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09/02/2023

Le Pmi respirano, scendono le bollette: "Ora aiutare la ripartenza"

Il dato Emerge dal monitoraggio dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle piccole e micro imprese operato da Unioncamere, Borsa merci telematica italiana e Tagliacarne, con il supporto di REF Ricerche, calcolato sulla base dell’ultimo aggiornamento comunicato da Arera del prezzo della materia prima in regime di maggior tutela. Il presidente dell'ente camerale umbro sollecita l'intervento del Governo

Dopo i picchi registrati nei mesi autunnali le bollette per l’energia elettrica delle micro e piccole imprese segneranno -24% nei primi tre mesi del 2023 rispetto all’ultimo trimestre 2022.

Buone notizie anche sul fronte del gas naturale, con una diminuzione stimata del 27% nel mese di gennaio 2023 rispetto a dicembre dello scorso anno (in netta flessione anche il confronto tendenziale con gennaio 2022: -34%).

È quanto emerge dal monitoraggio dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle piccole e micro imprese operato da Unioncamere, Bmti (Borsa merci telematica italiana) e Tagliacarne, con il supporto di Ref Ricerche, calcolato sulla base dell’ultimo aggiornamento comunicato da Arera del prezzo della materia prima in regime di maggior tutela.

Da rilevare che, per quanto riguarda l’energia elettrica, nonostante la flessione le bollette rimangono comunque mediamente più alte di circa il 15% rispetto ai valori di spesa del I trimestre 2022.

Energia elettrica, l’andamento della bolletta per “profili tipo” 

Entrando nel dettaglio dei costi dell’energia elettrica a carico delle micro e piccole imprese, la riduzione nel primo trimestre del 2023 rispetto al quarto trimestre 2022 è accentuata per tutti i profili di impresa analizzati, con punte vicine al -25% per ristoranti e B&B.

Ciò nonostante le bollette rimangono mediamente più alte di circa il +15% rispetto ai valori di spesa del I trimestre 2022, e oltre il doppio della media dell’anno 2021 (+100%).

E rimangono comunque decisamente più elevate rispetto al periodo pre-pandemia, nonostante gli interventi di riduzione degli oneri generali.

Gas, l’andamento della bolletta per “profili tipo”

Forte decrescita anche per le bollette del gas naturale pari, in media, al -27% gennaio 2023 su dicembre 2022, con variazioni massime del -27,7% per il profilo del ristorante.

E risulta in calo anche il confronto tendenziale con gennaio 2022: -34% per la media dei sei profili monitorati. La spesa per la bolletta rimane comunque elevata rispetto al 2021 (+29%).

La forte decrescita nel prezzo della materia prima è dovuta anzitutto al calo degli indici di prezzo all’ingrosso del gas naturale negli ultimi mesi dell’anno rispetto al III trimestre 2022.

Come per l’energia elettrica, anche le bollette del gas naturale rimangono decisamente più elevate rispetto al periodo precedente la pandemia.

Gli elementi che hanno spinto al ribasso

La revisione al ribasso è favorita dalla diminuzione dei prezzi all’ingrosso, con un Pun (Prezzo Unico Nazionale) per l’energia elettrica e un PSV (Punto di Scambio Virtuale) per il gas naturale che si sono pressoché dimezzati negli ultimi mesi dell’anno rispetto al precedente trimestre estivo (-48% e -51%, rispettivamente).

Le ragioni di questo decremento sono da ricercarsi nel livello particolarmente elevato degli stoccaggi di gas, nel decremento della domanda (-9,5% rispetto al 2021) favorito dalle temperature miti e nella proroga delle misure già adottate nei precedenti mesi (in particolare sugli oneri). Permane tuttavia il rischio di ulteriori rincari, principalmente legati all’andamento del conflitto sul suolo ucraino.

Sulla situazione relativa ai costi energetici interviene il presidente dell'ente camerale umbro Giorgio Mencaroni:"La notizia della flessione delle bollette dell’energia elettrica e del gas, dopo i picchi intollerabili del III trimestre dello scorso anno, era attesa ed è decisamente positiva.

Ma non dobbiamo dimenticare che le bollette, sia dell’energia elettrica che del gas, restano di molto superiori a quelle pre-pandemia e che non sono escluse nuove impennate in vista del riavvio degli acquisti di gas per garantire livelli elevati degli stoccaggi.

Questo per dire che il tema del caro energia resta e che deve essere tra i punti prioritari in cima all’agenda del Governo, sia europeo che nazionale. Le Pmi umbre hanno tenuto botta al caro energia oltre ogni previsione, comprimendo fortemente i propri margini. In altre parole hanno lavorato di più per guadagnare meno, al netto di tutto.

L’impatto sulla sospensione delle attività da parte delle imprese, come l’impatto sulle vere e proprie cessazioni aziendali, si è verificato ma è stato inferiore a quello temuto.

Si tratta ora di continuare negli aiuti e di azionare tutte le leve della politica economica per permettere al tessuto produttivo di riuscire ad aumentare i margini e quindi aumentare gli investimenti autofinanziati, ora che il costo de denaro è salito in modo sensibile.

E occorre avere coraggio nell’affrontare un altro grande tema: un drastico taglio del cuneo fiscale che grava sulle retribuzioni dei dipendenti, in molti casi oggettivamente inadeguate".


Redazione Cuoreeconomico
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