Mocella (Confartigianato Campania): “Zes unica supporti le Pmi: per il Sud serve un credito più facile”

(Ettore Mocella, presidente Confartigianato Campania)
Il presidente regionale dell’associazione a CUOREECONOMICO: “Rendere il sistema di incentivi più efficace e accessibile per le realtà del territorio. Inoltre bisogna investire sulla formazione per ridurre la povertà altissima soprattutto al Sud ed avvicinare al mondo del lavoro. Turismo occasione per la Campania, ma occorre fare rete fra le imprese”
Confartigianato Campania punta alla valorizzazione del territorio, all’analisi delle problematiche economiche e commerciali e alla sinergia tra le realtà produttive quale modello di ricrescita economica e territoriale.
L’azione dell’organizzazione punta a far crescere, individualmente e collettivamente, la capacità innovativa e la competitività nonché la qualità dei servizi offerti sul mercato delle aziende che decidono di strutturarsi in rete.
Si punta allo sviluppo di progetti di rete aventi ad oggetto la promozione di un sistema territoriale che organizzi le attività economiche, i beni materiali ed immateriali e le risorse naturali ed umane, con l’obiettivo di creare una “Nuova destinazione turistica”, fortemente orientata al mercato ed idonea a stabilizzare la domanda attraverso la destagionalizzazione dei flussi ed a valorizzare le potenzialità autoctone.
Un modello che può divenire efficiente se si affrontano con la dovuta attenzione anche le problematiche economiche e fiscali del territorio regionale e nazionale.
Nel tentativo di comprendere il modello intrapreso, le azioni e le proposte di Confartigianato Campania e le attuali sfide economiche globali, intervistiamo il presidente Ettore Mocella.
Confartigianato Campania punta ad una innovativa proposta organica, altamente qualificata, strutturata, flessibile e innovativa della realtà territoriale all’interno della quale operano gli attori e i territori di una destinazione turistica. Possiamo approfondire?
“Confartigianato punta a una visione innovativa e organica del territorio, che vede le realtà locali come attori principali di una destinazione turistica.
L’obiettivo è quello di creare un’offerta turistica di alta qualità, flessibile e strutturata, che possa competere efficacemente sul mercato internazionale.
Ciò implica un forte lavoro di rete tra le imprese per valorizzare le peculiarità territoriali, sia materiali sia immateriali, in modo da attrarre turisti tutto l’anno, superando la stagionalità. L’innovazione si pone come chiave per sviluppare un turismo sostenibile che valorizzi le risorse locali senza esaurirle”.
In merito al credito di imposta per le Zes si sta lavorando ad una modifica relativa alla copertura per la Zes unica del Mezzogiorno. Quali sono le vostre proposte alle istituzioni politiche?
“Abbiamo proposto che le modifiche al credito di imposta per le Zes riflettano meglio le esigenze specifiche del Mezzogiorno. Questo include una maggiore flessibilità nella copertura e un maggiore supporto per le piccole e medie imprese,
che sono il cuore della nostra economia regionale. Stiamo lavorando su proposte di modifica per ottimizzare la copertura nell’ambito della Zes unica del Mezzogiorno.
Le nostre proposte alle istituzioni politiche si concentrano sulla necessità di rendere il sistema di incentivi più efficace e accessibile per le Pmi, sostenendo così la crescita economica e l’innovazione nelle regioni meridionali. Ciò include il miglioramento delle condizioni di accesso al credito e una maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi”.
Dall’analisi della Fabi emerge che i clienti in difficoltà con le scadenze dei mutui hanno visto ridursi il reddito disponibile a causa del costo del denaro, del rialzo dei tassi e dell’inflazione. Come affrontare tale fenomeno?
“La nostra posizione è che occorre un intervento coordinato che affronti le cause di fondo, come l’inflazione e il rialzo dei tassi.
Stiamo suggerendo politiche di sostegno al reddito e misure di protezione per i consumatori più vulnerabili, affinché possano gestire meglio le loro finanze in questo periodo difficile”.
I dati sulla povertà diffusi dall’Istat appaiono “drammatici” e dimostrano come le misure di sostegno ai redditi introdotte nel nostro paese si siano rivelate fallimentari. I livelli di povertà registrati in Italia sono i più alti degli ultimi anni. Come affrontare questa situazione e quale messaggio trasmettere a famiglie e lavoratori?
“Per affrontare l’aumento della povertà in Italia, è necessario migliorare le misure di sostegno al reddito, rendendole più ampie e accessibili. Investire nell’educazione e nella formazione professionale può aiutare le persone a qualificarsi per lavori meglio retribuiti.
Inoltre, il governo dovrebbe adottare politiche per stimolare la creazione di impieghi, specialmente in settori ad alta intensità di lavoro. Infine, sostenere le piccole e medie imprese locali può generare posti di lavoro e rinvigorire l’economia.
Il messaggio chiave per famiglie e lavoratori è che ci sono azioni concrete in corso per migliorare la situazione e che il loro benessere è una priorità”.
Di Domenico Letizia
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