sab 14 mar 2026

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“L’Europa ti cambia la vita”: 5,7 miliardi per costruire la Puglia del futuro

Presentata nel foyer del teatro Petruzzelli  di Bari la programmazione regionale dei fondi UE Fesr e Fse+ 2021-2027 della Regione Puglia. Il presidente Emiliano: "I risultati ci confortano, ci incoraggiano ma occorre che contemporaneamente la repubblica italiana ci segua, bisogna che lo Stato e il Governo si rendano conto che le politiche europee sono fondate strutturalmente sulle regioni e non sull’accentramento"

“L’Europa ti cambia la vita”: è stata presentata la programmazione regionale dei fondi UE Fesr e Fse+ 2021-2027.

Il programma mira a favorire lo sviluppo sostenibile del territorio in termini economici, sociali ed ambientali, attraverso l’ampliamento della base produttiva, l’innovazione tecnologica, ambientale e sociale, una maggior attrattività ed apertura internazionale, la riduzione dell’impatto antropico sull’ambiente, l’incremento delle conoscenze dei lavoratori ed un generalizzato miglioramento dei servizi pubblici (risorse idriche, rifiuti, trasporti, istruzione e assistenza socio-sanitaria).

La dotazione

A disposizione ci sono 5,777 miliardi di euro circa, di cui 4,426 per il Fesr e 1,150 per il Fse, tra quote pubbliche e comunitarie.

Saranno 5 gli obiettivi di policy (OP): 1) competitività e innovazione, 2) economia verde e mobilità urbana e sostenibile, 3) trasporti, 4) occupazione, istruzione, formazione, occupazione giovanile, welfare e salute, 5) sviluppo territoriale e urbano.

Le linee programmatiche sono state condivise dalla Regione con i rappresentanti istituzionali e con il partenariato sociale ed economico e del mondo delle università.

Per la Commissione Europea, erano presenti Chiara Zingaretti e Francesco De Rose, della DG Regio UE e Michele Sartorello, della DG Empl UE.

L'evento di Bari

I panel coordinati da Antonio Stornaiolo hanno riguardato: sul futuro del territorio alla luce delle opportunità offerte dalle risorse europee con cui la Puglia creerà strumenti ad hoc per sostenere persone, imprese ed enti: imprese e innovazione, inclusione e pari opportunità, accessibilità e transizione ecologica, lavoro, conoscenza e saperi.

L’iniziativa, che si è tenuta nel foyer del Teatro Petruzzelli di Bari e che sarà riproposta nelle altre province, è stata curata dalla struttura speciale Attuazione del Por, guidata da Pasquale Orlando in collaborazione con la struttura speciale Comunicazione Istituzionale, guidata da Rocco De Franchi.

Le dichiarazioni

Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “Stiamo facendo il nostro dovere nei confronti delle giovani generazioni, nei confronti del grande problema della parità tra uomo e donna, nel superamento della differenza di sviluppo tra nord e sud in Italia, anche tra il nord e sud d’Europa.

Queste sono giornate di verifica di quello che abbiamo messo in campo con i fondi europei. Tutto funziona adeguatamente, i risultati ci confortano, ci incoraggiano ma occorre che contemporaneamente la repubblica italiana ci segua, bisogna che lo Stato e il Governo si rendano conto che le politiche europee sono fondate strutturalmente sulle regioni e non sull’accentramento che si sta realizzando o che si si sta tentando di realizzare da parte del Governo tutto in capo alla presidenza del Consiglio dei Ministri, tutto in capo al ministro Fitto di tutte le linee di finanziamento dal Pnrr all’Fsc, ai fondi europei regionali.

Per questo siamo preoccupati, perché un lavoro che la Puglia e l’Unione europea hanno fatto con risultati straordinari, rischia di saltare per aria se non ci si rende conto che questa complessità non può essere risolta con l’accentramento, ma anzi con la sussidiarietà, stabilendo chi fa cosa, come, quando, con quale logica e soprattutto collaborando, come dice la Costituzione, con lealtà”.

Alessandro Delli Noci, assessore allo Sviluppo Economico: Ci saranno novità importanti. Innanzitutto in tutti i grandi investimenti che ci saranno, avremo l’obbligo del coinvolgimento delle PMI, quindi una sinergia tra le grandi imprese e la spina dorsale del nostro tessuto imprenditoriale.

L’altra grande novità è l’investimento sulla sostenibilità in maniera forte e decisa. Non solo con una grande dotazione economica e finanziaria, e quindi il tema della transizione energetica p al centro della nostra agenda che si costruisce attraverso una politica industriale.

Sempre grande attenzione alla ricerca e all’innovazione, agli strumenti di ingegneria finanziaria che consentiranno di strutturare le garanzie per i più piccoli.

Grande accelerazione sul tema del digitale per far sì che nessuno resti indietro, e dunque il supporto al digital divide, al rapporto tra chi conosce la tecnologia e chi meno. Attenzione al tema della rigenerazione urbana legata ai profili turistici.

Abbiamo già avviato i primi fondi legati alle startup. Chiudo nella speranza che venga sbloccato il fondo di sviluppo e coesione. Per noi oggi è assolutamente prioritario per completare il tema dell’attivazione dello sviluppo delle grandi imprese.

È fondamentale sul tema della trasformazione agricola, che non vogliamo più delegare ad altri territori, e che si deve inserire in un tema di politica industriale territoriale".

(Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia)

Raffaele Piemontese, vicepresidente e assessore alla Programmazione:

"Questa è un’occasione storica, per la Puglia e per l’Italia, perché siamo in una fase in cui abbiamo tantissime risorse a disposizione per fare in modo che la vita reale dei pugliesi possa cambiare in meglio. 

L’occasione è storica perché il programma regionale che dispone dei fondi europei del ciclo 2021-2027 si svolgerà mentre devono realizzarsi anche gli investimenti del PNRR: la combinazione di fondi europei e Pnrr significa disporre di un ammontare complessivo che arriva poco sotto i 15 miliardi di euro.

Gli obiettivi fondamentali che ci muovono sono la creazione di lavoro buono e stabile e lo sviluppo rispettoso dei limiti del pianeta. 

Abbiamo gestito la 2014-2020 ottimamente, come ha riconosciuto la Commissione europea e come hanno rilevato soggetti “terzi” come la Banca d’Italia o organismi internazionali che misurano il credito delle istituzioni e l’efficacia delle loro politiche.

Siamo riusciti a rimanere la Puglia che l’Italia e il mondo hanno imparato a conoscere anche attraversando la più grave crisi economica e sociale dopo la seconda guerra mondiale: quella determinata dalla pandemia, come ho ricordato ieri aprendo il Comitato di Sorveglianza del POR 2021-2027, osservando che proprio un 9 marzo di tre anni fa, il Governo disponeva il lockdown dell’Italia, una misura senza precedenti per la quale non avevamo neanche una parola adeguata nel nostro vocabolario corrente".

Redazione Cuoreeconomico
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