Laureti (Pd-S&D): “Italia punti su giovani e territori, sono la chiave per lo sviluppo economico”

(Camilla Laureti, eurodeputata del Pd)
L’europarlamentare dem a CUOREECONOMICO: “L’agricoltura è pronta per un salto in avanti, ma il ruolo delle nuove generazioni è fondamentale per la transizione. L’economia può ripartire grazie al Pnrr, ma occorre remare tutti dalla stessa parte, altrimenti non si va lontano: non bisogna mai dimenticare che non stiamo vivendo una fase normale. L’Umbria punti sul green: è stata pioniera, può diventare eccellenza”
L’Italia è pronta alla sfida dell’economia 4-0. Anche se poi nel caso del Bel Paese come sempre, la questione non è tanto sfruttare le eccellenze, quanto saper spendere bene i soldi che l’Europa mette a disposizione.
Recentemente, proprio la rappresentanza italiana della Commisione Europea ne ha parlato in un evento in Umbria, ma in fondo non se ne discute mai abbastanza.
Chi guarda l’Italia dal grandangolo europeo ha però una visione più chiara della situazione, non foss’altro perché l’Italia, che è il Paese maggiore beneficiario dei fondi post pandemici del Pnrr, è chiamata a fare quel salto di qualità che le permetterebbe di lasciarsi alle spalle il passato.
L’occasione da sfruttare
Nel caso dell’agricoltura poi, sono tante le nuove sfide alle porta proprio grazie ai fondi del Pnrr, ma anche al Fondo di sviluppo rurale.
Camilla Laureti, eurodeputata del Pd, gruppo Socialisti e Democratici e componente della commissione agricoltura a Bruxelles, disegna con CUORREECOMICO il quadro nazionale: “Siamo decisamente sulla giusta strada, deve puntarci e crederci tutto il Paese - sottolinea - Energie rinnovabili e sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale sono la chiave.
Naturalmente l’Europa deve accompagnare ed aiutare questo passaggio, con fondi, opportunità e politiche. Credo che stiamo prendendo il giusto passo, soprattutto per quanto concerne i fondi e le opportunità che ci vengono dal Pnrr.
Non dimentichiamoci poi che questi soldi sono arrivati dopo l’esperienza tragica della pandemia: questa è stata una risposta che l’Europa ha voluto dare, per mostrare di essere vicina ai suoi cittadini”.
Verso una nuova agricoltura
Proprio i giovani sono quelli usciti maggiormente penalizzati dal periodo pandemico. Ma il Pnrr apre spiragli in questo senso: “Il programma Next Generation EU non si chiama così a caso, perché si riferisce al futuro delle prossime generazioni - sottolinea l’esponente dem - Noi siamo nell’anno europeo della gioventù: l’Europa ha da sempre i giovani al centro, ma deve occuparsene sempre di più.
Faccio un esempio: io sono in commissione agricoltura, ed ora è uscito un bando per aiutare l’ingresso nel mondo dell’agricoltura dei giovani fra i 18 ed i 41 anni, fondamentali per attuare la transizione di cui abbiamo bisogno.
I giovani sono fondamentali perché sono impiegati in quei fattori dove si sta attuando la trasformazione, in particolare sul fronte digitale. Sia dal punto di vista dell’agricoltura biologica che da quello della digitalizzazione, i giovani vanno sicuramente meglio ed è su di loro che dobbiamo puntare”.
Riconoscere il cambiamento ed agire
Proprio l’agricoltura, una delle eccellenze e dei punti di forza dell’economia italiana, sconta però alcuni problemi. Il primo su tutti è quello di una mancanza di manodopera che l’approvazione tardiva del Decreto Flussi colmerà soltanto in parte, viste le pastoie burocratiche ancora tutte in piedi - come sottolineato anche dalle associazioni di categoria - Anche su questo fronte, la posizione di Camilla Laureti è chiara: “La mancanza di manodopera qualificata e non è sicuramente un problema sul quale lavorare.
Però secondo me dobbiamo fare delle riflessioni ulteriori. La prima è che molti italiani alcuni lavori non li fanno più e quindi bisogna accogliere e salvaguardare le persone che accettano di fare questi lavori; la seconda è che c’è un ritorno di fiamma dei giovani per l’agricoltura, che va accolto favorevolmente.
Quando notiamo questi spostamenti, dobbiamo agire: ecco perché i giovani vanno assolutamente messi nelle condizioni di poter entrare a pieno titolo nel mondo agricolo. L’agricoltura deve entrare nella fase 4.0 e possono farlo solo i giovani”.
Ma naturalmente non c’è solo l’agricoltura. Il Pnrr è una occasione a tutto tondo anche per la crescita generale dell’economia.
A patto però, come da più parti viene sottolineato, che si viaggi compatti: “Se l’Europa non arriva in ogni territorio, in ogni area interna, è come se non fosse l’Europa che chi crede nell’Europa vorrebbe, non ha basi solide - sottolinea Laureti - La commissaria Ue per le politiche regionali Ferreira sottolinea sempre come l’obiettivo delle politiche di coesione e di tutti i fondi a disposizione è quello di dare servizi simili a ciascun cittadino europeo.
Questo è sempre importante, ma tanto più in questo momento delicato in cui si sta disegnando l’economia del futuro, che passa necessariamente dalla transizione”.
E aggiunge: “In questo c’è anche il ruolo di noi parlamentari europei, che siamo chiamati a non lasciare indietro nessuno. Ecco perché c’è bisogno di lavorare tutti insieme: non solo a livello nazionale, ma anche europeo.
Il fatto che Francia e Spagna ci supportino nella battaglia contro le etichettature è positivo, per esempio: se noi non agiamo come europei di fronte alle tante sfide enormi che abbiamo, non funziona, perché le difficoltà sono tante.
Specificamente, le sfide dell’agricoltura vanno fatte con gli agricoltori, partendo dalle regioni, che sono le antenne che raccolgono i problemi.
Non siamo in una situazione normale e quando non ci sono situazioni normali non si possono utilizzare le politiche normali”.
Le sfide dell’Umbria
L’ultimo pensiero è riservato all’Umbria, terra di origine della parlamentare dem, nativa di Spoleto (Perugia).
Conoscendo bene il territorio, anche per la precedente attività politica e giornalistica locale, Laureti delinea sfide e prospettive per la regione: “L’Umbria è una regione che ha iniziato prima di altre a puntare sulle rinnovabili, penso all’esempio della Novamont e di Catia Bastioli - chiosa - su quello dobbiamo lavorare.
L’Umbria può diventare all’avanguardia su questo fronte. Green deal, farm to fork, biodiversità, energie rinnovabili in questa regione possono essere la chiave per il salto di qualità. Cosa voglio per questa regione?
Che sia connessa. Certamente per le infrastrutture, che sono un problema evidente. Ma anche per le infrastrutture immateriali: abbiamo tutte le opportunità e da tanto tempo, sono la nostra ricchezza e dobbiamo continuare a puntarci”.
Di Emanuele Lombardini
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