Marche, manifattura ancora in flessione. Dalla Regione bando per rafforzare filiere

(Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche)
Il dato dell’osservatorio di Confindustria Marche segnala una discesa del 4,4 percento sul fronte della produzione e di oltre 5 punti nelle vendite. Il presidente Cardinali: “Incertezza e crisi internazionali si riflettono sull’industria locale”. Soffre anche il commercio. La Regione prova a rispondere con un bando destinato alla creazione di nuove infrastrutture locali per lo sviluppo imprenditoriale
L’industria manifatturiera delle Marche chiude il 2023 con attività produttiva e commerciale in calo rispetto ai livelli rilevati nello stesso periodo del 2022. Secondo i risultati dell'Indagine Trimestrale condotta dal Centro Studi “Giuseppe Guzzini” di Confindustria Marche, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, nel trimestre ottobre-dicembre 2023 la produzione industriale ha registrato una flessione del 4,4 percento su base tendenziale, risultato in linea - anche se più debole – con quello osservato a livello nazionale (-3 percento).
In calo l'attività commerciale complessiva: le vendite in termini reali registrano una flessione del 5,1 percento rispetto allo stesso periodo del 2022, con una contrazione sul mercato interno e una sostanziale stabilità su quello estero. In calo del 12,6 le vendite sul mercato interno rispetto al quarto trimestre 2022, con risultati negativi per tutti i settori. Recuperano moderatamente le vendite sull'estero (0,7) rispetto al quarto trimestre 2022.
Positiva la dinamica per l’alimentare, i mezzi di trasposto, la chimica e la farmaceutica. Stazionarie o in calo le vendite per tutti gli altri settori. Nella media del trimestre ottobre-dicembre 2023, i livelli occupazionali sono diminuiti (-0,4).
L’allarme di Confindustria Marche
“I risultati dei principali settori – sottolinea il presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali – confermano le progressive criticità dei trimestri precedenti. Come per l’industria nazionale, che ha chiuso il quarto trimestre 2023 con un sensibile rallentamento (-3 percento), anche l’industria regionale soffre il permanere di crisi pregresse e l’apertura di nuovi fronti di instabilità.
Tuttavia, il quadro di incertezza che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2023 sembra migliorare nelle dichiarazioni degli operatori. Seppur ancora in campo negativo, le prospettive per i primi mesi del 2024 sono moderatamente ottimistiche, specie con riguardo ai mercati esteri.
Tuttavia, resta un trend diverso relativamente agli scambi extra Ue (approvvigionamenti e vendite extra), con costi di trasporto e assicurativi in aumento, anche a seguito dei recenti sviluppi della guerra nel Mar Rosso.
Restano infine bassi - ha concluso Cardinali – i livelli di investimento, frenati dal permanere del clima di incertezza ereditato dall’anno passato”.
L’indebitamento e la riduzione del potere di acquisto
Un quadro difficile, complesso, quello dell’economia marchigiana, che ESG e CUOREECONOMICO affronteranno il 25 Marzo nel GLOCAL ECONOMIC FOCUS 2024.
Fra i primi settori che avevano lanciato l’allarme c’era quello della moda, che nelle Marche ha alcuni distretti di eccellenza. L’aveva fatto Cna con la presidente del settore Doriana Marini che non più tardi di qualche settimana fa segnalava la difficoltà di molte imprese, fortemente indebitate dopo il Covid a ripartire.
Ma anche il mondo del commercio, in particolare quello al dettaglio, non aveva mancato di segnalare come l’inflazione abbia assestato un colpo durissimo alle imprese e ad un settore che dipende forse più di altri dal potere d’acquisto dei cittadini: “In questi mesi abbiamo riscontrato un forte impoverimento dei clienti, al quale ha contribuito l’aumento del costo del denaro”, aveva detto proprio a noi Sandro Assenti, presidente di Confesercenti.
(Andrea Maria Antonini, Assessore allo Sviluppo economico Regione Marche)
La sfida della Regione
La Regione Marche, intanto, ha varato proprio in questi giorni un bando volto alla creazione di nuove infrastrutture locali per lo sviluppo imprenditoriale
Lo scopo è quello di rinnovare e rafforzare le filiere produttive regionali e fornire ai giovani spazi dove condividere le proprie competenze, le proprie idee fino a trasformarle in nuove realtà imprenditoriali.
Il bando ha una dotazione di 7 milioni con fondi Pr Fesr 2021-2027
Le risorse disponibili sono destinate a sostenere l’avvio o il potenziamento di infrastrutture locali rivolte a promuovere ed accompagnare la generazione di nuove iniziative imprenditoriali o di lavoro autonomo ad alto contenuto di competenza innovativa e creativa, offrendo ai giovani, in particolare, una prospettiva che possa evitarne la migrazione verso regioni italiane ed europee più competitive.
“Si tratta di un’iniziativa – afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Andrea Maria Antonini – che vuole ‘scovare’ e valorizzare le energie positive sparse sul territorio per rigenerare il nostro tessuto imprenditoriale in una società in continuo cambiamento”.
“E’ un’occasione – continua l’assessore – per i giovani, diplomati o laureati, e per tutte le altre persone interessate a valorizzare le loro competenze in campo industriale, artigianale o nei servizi e tradurle in nuove iniziative individuali o in società”.
“Si potranno sperimentare – spiega Antonini – sia nuovi prodotti e servizi improntati ai nuovi concetti di sostenibilità e di benessere, o improntati a nuovi approcci legati ai più avanzati sviluppi delle tecnologie digitali e alle soluzioni creative, sia nuovi modelli di business e di accostamento al mercato.
Non perseguiamo solo l’obiettivo della competitività e dell’innovazione ma anche quello di rivitalizzare il territorio anche nei piccoli centri, favorendo la contaminazione tra competenze tradizionali e competenze innovative, tra esperienze mature e nuove visioni di imprenditorialità”.
La Regione Marche sosterrà sia gli investimenti materiali e immateriali per realizzare o migliorare e ampliare le strutture, con le loro dotazioni tecniche e funzionali, sia l’avvio delle attività e dei servizi, la comunicazione, la gestione.
Le strutture potranno avere diverse caratterizzazioni: coworking, hub tecnologico, fablab, spazio creativo, laboratorio aperto, business factory, incubatore/acceleratore.
Il contributo erogato sarà del 50 percento sia per gli investimenti che per l’avvio al funzionamento, con una leggera maggiorazione per gli investimenti nelle aree di crisi rientranti nella carta degli aiuti dell’Unione Europea, dove saranno del 55 percento. Le domande si potranno presentare dall’11 marzo all’11 giugno 2024.
Redazione Cuoreeconomico
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