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03/06/2024

L’Imprenditoria oggi nel ritratto di Guadagnuolo ad Adriano Olivetti, un modello di promozione umana

Dopo la mostra di Francesco Guadagnuolo aperta venerdì 24 maggio presso le Generali di Aprilia, dove l’artista ha affrontato alcune tematiche sul clima e sull’economia circolare e il tema dell’imprenditoria, così è nato il suo contributo artistico con il ritratto dedicato ad Adriano Olivetti, detto il rivoluzionario nel pensare ad una nuova impresa

Adriano Olivetti imprenditore esperto nell’equilibrare tecnica e mutamento ed accuratezza del design, con una particolare attenzione alla qualità della vita dei suoi lavoratori. Nella sua fabbrica si producevano oggetti meccanici come le macchine da scrivere, od oggetti elettronici come calcolatrici o parti di computer. 

Ecco distinguersi il suo servizio comunitario, la sua disposizione del progetto lavorativo olivettiano: la responsabilità ricorrente a rendere migliore oltre il lavoro in fabbrica, la salute del lavoratore. 

É proprio nel modello di Olivetti che possiamo identificare una nuova strada possibile da muoversi nell’innovazione imprenditoriale, che poi facilita anche l’economia italiana e la produzione, allargandosi in tutto il mondo finanziario.

Il Maestro Guadagnuolo ha pensato che debba esserci oggi un modello Olivetti che deve esprimere un bene vitale per la nascente imprenditoria italiana che possa confrontarsi alle imprese con idee cosmopolite.

Olivetti diventa così la chiave di lettura per tutti i giovani che sognano di fare gli imprenditori. Tanto più se si pensa all’opera che ha realizzato l’artista per restituire l’aspetto singolare del sapiente Ingegnere Adriano Olivetti.

Il ritratto (tecnica mista e collage) si estende in maniera verticale, dove in basso si vede la figura di Adriano Olivetti, in esso traspira tutta la sua umanità, in alto la celebre macchina da scrivere “Lettera 22”, esposta al Museum of Modern Art di New York, come fosse un vero manufatto d’arte.

Il collage mi ha consentito di unire pittura ed apporto tecnologico-lavorativo e di scoprire una sintesi artistica nell’opportunità di avviare una comunicazione tra arte lavoro e tecnologia – afferma il Maestro – I colori che ho usato nel ritratto di Olivetti vanno dai blu oltremare ai rossi carminio che si fondono ai grigi evocando la natura e il rispetto che egli aveva nei confronti dell’ambiente circostante in un periodo tra il ‘50 e il ‘60 quell’intramontabile decennio storico del marchio Olivetti”.

Redazione Cuoreeconomico
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