagliola, quanto vi preoccupa l’attuale crisi di gGverno?
«Ovviamente, in un contesto di generale sofferenza come quello che stiamo vivendo sarebbe auspicabile un clima di stabilità politica.
Il nostro timore è che l’eventuale inasprirsi dei toni e delle posizioni in regime di campagna elettorale possa influenzare la vita economica delle imprese, già messe a dura prova dall’attuale convergenza di mercato.
Ci appelliamo alla responsabilità delle forze politiche, affinché possano confrontarsi in modo efficace per garantire con tutta la forza necessaria lo sviluppo di un settore fondamentale per l’economia del nostro Paese».
Gli interventi del Governo nel settore dell’aumento energetico sono stati sufficienti?
«Questi interventi hanno in parte contribuito a tenere sotto controllo le bollette elettriche ma non sono stati sufficienti.
Nonostante abbiano rappresentato un aiuto per le aziende le imprese della Quarta Gamma necessitano di uno sforzo ben diverso per fronteggiare gli aggravi dovuti alla situazione».
Secondo Lei il Governo ha fatto bene a prorogare fino al 21 agosto le misure attualmente in vigore per ridurre il prezzo finale dei carburanti?
«Il Governo ha fatto molto bene a prorogare una misura che si è rivelata fondamentale per compensare gli aumenti sui carburanti che hanno rischiato di paralizzare un settore centrale come quello della logistica.
Però rimane una misura temporanea che, se non verrà prorogata, aprirà scenari incerti su cosa potrà succedere a partire dal 22 agosto. Bisognerebbe trovare un modo più strutturato e definitivo per supportare la continuità del settore».
Come considera lo sblocco dell’Ue al fondo dei 500 milioni destinati all’autotrasporto italiano?
«Il trasporto su gomma in Italia è preponderante in ogni attività, Quarta Gamma compresa. Lo sblocco del fondo ha rappresentato una boccata d’ossigeno per un settore fortemente colpito dai rincari per il carburante e per i settori del commercio che si basano sulla logistica.
Ad ogni modo, sarà necessario comprendere a fondo come questi aiuti verranno utilizzati dalle aziende di trasporto affinché non si rivelino un semplice tappabuchi».
Occorre aggiornare la legge che regola la catena del freddo?
«La normativa già adesso prevede uno stretto rispetto della catena del freddo il cui mantenimento è garantito dal momento della lavorazione fino a quella della distribuzione nei banchi frigo delle catene.
Piuttosto che intervenire sulla normativa in sé, bisognerebbe intervenire sulla comunicazione verso i consumatori, sensibilizzandoli sull’uso di sacchetti per il fresco».
La formazione scolastica e universitaria è adatta al mercato del lavoro di oggi?
«Il settore agroalimentare è stabile dal punto di vista occupazionale, tanto che in pieno regime di pandemia non ha subito sostanziali decrementi.
In ogni caso, le imprese lamentano una difficoltà nel reperire sul mercato le professionalità specifiche di cui ha bisogno come tecnici dell’organizzazione e della gestione dei processi produttivi o meccanici e tecnici della produzione alimentare».
Di Matteo Melani
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