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05/05/2023

Leotta (E.ON): “Percorso virtuoso sinergico per affrontare la sfida della transizione”

(Daniela Leotta, Chief Digital & Innovation Officer E.ON in Italia)

La nuova Chief Digital & Innovation Officer di E.ON Italia Leotta, a CUOREECONOMICO: “L’obiettivo è accelerare il processo e vogliamo essere protagonisti. Serve però la collaborazione di tutti: aziende, cittadini e istituzioni. Le comunità energetiche saranno una delle chiavi del futuro. Dal nostro bilancio di sostenibilità emerge chiara la volontà di arrivare alla carbon neutrality entro il 2050. Forte impulso anche a colmare il gender gap”

La transizione ecologica richiede ladozione di una visione olistica, che sappia integrare in modo efficace gli obiettivi ESG nel business aziendale, facendo dialogare in modo proficuo digitalizzazione, tutela ambientale e crescita economica. In questo contesto la sfida, per il comparto delle utility, è quella di riuscire a rivestire un ruolo da protagonista, aprendosi a tutti i nuovi orizzonti legati allautoproduzione e alla generazione distribuita, ma anche alle innovazioni più allavanguardia provenienti dal mondo delle startup.

Su questi punti ruota la visione di E.ON, che ha fatto convergere diverse competenze chiave per operare in un settore energetico sempre più dinamico, nella nuova figura aziendale del Chief Digital & Innovation Officer.

A rivestire questo ruolo - centrale per creare sinergie virtuose tra tecnologie digitali, obiettivi di decarbonizzazione e risultati economici - è Daniela Leotta, entrata allinizio di aprile nel Board of Management di E.ON in Italia, con cui abbiamo approfondito alcuni temi centrali in ambito energia e innovazione.

Tra questi il contributo delle utility nel processo di transizione energetica e digitale del nostro Paese, le opportunità legate allevoluzione del settore energetico verso modelli più flessibili basati su rinnovabili e autoconsumo, ma anche le iniziative messe in atto dal gruppo per andare incontro alle esigenze di risparmio dei consumatori in questa fase di crisi energetica. 

Come le utility stanno affrontando le sfide della transizione ecologica? Qual è il contributo del comparto a questo percorso virtuoso ? Come, nello specifico, i principi della sostenibilità ambientale sono declinati nella visione di E.ON?

La sostenibilità ambientale è un tema sempre più sentito, sia dai clienti del settore residenziale sia da quelli del comparto industriale. Le utility hanno saputo intercettare queste istanze, impegnandosi sempre di più a promuovere modelli di produzione e consumo di energia low carbon.  

E.ON, nello specifico, ha intrapreso ormai da tempo un percorso virtuoso di trasformazione in linea con i principi della transizione ecologica.

Da un lato si punta su un approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili, dall’altro si cerca di fornire un supporto concreto ai clienti nel promuovere l’efficienza energetica. Il tutto senza tralasciare le nuove opportunità dell’autoproduzione di energia. 

Uno dei punti chiave della visione di E.ON è stata la capacità di rendere la sostenibilità, insieme alla digitalizzazione e alla crescita, uno principi cardine della sua strategia aziendale, integrandola in modo capillare nelle diverse attività nel quadro di una visione sinergia e trasversale. 

In Italia questa scelta già da tempo si è tradotta, ad esempio, in un cambio del business model, ormai sempre più incentrato sull’offerta di una serie di servizi ad hoc per affiancare tutte le tipologie di clienti nei loro percorsi di efficientamento energetico. 

La nostra missione è quella di contribuire ad accelerare la transizione ecologica. In quest’ottica va vista, solo per citare un esempio, la scelta di puntare su un approvvigionamento energetico che provenga al 100% da fonti rinnovabili per l’offerta di energia elettrica rivolta al mercato residenziale, ma anche la creazione di green community sui nostri canali digitali, sito e app.

Grazie a strumenti di questo tipo, abbiamo creato uno spazio di confronto con i nostri clienti, favorendo iniziative basate su un approccio sostenibile al consumo energetico.

Questo percorso ha contribuito a far sì che l’anno scorso oltre  55.0000 clienti abbiano effettuato il Green test sui loro consumi energetici, con l’obiettivo di ridurli e limitare il proprio impatto sull’ambiente. 

Un altro aspetto chiave su cui stiamo lavorando è poi l’autoconsumo. Vogliamo cogliere tutte le opportunità legate a questo approccio proattivo alla generazione di energia e a tutti nuovi orizzonti che apre. 

In sostanza il nostro obiettivo è essere attori della transizione energetica, facilitando il più possibile questo percorso virtuoso nel quadro di un approccio olistico e sinergico. Riteniamo, infatti, che i risultati possano essere raggiunti solo attraverso la collaborazione di tutti”.

Attualmente viviamo in una situazione complessa caratterizzata dalla crisi energetica, laumento del costo delle materie prime e laumento dei tassi di interesse dei mutui che sta gravando sulle famiglie. Come cercate di andare incontro alla necessità di risparmio energetico degli utenti ? Come promuovete i paradigmi dellefficienza energetica?

Noi realizziamo diverse iniziative per aiutare concretamente i nostri clienti a promuovere l’efficienza energetica. Ci sono i test sui consumi di cui parlavo prima, al termine dei quali vengono dati consigli pratici su come risparmiare in bolletta.

I clienti sono molto curiosi e noi cerchiamo di puntare sempre di più su questo tipo di comunicazione proattiva con i nostri canali digitali.

Un altro concetto chiave della nostra visione è quello di supportare i clienti in un percorso che abbini risparmio energetico e sostenibilità ambientale, creando quella definiamo una casa del futuro, in cui l’energia da fonti rinnovabili si abbina a tutta una serie di tecnologie digitali di ultima generazione, nel quadro di un approccio globale.

Mi riferisco in particolare a tetti fotovoltaici, pompe di calore, wall box per la ricarica di veicoli elettrici, fino ad arrivare a tutti quei sensori che forniscono dati sul consumo energetico in tempo reale.

Il nostro obiettivo è duplice: da un lato vogliamo rendere il cliente sempre più consapevole dei suoi consumi e degli strumenti a sua disposizione per ridurli il più possibile; dall’altro intendiamo promuovere la visione di un utente sempre più indipendente, puntando su modelli di autoconsumo in cui l’energia prodotta in eccesso può essere immessa in rete e destinata a terzi”.

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Unaltra grande sfida è quella della transizione digitale legata a doppio filo a quella della transizione ecologica. Quale opportunità rappresenta il digitale? Come creare sinergie virtuose tra la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale? Da questo punto di vista come vi state muovendo? Può fare degli esempi concreti ?

La transizione digitale è fondamentale per accelerare il percorso di transizione ecologica. La generazione distribuita infatti richiede modelli operativi più flessibili, dove il valore del dato diventa cruciale.

Nella nostra visione questo cambio di paradigma richiede un adeguamento tecnologico dei sistemi. E’ un argomento che stiamo affrontando con il nostro comparto IT. 

Con la diffusione pervasiva delle rinnovabili diventa infatti importante avere dei sistemi resilienti, che siano in grado di recepire la miriade di nuovi dati attualmente disponibili. 

Faccio un esempio concreto. Per la produzione e la gestione dell’energia da fotovoltaico bisogna arrivare a un livello di dettaglio molto elevato nella gestione dei big data.

Solo così si può operare al meglio negli scambi con le reti, sfruttando il potenziale di questa enorme mole di informazioni per metterla al servizio del risparmio dei consumatori. Il mercato diventerà molto più dinamico e l’analisi dei dati diventerà sempre più importante.

In questo contesto la gestione dei consumi energetici sarà sempre più plasmata sulle necessità degli utenti, in modo da ridurre bollette e impatto ambientale. 

E’ inoltre fondamentale essere consapevoli del fatto che siamo alle porte di una nuova era dell’energia, dove i confini tra consumo e produzione saranno sempre più labili. In questo nuovo scenario l’evoluzione verso le comunità energetiche o il Vehicle to Grid aprirà nuovi orizzonti, in cui l’energia prodotta e non consumata potrà essere fornita alla rete, in un circolo virtuoso che sostituirà un paradigma dicotomico e unidirezionale dell’approccio all’energia. 

Questo ricco ventaglio di opportunità, per essere colto in modo proficuo, ha però bisogno di tecnologie adeguate, che sappiano leggere i dati, importarli, elaborarli, dando un feedback al consumatore.

Questo vale in maniera indistinta sia per i clienti residenziali sia per quelli industriali. Per questo le utility devono attrezzarsi fin da ora”. 

Lei ha menzionato più volte il tema delle comunità energetiche. Può darci qualche dettaglio in più? Quale opportunità rappresentano e come vi state muovendo in questambito?

Dal mio punto di vista le comunità energetiche daranno un grande beneficio, favorendo l’accesso a un'energia verde che potremmo definire “a chilometro zero”. Questo modello di produzione e consumo di energia darà dei vantaggi anche in ambito sociale.

Abbiamo iniziato a lavorare in modo spedito sull’autoconsumo collettivo rivolgendoci ai condomìni. Abbiamo già dieci comunità che hanno sottoscritto il contratto, sono dislocate su tutto il territorio nazionale: dalla Lombardia alla Sicilia,all’ Emilia Romagna al Lazio.

Stiamo inoltre lanciando alcuni progetti pilota con dei clienti Sme, Small and Medium Enterprises. Il prossimo passo probabilmente è dedicarci al comparto della pubblica amministrazione perché anche lì vediamo un  potenziale elevato.

In generale abbiamo intrapreso con entusiasmo questo percorso legato alle comunità energetiche, che spero ci porterà lontano”.

Quale opportunità rappresenta il Pnrr per un Paese allavanguardia?

Riteniamo che il Pnrr sia una grandissima opportunità, soprattutto per quanto riguarda gli ambiti a noi più vicini, ovvero le opere di efficientamento energetico degli immobili (privati ma soprattutto pubblici) e la promozione delle energie rinnovabili.

Il piano rappresenta un’occasione più unica che rara e darà un input al processo di transizione ecologica dell’Italia, supportando i Comuni che spesso non riescono a destinare tutte le risorse che vorrebbero ai progetti green”. 

Quale quadro emerge dal vostro bilancio di sostenibilità?

Abbiamo pubblicato l’ultimo bilancio di sostenibilità l’anno scorso e il prossimo è previsto per giugno.  A livello di Gruppo, abbiamo fissato degli impegni soprattutto per la riduzione della anidride carbonica.

Vorremmo arrivare alla carbon neutrality entro il 2050 e ridurre lo Scope 1 e 2 (emissioni indirette da consumo energetico)  del 75% entro il 2030 , per arrivare a quota zero entro il 2040. 

A livello di Regional Unit italiana, relativamente alle emissioni Scope 1 e 2 e per le attività operative come mobilità interna, fatturazione, back office e servizi IT, all’interno degli obiettivi di gruppo, abbiamo deciso di darci un target migliorativo per raggiungere la Net Zero anidride carbonica al 2030.

Nello specifico, abbiamo dato un incentivo per cambiare la mobilità interna casa-lavoro dei nostri collaboratori, che quindi oggi è praticamente quasi tutta green, e abbiamo dato un forte impulso anche alla digitalizzazione delle fatture e delle nostre bollette, arrivando ad avere, grazie ad azioni mirate, la quasi totalità delle nuove acquisizioni e oltre la metà della base clienti storica con fattura solo digitale.

Altre iniziative riguardano poi la piantumazione di alberi, ma anche attività educative rivolte alle scuole, durante le quali si trasmette alle giovani generazioni l’importanza della tutela del pianeta. 

Naturalmente abbiamo poi anche una serie di iniziative che declinano anche aspetti sociali. Da questo punto di vista favoriamo l’inclusione e contrastiamo il gender gap, valorizzando il lavoro femminile che riteniamo centrale. Abbiamo una roadmap ben definita che ci porterà a ottenere anche la certificazione della parità di genere”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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