Mari (GBC Italia): «Circular design e riutilizzo di materiali per un’edilizia sostenibile»

(Marco Mari, GBC Italia)
Il 1 ottobre a Milano la PreCop26. Il presidente della Green Building Council Italia: «Presentiamo un manifesto per la decarbonizzazione del costruito. Il caro energia e materie prime? Fonti rinnovabili e cementi da macerie»
L’Italia è tra i primi in Europa nel settore privato quando si parla di edilizia sostenibile misurata e certificata secondo protocolli energetico-ambientali.
Questo grazie anche alla azione di sensibilizzazione della associazione Green Building Council Italia.
Ora la partita sul lato della edilizia pubblica potrà dare un ulteriore impulso alla transizione ecologica accettando le opportunità e i processi di rendicontazione ambientale che l’Europa ci richiede per la rigenerazione urbana e per la Qualità dell’Abitare.
CUOREECONOMICO ne ha parlato con Marco Mari, presidente della associazione Green Building Council Italia (GBC Italia) alla vigilia dell’evento del 1 ottobre.
A due mesi da COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a novembre a Glasgow, il Green Building Council Italia organizza, in occasione della conferenza preparatoria (PreCOP26) di Milano, una giornata di dibattito e di confronto sul ruolo del mondo delle costruzioni e dell’immobiliare nelle politiche per il contrasto al riscaldamento globale.
«Vogliamo riaprire aprire un focus sul tema dell’edilizia e dell’immobiliare – spiega Mari – La trasformazione edilizia e dell’ambiente costruito devono andare sempre di più in direzione della sostenibilità.
La prima parte della giornata sarà dedicata alla Policy road map, destinata agli interlocutori istituzionali e di mercato per parlare di una transizione resiliente, sostenibile e salubre m che terminerà con la presentazione del manifesto “Driving change”.
La seconda sessione verrà dedicata alla leadership italiana in tema di edilizia sostenibile una riflessione sulle eccellenze che il nostro Paese esprime che culminerà con la premiazione dei “GBC Italia Awards” e con la presentazione Libro GBC Italia “Green Buildings in Italy - I progetti Green certificati in Italia” a cura di Giuliano Dall’O’.
Il settore dell’edilizia è responsabile dell’emissione di circa il 39% delle emissioni globali di CO2, di cui il 10% è rappresentato dalle emissioni di CO2 “incorporate” (embodied) nei materiali e nei processi di costruzione durante l’intero ciclo di vita dell’edificio.
«La neutralità climatica e l’aumento delle capacità di resilienza e salubrità dell’ambiente costruito, gioca un ruolo chiave nella lotta alla crisi climatica e altri la piena realizzazione di una transizione ecologica equa, sostenibile e inclusiva.
Per rispondere alla crisi climatica ed ecologica l’industria italiana delle costruzioni deve essere pronta a guidare la politica verso azioni e impegni chiari, misurabili e capaci di spingere il nostro Paese verso una decisa transizione del settore in dizione della sostenibilità».
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In questo senso verrà presentato il manifesto di GBC Italia per COP26. «L’obiettivo è una decarbonizzazione del costruito attraverso la circolarità del settore delle costruzioni minimizzando gli impatti sull’ambiente.
Il tutto rispettando i valori culturali della nostra storia, mettendo sempre al centro la persona».
La partita della rigenerazione urbana offre un’opportunità unica, ma il caro materie prime e i prezzi dell’energia potrebbero frenare la rincorsa.
«Il fatto che l’energia costi cara chiarisce ancora una volta che occorre accelerare sulla transizione ecologica - conclude Mari - in tal senso dobbiamo maggiormente attrezzarci al fine di avere edifici con una minore domanda di energia primaria e al contempo aumentare lo sforzo verso l’utilizzo di fonti rinnovabili oltre che a nuovi modelli basati sul concetto di prosumer, come le comunità energetiche.
Quanto ai prezzi delle materie prime in costante aumento, serve ricordare che l’edilizia consuma oltre il 30% delle materie prime e produce oltre il 40% di rifiuti e scarti.
A tal fine un primo aspetto da considerare è quello di incentivare la logica del circular design, ovvero progettare edifici che possano essere smantellati e riutilizzati a fine ciclo.
Una seconda necessità è quella di avere un settore delle costruzioni che punti maggiormente alla circolarità, sia nel riuso degli edifici, sia nella componente circolare dei prodotti, come ad esempio la materia prima-seconda per la realizzazione di cementi o di altre tipologie di prodotti.
Introdurre processi di edilizia sostenibile rendicontati e certificati con protocolli energetico-ambientali aiuterebbe inoltre a generare una domanda di materiali con maggior componente di economia circolare.
Un esempio centrale in tale ambito è costituito dal cratere del sisma che ha forte necessità di processare materiali generati dalle macerie e in tali pratiche troverebbe un equilibrio economico e ambientale virtuoso. Questa è la partita che dobbiamo giocare per la transizione che ci attende e che l’Europa ci chiede».
Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)
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