Mercato agroalimentare, l’Unione europea prima esportatrice nel mondo

Secondo l’ultimo rapporto dell’Eurostat, a febbraio del 2024 il surplus commerciale agroalimentare dell’Ue ha raggiunto i 6,2 miliardi di euro, con un aumento del 24% rispetto a gennaio anche se oltre alla qualità dei prodotti ciò che ha inciso è stato anche l’aumento dei prezzi.
Le olive e l'olio d'oliva sono stati i prodotti più esportati e anche lo zucchero e gli sciroppi hanno visto aumenti di vendite (+133 milioni di euro di valore totale +136% di esportazioni). Le esportazioni di prodotti lattiero-caseari rimangono alte, ma il loro valore è diminuito del 5% a causa dei prezzi più bassi.
Quanto alle destinazioni, il Regno Unito è il primo paese per vendite con valore di 548 milioni di euro (+7% su base annua) con birra, sidro e altre bevande, carne suina e preparati a base di frutta e noci.
Seconda meta sono invece gli Stati Uniti (+383 milioni di euro, +9%) in cui si vendono perlopiù olio e olive e terza il Giappone, con prodotti da tabacco in aumento. Calano le esportazioni verso la Cina e verso la Russia.
Sul fronte delle importazioni, caffè, tè, cacao e spezie hanno registrato l'aumento maggiore (+ 784 milioni di euro, +23%), dovuto principalmente all'aumento dei prezzi dei prodotti, mentre per quanto riguarda frutta e noci, l'aumento è stato trainato da maggiori volumi importati.
Le importazioni da Argentina, Australia, Canada, Indonesia e Ucraina sono diminuite a causa della diminuzione sia in termini di volumi che di prezzi, ma le importazioni da Costa d'Avorio, Egitto, Marocco, Tunisia e Turchia sono aumentate, trainate da prodotti a base di cacao e frutta e noci.
Redazione Cuoreeconomico
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