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02/04/2023

L'inflazione mette a dura prova le famiglie, ma la discesa del gas rilancia la fiducia

L'indagine di Nomisma le famiglie temono di non farcela a pagare le utenze. Intanto però risale l'ottimismo grazie ai costi più contenuti dell'energia. Poma: "Nell'ultimo anno l'Italia è riuscita a crescere al 3,9% malgrado un contesto di prezzi energetici, logistici e delle materie prime assolutamente alle stelle"

L'aumento del costo della vita avvenuto nell'ultimo anno a causa dell'impennata dei prezzi di beni e servizi sta mettendo a dura prova le finanze delle famiglie italiane.

È quanto emerge dall'Osservatorio "Sguardi Famigliari" di Nomisma che evidenzia come il 13% delle famiglie italiane ritenga il proprio reddito insufficiente a far fronte alle necessità primarie, ovvero le spese irrinunciabili come i generi alimentari, oppure quelle legate alla casa come l'affitto, il mutuo e le bollette.

A fianco di queste, c'è poi un 43% di famiglie che valuta la propria condizione reddituale appena sufficiente a far fronte a tali spese.

Tra le categorie più fragili spiccano i giovani, le famiglie numerose con figli piccoli e le famiglie che si prendono cura di persone non autosufficienti.

L'impennata dell'inflazione e l'aumento dei prezzi hanno depresso fortemente il potere di acquisto delle famiglie: più della metà degli intervistati ha visto crescere le bollette energetiche di oltre il 50% rispetto ai livelli di un anno fa, con il 16% che dichiara di aver avuto molte difficoltà nel pagare le utenze: di questi il 4% ha accumulato ritardi nei pagamenti.

Per far fronte ai rincari energetici le famiglie hanno dovuto innanzitutto comprimere le spese ritenute "superflue", vale a dire quelle per il tempo libero, per le attività culturali e per quelle sportive.

Il 39% delle famiglie che si è dichiarata in difficoltà nel pagare le bollette ha dovuto ridurre anche spese basilari come quelle sanitarie, il 31% ha tagliato le spese in istruzione mentre il 27% ha manifestato difficoltà nel pagare il mutuo o l'affitto della propria abitazione.

Volgendo lo sguardo ai prossimi mesi, il numero di famiglie che teme di poter incontrare forti difficoltà nel pagare le utenze sale al 24%.

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Scende l'energia, si rilancia l'ottimismo

Una situazione complessa, che però viene parzialmente  attutita dai dati Istat sul clima di fiducia di cittadini e imprese, leggermente in crescita vista la discesa dell'energia.

"Ad agosto 2022, quando il prezzo del gas ha toccato i 339 euro per MWh, si alzavano forti e consistenti le voci di una recessione italiana nell'ultimo trimestre del 2022.

Dal momento che il Paese ha proseguito la sua corsa, le aspettative di recessione si sono spostate sull'inizio del 2023 salvo essere nuovamente smentite.

Nell'ultimo anno l'Italia è riuscita a crescere al 3,9% malgrado un contesto di prezzi energetici, logistici e delle materie prime assolutamente alle stelle". Lo spiega Lucio Poma, capo economista di Nomisma.

"Adesso, con il gas precipitato a quota 40 euro, che ha comportato la discesa repentina dei prezzi di energia elettrica, carbone, petrolio e di tutte le altre materie prime, la manifattura italiana prende maggiore slancio come dimostrano anche i recenti dati occupazionali.

Tutto ciò accresce complessivamente il clima di fiducia sia delle imprese che dei consumatori, con questi ultimi trainati dalla componente del clima economico, che da 95,2 di novembre è passata all'attuale 117,4.

Questa componente racchiude le attese sulla situazione economica italiana e sulla disoccupazione: le famiglie italiane si attendono infatti un futuro economico positivo una volta che saranno state superate le attuali tensioni geopolitiche. Resta aperta la questione del continuo calo del potere di acquisto, pesantemente eroso dall'inflazione.

Non a caso l'unica componente del clima di fiducia a peggiorare è proprio quella sull'opportunità attuale del risparmio", conclude Poma.

Redazione Cuoreeconomico
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