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25/10/2023

Manovra: le misure per le imprese e i principali provvedimenti

Ecco quanto emerge dalla bozza della Legge di Bilancio pronta ad arrivare alle Camere. Fra le misure la proroga del taglio al cuneo fiscale, la modifica dei fringe benefits e la detassazione sui premi di risultato. Tagli a comuni e regioni. Sbarra (Cisl): "Governo renda subito disponibile Ddl Bilancio"

Presentata la bozza della Manovra 2023 approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 ottobre scorso. Fra le misure che riguardano le imprese la conferma del taglio del cuneo fiscale rifinanziato solo per il 2024.

"In via eccezionale, - si legge nel provvedimento - per i periodi di paga dal primo gennaio al 31 dicembre 2024, per i rapporti di lavoro dipendente, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è riconosciuto, un esonero, senza effetti sul rateo di tredicesima, sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 6 punti percentuali a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima.

L’esonero è incrementato, senza effetti sul rateo di tredicesima, di un ulteriore punto percentuale con retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non superiore all’importo mensile di 1.923 euro, maggiorato del rateo di tredicesima".

Su questo tema è intervenuto Luigi Sbarra, segretario della Cisl: "Lo ‘sbandamento’ di del Governo sul cuneo contributivo in Manovra, con l’ipotesi di una forte riduzione dei tagli tra 15 e 35.000 euro di reddito, non ci è piaciuto per niente”. 

La questione, ora rientrata e tornata alla formula del 2023 grazie all’intervento diretto della Cisl, desta comunque preoccupazione. Non vorremmo, infatti, che lo stesso metodo fosse utilizzato anche in altre materie, con modifiche tanto rilevanti quanto arbitrarie, scomposte, in netta contraddizione con quanto negoziato con il sindacato e annunciato dallo stesso Governo in conferenza stampa e nelle sue comunicazioni ufficiali.

Sia ben chiaro già da ora che se l’Esecutivo intende spezzare gli affidamenti sociali, la mobilitazione della Cisl non si farà attendere.  Diventa ancora più importante, a questo punto, analizzare e avere accesso al testo definitivo del Ddl Bilancio

Chiediamo al Governo di renderlo subito disponibile per scongiurare altri ‘incidenti di percorso’ che finirebbero per logorare le buone relazioni sindacali e farebbero molto male al Paese”, – ha detto ribadendo: “Leggeremo i testi della manovra ed esprimeremo il nostro giudizio squisitamente sindacale senza sconti o lenti distorsive dell’ideologia. Andremo avanti esercitando fino in fondo la responsabilità di un sindacato libero, autonomo, pragmatico, riformista”.

Riforma delle garanzie Sace e obbligo polizza contro catasfrofi

Arriva anche la riforma delle garanzie Sace per consentire a fondi anche esteri di investire nelle infrastrutture e per il Green. Sace può assumere impegni fino a 60 miliardi, la copertura per il 2024 è di 3 mld. Queste garanzie in vigore fino al 2029

Prevista anche l’introduzione a carico delle imprese dell’obbligo di stipulare entro il 2024 polizze contro i danno catastrofali. Sono previsti incentivi pubblici. Chi non la stipula rischia multa fino a un milione. Sono introdotte garanzie Sace per fare da riassicurazione su queste polizze nei confronti delle assicurazioni. È introdotto anche il fondo di garanzia obbligatoria per le assicurazioni vita: è come il fondo per le crisi bancarie.

La Zes Unica

Previsto finanziamento per il credito d’imposta nella Zona economica speciale del Sud. Si tratta 1,8 miliardi per investimenti effettuati dal 1 gennaio al 15 novembre 2024. La norma sostituisce quella attualmente inclusa nel decreto Sud all’esame della Camera.

La soglia minima di investimento ammissibile resta fissata al 200mila euro.In materia di politiche per le imprese, entrano anche i rifinanziamenti per i contratti di sviluppo (190 milioni per il 2024 e 210 per il 2025), per la Nuova Sabatini (100 milioni per il 2024) e per il Fondo crescita sostenibile (110 milioni per il 2024 e 220 per il 2025)

Detassazione sui premi di risultato e modifica frige benefits

Per i premi e le somme erogati nell’anno 2024, l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività è ridotta al 5 percento.

Inoltre per il 2024 la soglia di esenzionefiscale dei fringe benefit (pari a 258 euro) viene portata a 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti e a 2.000 euro per quelli con figli fiscalmente a carico, "compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, i figli adottivi o affidati".

Da una parte vengono favoriti indistintamente tutti i lavoratori, dall'altra viene ridimensionato l'incremento deciso con il decreto del primo maggio che, per i lavoratori con figli, ha portato il tetto esentasse a 3.000 euro.

LE ALTRE PRINCIPALI MISURE

Pensioni: rivalutazioni e taglio

Sul fronte pensioni per la fascia tra 4 e 5 volte il minimo (quest’ultimo pari a 563,74 euro) l’indicizzazione sale dall’85 al 90 percento, mentre viene tagliata di 10 punti dal 32 al 22 per quella sopra 10 volte il minimo (le pensioni più alte). Previsto l’adeguamento pieno all’inflazione per le pensioni fino a 4 volte il minimo. Le donne possono uscire con la nuova Ape allargata con 35 anni di contributi e 61 anni d’età che scendono a 60 con 1 figlio e 59 con più figli.

Per i lavoratori che hanno cominciato a versare contributi dal 1996 sale l’importo minimo maturato necessario per poter accedere alla pensione tre anni prima dell’età di vecchiaia. La soglia - secondo quanto prevede la bozza della manovra - a fronte di almeno 20 anni di contributi versati sale da 2,8 a 3,3 volte l’assegno sociale.

In pratica, secondo i valori riferiti al 2023 da 1.409 euro a 1.660. Salta invece il limite di 1,5 volte l’assegno sociale per l’accesso alla pensione a 67 anni una volta raggiunti i 20 anni di contributi. Basterà avere raggiunto l’importo dell’assegno sociale (503,27 euro nel 2023).

Quota 104 con penalizzazione e Ape Sociale

Viene varata la cosiddetta quota 104 ’penalizzata’ per la pensione anticipata con almeno 63 anni di età (erano 62 nel 2023) e 41 anni di contributi: secondo la bozza della manovra chi deciderà di accedere alla pensione con questo strumento avrà una riduzione dell’importo relativo alla quota retributiva legato all’età di uscita.

La manovra inoltre allunga la durata delle finestre, ovvero il tempo da attendere per avere la pensione una volta raggiunti i requisiti, da tre a sei mesi per il settore privato e da sei a nove mesi per il settore pubblico.

Sarà possibile accedere all’Ape sociale ancora per tutto il 2024.  Per i disoccupati, le persone con invalidità almeno del 74 percento , i lavoratori impegnati in attività gravose e i lavoratori che assistono persone con handicap in situazione di gravità si potrà accedere allo strumento con almeno 63 anni e cinque mesi.

L’autorizzazione di spesa aumenta di 85 milioni per il 2024, di 168 milioni per il 2025, di 127 milioni per il 2026. Se la bozza venisse confermata nella versione definitiva del ddl non aumenteranno quindi gli anni necessari per accedere allo strumento.

Le misure per le mamme

Uno sgravio contributivo al “100 percento” fino comunque a un “massimo di 3000 euro annui”, senza limiti di reddito, quindi per tutte le lavoratrici madri a esclusione del «lavoro domestico»: è quello previsto nella bozza della manovra tra le misure per favorire la natalità.

Lo sconto sui contributi per la quota a carico del lavoratore dipendente è legato al numero di figli: per le mamme con due figli dura fino ai 10 anni del bimbo più piccolo, per chi ne ha tre lo sconto sui contributi dura più a lungo, fino ai 18 anni del figlio più piccolo.

Arriva l’incremento del bonus per pagare le rette agli asili nido pubblici e privati. Ma è destinato solo ai secondi figli nati dal primo gennaio 2024 in nuclei con già un minore under 10 e un tetto Isee di massimo 40.000 euro.

Lo prevede una bozza della manovra. E’ “elevato a 2.100 euro” l’incremento introdotto nel 2020 che ha innalzato da 1.500 euro a un massimo di 3.000 euro l’attuale beneficio.

Niente più Iva al 5 percento però per i prodotti per l’infanzia e per la cosiddetta tampon tax: la bozza della manovra prevede infatti che latte in polvere e preparazioni per l’alimentazione dei bimbi, così come assorbenti, tamponi e coppette mestruali, passino tra i prodotti soggetti all’Iva al 10 percento.

Confermato il congelamento per altri sei mesi, fino a fine giugno, di plastic e sugar tax. Le due imposte, introdotte con la manovra per il 2020 e mai entrate in vigore, dovrebbero quindi scattare dal 1 luglio 2024, salvo ulteriori interventi.

La pubblica amministrazione

Nuove risorse pari a 8 miliardi in due anni per la nuova tornata 2022-24 di rinnovi contrattuali della pubblica amministrazione. Lo prevede la bozza della manovra, in base alla quale gli oneri a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva vengono incrementati di 3 miliardi per il 2024 e 5 miliardi per il 2025.

Inoltre dal primo gennaio 2024 l’anticipo da erogare è incrementato di 6,7 volte l’indennità di vacanza contrattuale. Tale importo incrementale, per l’anno 2024, è scomputato per il personale a tempo indeterminato che lo ha già percepito nel 2023.

Rifinanziato il contributo straordinario per bonus elettrico

Con il via libera alla manovra, arriva il rifinanziamento del contributo straordinario per i titolari del bonus elettrico. Stando alla bozza del provvedimento, è previsto uno stanziamento di 400 milioni per estendere l’agevolazione anche al primo trimestre 2024.

Il beneficio, vale la pena di ricordarlo, riguarda oltre 4 milioni di famiglie e ha sostituito il bonus riscaldamento che era stato approvato nei mesi scorsi, ma la sua applicazione è stata bloccata dall’eccessiva farraginosità del meccanismo

Spending review  per Comuni e Regioni

Arriva poi una sforbiciata ai conti degli enti locali per contribuire alla spending review: secondo quanto si legge nella bozza della manovra le Regioni sono chiamate a un taglio da 350 milioni l’anno (escluse le voci diritti sociali e salute), i sindaci dovranno ridurre le spese dei comuni di 200 milioni l’anno mentre le province di 50 milioni. Tra le voci del capitolo revisione della spesa anche “misure per il turnover” che non sono però ancora declinate.

Turismo, detassazione per notturni e festivi

Dal 1° gennaio al 30 giugno 2023 i dipendenti del settore turistico potranno contare sulla detassazione (pari al 15%) del loro salario relativa al lavoro notturno e agli straordinari nei giorni festivi. L’agevolazione è riservata ai dipendenti con un reddito fino a 40mila euro nel 2023. Una misura che, nelle intenzioni del governo, deve garantire la stabilità occupazionale e sopperire all’eccezionale mancanza di offerta di lavoro nel settore turistico, ricettivo e termale.

Proroga sgravi mutui prima casa giovani

Le agevolazioni per i mutui prima casa, concessi ai giovani under 36, sono prorogate fino al 31 dicembre 2024. Lo stabilisce la bozza della Manovra approvata la scorsa settimana dal Governo. Al Fondo di garanzia per la prima casa sono perciò assegnati ulteriori 282 milioni per l’anno 2024.

Caro materiali, proroga di un anno

Aumenta di 200 milioni la dotazione prevista dal Dl Aiuti per fare fronte da parte delle imprese di costruzioni al caro-materiali che viene prorogata al 31 dicembre 2024. La bozza della legge di bilancio lo prevede all’articolo 58 stanziando 700 milioni per il prossimo anno invece dei 500 previsti e prevedendo altro 100 milioni per il 2025. La norma era in scadenza alla fine dell’anno e aveva stanziato per il 2023 1,1 miliardi di euro.

Tesoretto da 200 milioni in due anni per le modifiche

Duecento milioni in due anni, nel 2024 e nel 2025, per finanziare il Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili. Lo prevede un articolo della bozza della manovra. Si tratta di un Fondo che tradizionalmente viene utilizzato per finanziare le modifiche approvate nel corso dell’esame parlamentare della legge di bilancio, il cosiddetto “tesoretto”.

Redazione Cuoreeconomico
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