Metalmeccanica, produzione in leggera flessione: pesa il caro energia

L'analisi dell'indagine congiunturale di Federmeccanica sull'industria meccanica-meccatronica: il 71% delle imprese dichiara un impatto forte sui costi di produzione. Il presidente Andrei: "Noi decisivi per tutta l'industria". Ma il conflitto in corso sta mettendo in crisi molte realtà
La produzione metalmeccanica si è ridotta nel 2022 dello 0,4%, rispetto al 2021, nonostante l'incremento dell'1,3% nel quarto trimestre 2022 rispetto al precedente, mentre nel confronto con l'ultimo trimestre del 2021, c'è stata una variazione del +0,2% dopo il calo dell'1,9% osservato nei tre mesi estivi.
L'export è cresciuto del 14,4% rispetto al 2021, mentre l'import del 19,7%, determinando un saldo commerciale attivo di quasi 45 miliardi di euro. Gli incrementi dell'interscambio sono influenzati dalla crescita dei valori medi unitari.
A livello europeo, nella media dell'anno, la flessione produttiva registrata per il settore metalmeccanico si confronta con i risultati positivi realizzati dai principali paesi della UE.
Sono i principali risultati della 165. edizione dell'Indagine congiunturale di Federmeccanica sull'Industria Metalmeccanica - Meccatronica italiana.
Performance del settore condizionano l'industria
"I dati dell'indagine - spiega Il vicepresidente di Federmeccanica, Diego Andrei - confermano ancora una volta il peso del nostro Settore nell'intera Industria.
Si vede infatti molto bene quanto le nostre performance condizionano i risultati del complesso Industria. La meccanica-meccatronica segna nel 2022 -0,4% rispetto al 2021, e l'intera Industria -0,3%.
Se andiamo bene siamo volano per l'economia italiana, in caso contrario questo si ripercuote su tutti".
Le prospettive a breve emerse dall'indagine, indicano un'attenuazione della fase negativa della congiuntura settoriale: Il 32% delle imprese intervistate si dichiara soddisfatto del proprio portafoglio ordini; Il 28% prevede incrementi di produzione, a fronte del 18% che pronostica riduzioni; Il 22% ritiene di dover aumentare, nel corso dei prossimi sei mesi, gli attuali livelli occupazionali.
Rimane comunque significativa (pari al 10%) la quota di imprese che valuta cattiva o pessima la situazione della liquidità aziendale. Il sentiment delle imprese rimane fortemente condizionato dalle conseguenze del conflitto russo-ucraino.
Il caro-energia fa salire i costi di produzione
Dall'indagine emerge anche un altro dato: nel quarto trimestre del 2022, rimane molto alta, pari al 71%, la percentuale di imprese che dichiarano un impatto significativo dei rincari dei prezzi delle materie prime e dell'energia sui costi di produzione, nonostante l'attenuazione registrata dei prezzi sui mercati internazionali.
Continua ad essere importante (64%) anche la percentuale di imprese che subisce riduzioni dei margini sempre per effetto dei rincari dei prodotti energetici.
Nonostante questo, però, la quota di imprese che prevede di attuare forme di investimento nei prossimi sei mesi è aumentata rispetto allo scorso trimestre, passando dal 64% di fine settembre all'attuale 70%.
A causa del caro energia, nel 2022 i prezzi alla produzione sono aumentati in termini tendenziali del 12,3%. Per il 51% delle imprese gli elevati costi delle materie prime e dell'energia hanno comportato la riorganizzazione del lavoro e/o dell'attività produttiva, nel 20% si è verificata una riduzione dell'attività di investimento, mentre il 22% ha dichiarato altre conseguenze.
Infine, il 43% delle imprese partecipanti all'indagine sta risentendo delle ripercussioni del conflitto russo-ucraino: il 57% prevede una contrazione dell'attività produttiva, mentre il 4% corre il rischio di doverla interrompere; il 9% prospetta la riduzione dell'attività di investimento e nel 30% dei casi si sono verificati altri effetti.
Sul fronte degli investimenti, con riferimento alle tematiche ambientali, nel 63% dei casi le attività di investimento avranno ricadute positive sia sul risparmio energetico sia sulla sostenibilità ambientale.
Il 29% delle imprese si focalizzerà solo sul risparmio energetico e il restante 8,0%, invece, sulla riorganizzazione del processo produttivo e/o adozione di nuovi modelli di produzione.
Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











