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20/01/2025

SPOPOLAMENTO. L'Umbria non è una regione per giovani. Persi più di duemila laureati in dieci anni

Stando al report della Camera di Commercio dell'Umbria elaborato sui dati Istat 2023, dal 2013 al 2023, l'Umbria ha assistito alla perdita di  4.165 laureati, per una cifra complessiva di 2.470 tra cancellazioni e ritorni 

Quella che sembra una storia ispirata al celebre film dei fratelli Coen, altro non è che la triste realtà umbra alle prese con la preoccupante emorragia di talenti che lasciano la regione per cercare altrove il proprio futuro. 

La famosa fuga di cervelli di cui si parla spesso, per l'Umbria è una questione da non sottovalutare. Dai dati presi in esame dal report emerge che i laureati umbri preferiscono prestare servizio all'estero, senza nessuna intenzione di tornare a casa. A partire dalla fascia d'età compresa tra i 25 e i 39 anni che registra 2.672 cancellazioni. A seguire i soggetti tra i 40 e i 64 anni (1108), successivamente 0-24 anni (205) e infine gli over 65 con 180 laureati che si sono trasferiti all'estero in via definitiva. 

Un quadro che "rilancia una grande questione per l'Umbria e per l'Italia che ha a che fare con le chance di successo della transizione digitale ed ecologica - sottolinea Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell'Umbria - Una situazione che seppur sembra non peggiorare ulteriormente, è immobilizzata in una perdita costante di laureati in fuga verso l'estero. Doveroso quindi favorire la contrazione di questa tendenza con incentivi su misura che frenino la fuoriuscita e incoraggino i laueati italiani a tornare a casa. Una questione nazionale che va affrontata anche a livello regionale. Per questo rilancio la mia proposta per un fondo a cui possano contribuire tutti gli enti umbri, in aggiunta ad auspicabili interventi nazionali".

Tra le iniziative messe in atto per limitare questo fenomeno, nel mese di novembre, l'Auditorium San Domenico di Foligno ha ospitato "Made in Umbria": la due giorni promossa da ESG89 a cui hanno partecipato migliaia di ragazzi in dialogo con esperti, imprenditori e stakeholder del tessuto produttivo umbro. Saper parlare ai giovani, ma soprattutto ascoltarli, è stata la chiave per comprendere i bisogni e le esigenze di un futuro che ha bisogno di maggiore stabilità e garanzie a partire da chi fa del territorio, il pilastro della propria attività. 

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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