Manovra in deficit e niente soldi al fondo per taglio delle tasse

La nota di aggiornamento alla legge di Bilancio, il ministro Giorgetti: "Situazione economica delicata, serve prudenza". Tra le emergenze c'è sicuramente quella di garantire la sostenibilità del debito, che nello scenario tendenziale è destinato a restare sopra il 140 percento del Pil fino a tutto il 202Riguardo al fondo, si sottolinea che i soldi sono già stati usati
"La situazione economica è "più delicata" del previsto. La crescita ha invertito la rotta e sui conti pubblici pesano la zavorra del Superbonus e l'effetto dei tassi. E' questo scenario in cui si muove il governo alle prese con la manovra.
Un sentiero stretto, che richiede "scelte difficili", mette le mani avanti il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. E sotto lo sguardo dell'Europa e dei mercati, fissa i prossimi obiettivi di finanza pubblica confermando la linea della "prudenza".
A tradurre in numeri le intenzioni dell'esecutivo è la Nota di aggiornamento al Def approvata mercoledì scorso e trasmessa al Parlamento. Il documento fissa i nuovi obiettivi di indebitamento, che "assicurano la progressiva riduzione dell'indebitamento netto strutturale" e liberano spazi in deficit per complessivi 23,5 miliardi in tre anni.
In particolare spuntano per quest'anno 3,2 miliardi (lo 0,1 tra il 5,3 percento del deficit programmatico e i 5,2 del tendenziale) che finiranno in un decreto e destinati al conguaglio anticipato dell'adeguamento Istat per le pensioni 2024, misure per il personale della pubblica amministrazione. e alla gestione dei flussi migratori.
Mentre gli 0,7 punti tra il deficit programmatico e tendenziale 2024 (rispettivamente 4,3 percento e 3,6) si tradurranno in un tesoretto di 15,7 miliardi per la manovra 2024.
Più deficit che, spiega il governo nella Relazione con cui chiede al Parlamento di autorizzare il ricorso all'indebitamento, è necessario per "intervenire per ridare slancio all'economia e assicurarle un maggiore grado di resilienza".
Le emergenze da risolvere
Tra le emergenze c'è sicuramente quella di garantire la sostenibilità del debito, che nello scenario tendenziale è destinato a restare sopra il 140 percento del Pil fino a tutto il 2026: per mitigare questa situazione, "il nuovo scenario programmatico prevede proventi da dismissioni pari ad almeno l'1 percento del Pil" (che corrispondono a circa 20 miliardi) nel 2024-2026, conferma il ministro: che pensa a dismissioni di partecipazioni societarie su cui ci sono già impegni con l'Ue (probabilmente Mps), oppure di quote da limare.
Nei nuovi obiettivi di deficit, su cui pesa la revisione al rialzo dell'impatto di bilancio dei crediti d'imposta legati al Superbonus (1,1percento del Pil), si fissa la discesa sotto il 3 percento solo nel 2026.
Il rapporto debito/Pil dello scenario programmatico segue un "profilo di lieve discesa", fino a raggiungere il 139,6 per cento nel 2026: i cali maggiori sono rimandati a dopo quella data.
Mentre la pressione fiscale dovrebbe scendere al 42,5 percento quest'anno, per poi continuare a calare di circa 0,2 punti percentuali del Pil in media all'anno e scendere sotto il 42 percento solo nel 2026 (al 41,8).
Prevalenza di rischi al ribasso e niente tagli a tasse
Sul quadro tendenziale arriva la validazione dell'Ufficio parlamentare di bilancio, che però evidenzia "un'incertezza molto ampia" sulle stime e "rileva la prevalenza di rischi al ribasso". Il giudizio sul quadro programmatico, che incorpora gli effetti della manovra, arriverà invece nel corso della consueta audizione parlamentare.
Un'altro dato che emerge è che per quest'anno non ci saranno risorse al Fondo per la riduzione della pressione fiscale. Gli introiti destinati al Fondo, alimentato dalle risorse stimate come maggiori entrate permanenti derivanti dal miglioramento dell'adempimento spontaneo, sono infatti già stati usati.
Da qualche anno il Fondo viene alimentato con le sole entrate generate dal miglioramento dell'adempimento spontaneo dei contribuenti, la cosiddetta 'tax compliance'. Proprio la tax compliance ha generato un gettito di 235 milioni.
Ma "circa 1,2 miliardi, stimati ex-ante come effetto di miglioramento della tax compliance a seguito dell'introduzione nel 2020 dell'obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, delle disposizioni di prevenzione delle frodi nel settore della commercializzazione e distribuzione dei carburanti e del contrasto alle frodi Iva sulle auto, sono stati già impiegati a copertura delle manovre di finanza pubblica".
"Pertanto - si aggiunge -, la variazione netta della tax compliance, potenzialmente da destinare al Fondo, risulta negativa di circa un miliardo".
Redazione Cuoreeconomico
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